domenica 30 dicembre 2007

Proverbi sulle meridiane


CUM UMBRA NIHIL ET SINE UMBRA NIHIL

SEGNO L'ORA SERENA

RUIT HORA

ULTIMA LATET

TEMPORA LABUNTUR, TACITISQUE SENESCIMUS ANNIS; ET FUGIUNT, FRENO NON REMORANTE, DIES (OVIDIO)

STAT SUA CUIQUE DIES (VIRGILIO)

giovedì 27 dicembre 2007

Amicizie

E’ morto per un banale incidente un amico. Era una di quelle amicizie nate in gioventù che si perdono nel tempo per i casi della vita. Ricordo una delle ultime volte che abbiamo parlato, erano i primi anni ‘70. Mi aveva attirato a casa sua nello studio paterno per un vero e proprio confronto di idee. Altri tempi: si parlava e ci si appassionava di politica, di religione, di tutto. Era stato il suo modo (l’avevo capito dopo) di emanciparsi dalle idee di un certo cattolicesimo critico che aveva i suoi punti di riferimento ideali in Lorenzo Milani, Primo Mazzolari, Giovanni Franzoni, Giorgio La Pira e l’esperienza dell’Isolotto di Enzo Mazzi. Erano movimenti che nascevano dalla grande ispirazione del Vaticano II e che per un attimo hanno fatto respirare aria nuova anche nella Chiesa non lasciandola ai margini della grande stagione del '68. Una stagione breve, come abbiamo visto poi, immediatamente ricacciata nella marginalità, mentre veniva consacrata la leaderschip di Comunione e liberazione.
In quella discussione il mio interlocutore contrapponeva a queste idee di rinnovamento (che erano dominanti a quel tempo nei gruppi cattolici novaresi, forse creando anche un certo conformismo) una visione tutt’altro che moderna della società. Anzi a me sembrava una concezione tradizionalista che aveva nella destra politica e nella Chiesa ben salde radici. Aveva visto giusto, anche se con 10 anni di anticipo: quella sarebbe stata la linea vincente.
Parlava di gerarchia nella società e nella Chiesa e quindi d’ordine: c’era chi aveva il diritto/dovere di governare/comandare e chi di ubbidire, i poveri dovevano stare al loro posto non dovevano disturbare il manovratore. Gli facevo notare che quella non si discostava molto dalla impostazione medioevale della società e che forse qualcosa nel frattempo era successo. Ma era inutile evocare la Rivoluzione francese che era uno dei principali obiettivi di questi neo conservatori. Lo abbiamo scoperto poi leggendo i testi di Luigi Giussani e Gianni Baget Bozzo. Lo leggiamo oggi nelle sempre più stringenti parole di papa Ratzinger.
Da quella volta non avemmo più discussioni e me ne dispiace. Era un congedo ad un certo mondo e si avvicinava il momento in cui ciascuno avrebbe fatto le scelte della sua vita. Per lui si apriva il mondo della professione al quale avrebbe dato tanto impegno e capacità.
Ciao, un abbraccio.

martedì 25 dicembre 2007

Goffredo Fofi intervista Carmelo Bene

GF - Quali sono i tuoi rapporti con Dio ?

CB - Di gran rispetto, come si rispetta qualunque assenza rispettabile

lunedì 24 dicembre 2007

Vangelo di Tommaso

"Coloro che cercano cerchino finché troveranno. Quando troveranno, resteranno commossi. Quando saranno turbati si stupiranno, e regneranno su tutto."

Grace Paley, Piccoli contrattempi del vivere

Beh, ormai saprai anche tu, tesoro, che qualunque cosa tu faccia, la vita non si ferma. Si arresta solo un minuto e lascia dietro di sé un segno.

giovedì 20 dicembre 2007

Giorgio Caproni, Sassate

Ho provato a parlare.
Forse, ignoro la lingua.
Tutte frasi sbagliate.
Le risposte: sassate.

martedì 18 dicembre 2007

Gabriella Ferri, Sempre

(testo Mario Castellacci, musica Franco Pisano)

Ognuno è un cantastoria
tante facce nella memoria
tanto di tutto tanto di niente
le parole di tanta gente.
Tanto buio tanto colore
tanta noia tanto amore
tante sciocchezze tante passioni
tanto silenzio tante canzoni.

Anche tu così presente
così solo nella mia mente
tu che sempre mi amerai
tu che giuri e giuro anch'io
anche tu amore mio
così certo e così bello.

Anche tu diventerai
come un vecchio ritornello
che nessuno canta più
come un vecchio ritornello.

Anche tu così presente - sempre
così solo nella mia mente - sempre
tu che sempre mi amerai - sempre
tu che giuri e giuro anch'io - sempre
anche tu amore mio - sempre
così certo e così bello.

Anche tu diventerai
come un vecchio ritornello
che nessuno canta più
come un vecchio ritornello
che nessuno canta più.

Ognuno è un cantastoria
tante facce nella memoria
tanto di tutto tanto di niente
le parole di tanta gente.

Anche tu così presente
così solo nella mia mente
tu che sempre mi amerai
tu che giuri e giuro anch'io
anche tu amore mio
così certo e così bello

Anche tu diventerai
come un vecchio ritornello
che nessuno canta più
come un vecchio ritornello
che nessuno canta più.

sabato 15 dicembre 2007

Diverso sei tu


Le Giornate Europee delle persone disabili sono un anniversario importante per chi vive sulla propria pelle la disabilità o convive con essa, ma sono ancora più significative per coloro che non conoscono i bisogni, le esigenze e le difficoltà dei disabili. Dal non riconoscere un bisogno a negare un diritto il passo è breve.

Nunziante


Un dio impietrito guarda i (propri) fulmini scagliarsi violenti sul mare plumbeo...

martedì 11 dicembre 2007

Elio Vittorini, Conversazioni in Sicilia

"Io ero quell'inverno in preda ad astratti furori. Non dirò quali, non
di questo mi son messo a raccontare. Ma bisogna ch'io dica che erano
astratti, non eroici, non vivi; furori in qualche modo, per il genere umano
perduto.
Da molto tempo questo, ed ero col capo chino. Vedevo manifesti sui muri
e chinavo il capo; vedevo amici per un'ora, due ore, e stavo con loro
senza dire una parola, chinavo il capo; e avevo una ragazza o moglie che mi aspettava ma neanche con lei dicevo una parola, anche con lei chinavo il capo.
Pioveva intanto e passavano i giorni, i mesi e io avevo le scarpe rotte;
l'acqua che mi entrava nelle scarpe e non vi era più altro che questo:
pioggia, massacri sui manifesti dei giornali e acqua nelle mie scarpe
rotte, muti amici, la vita in me come un sordo sogno. [...] Ero quieto;
ero come se non avessi mai avuto un giorno di vita, nè mai saputo che cosa
significa essere felici, come se non avessi nulla da dire, da affermare,
negare, nulla di mio da mettere in gioco, e nulla da ascoltare, da dare
e nessuna disposizione a ricevere; ma mi agitavo entro di me per astratti
furori, e pensavo il genere umano perduto, chinavo il capo, e pioveva,
non dicevo una parola agli amici, e l'acqua mi entrava nelle scarpe".

lunedì 10 dicembre 2007

sabato 8 dicembre 2007

Franco Battiato, L'ombra della luce

Difendimi dalle forze contrarie,
la notte, nel sonno, quando non sono cosciente,
quando il mio percorso, si fa incerto.
E non abbandonarmi mai...
Non mi abbandonare mai!
Riportami nelle zone più alte
in uno dei tuoi regni di quiete:
E' tempo di lasciare questo ciclo di vite.
E non mi abbandonare mai...
Non mi abbandonare mai!
Perché le gioie del più profondo affetto
o dei più lievi anditi del cuore
sono solo l'ombra della luce.
Ricordami, come sono infelice,
lontano dalle tue leggi;
come non sprecare il tempo che mi rimane.
E non abbandonarmi mai...
Non mi abbandonare mai!
Perché la pace che ho sentito in certi monasteri,
o la vibrante intesa di tutti i sensi in festa,
sono solo l'ombra della luce.

Aldo Palazzeschi, Chi sono ?

Son forse un poeta?
No, certo.
Non scrive che una parola, ben strana,
la penna dell'anima mia:
"follia".

Son dunque un pittore?
Neanche.
Non ha che un colore
la tavolozza dell'anima mia:
"malinconia".

Un musico, allora?
Nemmeno.
Non c'è che una nota
nella tastiera dell'anima mia:
"nostalgia".

Son dunque... che cosa?
Io metto una lente
davanti al mio cuore
per farlo vedere alla gente.

Chi sono?
Il saltimbanco dell'anima mia.

Scrivere?

Ho finito di scrivere. Non c'è altro da dire. Tutto è già stato detto e scritto. Ora bisogna solo ascoltare e leggere. Guardare. Senza capire. Non c'è nulla da capire.

mercoledì 31 ottobre 2007

24 CONDANNATI DEFINITIVI IN PARLAMENTO

Questo è l'elenco dei nomi dei rappresentanti italiani in Parlamento, nazionale o europeo, che hanno ricevuto una condanna:

I 24 CONDANNATI DEFINITIVI IN PARLAMENTO (Aggiornato a Ottobre 2007)

Berruti Massimo Maria (FI)

Biondi Alfredo reato poi depenalizzato (FI)

Bonsignore Vito (Udc - Parlamento Europeo)

Borghezio Mario (Lega Nord - Parlamento Europeo)

Bossi Umberto (Lega Nord - Parlamento Europeo)

Cantoni Giampiero (FI)

Carra Enzo (Margherita)

Cirino Pomicino Paolo (Democrazia Cristiana - Partito Socialista)

De Angelis Marcello (An)

D'Elia Sergio (Rosa nel Pugno)

Dell'Utri Marcello (FI)

Del Pennino Antonio (FI)

De Michelis Gianni (Nuovo Psi)

Farina Daniele (Prc)

Jannuzzi Lino (FI)

La Malfa Giorgio (Pri)

Maroni Roberto (Lega Nord)

Mauro Giovanni (FI)

Nania Domenico (An)

Patriciello Aldo (Udc)

Sterpa Egidio (FI)

Tomassini Antonio (FI)

Visco Vincenzo (Ds)

Vito Alfredo (FI)

Previti Cesare (FI) Dimesso - Obiettivo raggiunto

24 CONDANNATI DEFINITIVI IN PARLAMENTO

Questo è l'elenco dei nomi dei rappresentanti italiani in Parlamento, nazionale o europeo, che hanno ricevuto una condanna:

I 24 CONDANNATI DEFINITIVI IN PARLAMENTO (Aggiornato a Ottobre 2007)

Berruti Massimo Maria (FI)

Biondi Alfredo reato poi depenalizzato (FI)

Bonsignore Vito (Udc - Parlamento Europeo)

Borghezio Mario (Lega Nord - Parlamento Europeo)

Bossi Umberto (Lega Nord - Parlamento Europeo)

Cantoni Giampiero (FI)

Carra Enzo (Margherita)

Cirino Pomicino Paolo (Democrazia Cristiana - Partito Socialista)

De Angelis Marcello (An)

D'Elia Sergio (Rosa nel Pugno)

Dell'Utri Marcello (FI)

Del Pennino Antonio (FI)

De Michelis Gianni (Nuovo Psi)

Farina Daniele (Prc)

Jannuzzi Lino (FI)

La Malfa Giorgio (Pri)

Maroni Roberto (Lega Nord)

Mauro Giovanni (FI)

Nania Domenico (An)

Patriciello Aldo (Udc)

Sterpa Egidio (FI)

Tomassini Antonio (FI)

Visco Vincenzo (Ds)

Vito Alfredo (FI)

Previti Cesare (FI) Dimesso - Obiettivo raggiunto

lunedì 29 ottobre 2007

Luigi Monteleone, Controvento

Le parole muovono assieme al tempo, in ogni luogo del mondo e non muoiono.
Quando giungono al silenzio esse sono ancora parole e quando fanno trama e si apprestano a coesistere, sonanti o dissonanti, pur robuste, si spezzano, cadono e si rialzano, marciscono per rinascere e in perenne movimento ci assaltano e lacerano. Ad un punto preciso, con le parole esiste anche la quiete. (Malafestival, Torino, 2007)

venerdì 26 ottobre 2007

Piero Meldini, L'antidoto della malinconia

Chi da grave infermità del corpo, o da disperazione immedicabile, sia stato sospinto laggiù dove si incontrano le linee di fuga dell'esistenza; chi abbia una volta bussato alla porta degli Inferi, e sia stato a un soffio - appena un soffio - dal varcarla, sa che c'è un punto oltre il quale le sofferenze si placano e quasi si spengono. Quando, crollate le ultime difese, sopravvive la resa senza condizioni, allora una stupefazione misericordiosa cauterizza il dolore. La mente si ritira in spazi sempre più angusti. Affrancati dallo scorrere del tempo, giaciamo immobili e dimentichi: ormai trasparenti a noi stessi.

domenica 23 settembre 2007

Proverbio


Du cose al mondo non si ponno avere:
d'essere belli e di saper cantare.
(detto todino riferito da Marcella Vincenti)

sabato 15 settembre 2007

Anita Desai, Fuoco sulla montagna


Le pareva ancora di udire gli strilli acuti provenienti dalle aiuole di canne nel giardino - un bambino era caduto dall'altalena, un altro era stato punto da una vespa, un terzo era stato picchiato dal quarto - e uscendo sulla veranda li vedeva salire i gradini piagnucolando per un labbro spaccato, un ginocchio sbucciato, i denti rotti, e si chinava su di loro con quel rigido, ironico inchino al dovere che nessuno notava o metteva a fuoco.

Doversi inchinare di nuovo, permettendo che il cappio le scivolasse ancora una volta attorno al collo che aveva creduto libero per sempre. Dover sentire il silenzio della sua casa infranto da lamenti e schiamazzi e mettere a soqquadro le stanze spoglie con la miriade di oggetti di cut ogni bambino apparentemente ha bisogno o che comunque richiede. Dover conversare quando desiderava soltanto silenzio, dover fare domande e occuparsi di un altro essere, confortare e ingiungere, farsi coinvolgere e coinvolgere.

Le pareva duro, ingiusto, voleva solo il suono delle cicale e dei pini, la vista di quella scarpata rosso sangue che si tuffava nella pianura argentea.

Un'aquila volteggiava sulla pianura, molto sotto di lei, almeno trecento metri più in basso, le ali spiegate, planando sulle correnti d'aria senza mai sbilanciare 1'imponente e robusta apertura alare. Aveva desiderato, ricordò, imitare quell'aquila, planare a occhi chiusi.

lunedì 10 settembre 2007

giovedì 30 agosto 2007

Achille Quarello, Poesia senza nome


Vorrei

essere questa foglia d'autunno

e cadere

a confondermi con la terra.

(da http://www.montagnavissuta.it/)

lunedì 27 agosto 2007

Pino Daniele, Quanno chiove

E te sento quanno scinne 'e
scale
'e corza senza guarda'
e te veco tutt'e juorne
ca ridenno vaje a fatica'
ma mo nun ride cchiù.
E luntano se ne va
tutt'a vita accussì
e t'astipe pe nun muri'.
E aspiette che chiove
l'acqua te 'nfonne e va
tanto l'aria s'adda cagna'
ma po' quanno chiove
l'acqua te 'nfonne e va
tanto l'aria s'adda cagna'.
Se fa scuro e parla 'a luna
e te vieste pe' senti'
pe' te ogne cosa po' parla'
ma te restano 'e parole
e 'o scuorno 'e te 'ncuntra'
ma passanno quaccheduno
votta l'uocchie e se ne va.
E aspiette che chiove
l'acqua te 'nfonne e va
tanto l'aria s'adda cagna'
ma po' quanno chiove
l'acqua te 'nfonne e va
tanto l'aria s'adda cagna'

Giuseppe Verdi, Falstaff


Falstaff
Un coro e terminiam la scena.

Ford
Poi con Sie Falstaff, tutti,
andiamo a cena.

Tutti
Tutto nel mondo é burla.
L'uom é nato burlone,
La fede in cor gli ciurla,
Gli ciurla la ragione.
Tutti gabbati! Irride
L'un l'altro ogni mortal.
Ma ride ben chi ride
La risata final.
(cala la tela)

domenica 26 agosto 2007

Giulietta e Romeo

Amore a prima vista, travolgente ed insensato quanto basta...
Ah quel veleno che brutto scherzo vi ha giocato
e anche le poste ai tempi di Shakespeare non erano un gran che...

lunedì 20 agosto 2007

Era davvero amore


Lo chiamavi amore, ma era chiuso il cancello e fuori stavano tutti gli altri. Tenuti a distanza da invisibili mastini.
Dentro la guerra era all'ultimo sangue, senza esclusione di colpi, feroce. Sembravamo topi costretti in uno spazio angusto, violenti, aggressivi.
Era amore o egoismo allo stato puro, distillato e raffinato?

sabato 18 agosto 2007

Il Saggio di Bandiagara

I saggi di tutti i tempi si sono augurati di non appartenere a un'epoca come la nostra che, in confronto alle altre, si caratterizza per i seguenti motivi:
il Bene non attira;
il Male non respinge;
la Verità non ha effetto;
la Menzogna non conosce sconfitte.

giovedì 9 agosto 2007

martedì 31 luglio 2007

Vergogna, Cesare Previti

Un cittadino normale, con una normale coscienza, un normale senso civico di fronte ad una condanna passata da tutti i gradi di giudizio di un deputato della Repubblica penserebbe che quel deputato non possa rappresentare proprio nessuno. Ma si sbaglia, l'ingenuo normale cittadino.

W.Wenders, Il cielo sopra Berlino

Si dice che il tempo guarisca ogni malattia. Ma non sarà il tempo la malattia?

domenica 22 luglio 2007

Bertolt Brecht, Ode del dubbio

...
Su chi contiamo ancora?
Siamo dei sopravvissuti, respinti
via dalla corrente? Resteremo indietro, senza
comprendere più
nessuno e da nessuno compresi?
O dobbiamo sperare soltanto
in un colpo di fortuna?»
Questo tu chiedi. Non aspettarti
nessuna risposta
oltre la tua.

martedì 17 luglio 2007

Teriaca, ovvero è più folle usare i farmaci propinati oggi o quelli di ieri?


Questo rimedio polifarmaco, anzi il più polifarmaco di tutti, è noto da tempo antico. Esso lo si fa rimontare sino a Mitridate, re del Ponto, che, narrasi, l'avesse fatto confezionare per scongiurare tutti i veleni. Raccontasi pure che la ricetta per la sua preparazione sia stata trovata da Pompeo nella cassetta di quel re, d'onde il nome primitivo di elettuario di Mitridate. Nerone lo fece perfezionare da Andromaca, il suo primo medico, e Galeno diede a questo rimedio il nome di theriaca, antidoto contro tutte le bestie nocive. Moltissime modificazioni furono arrecate alla formula primitiva. Galeno vi ammetteva 62 sostanze, senza tener conto dei trocisci di scilla, della vipera e dell'hédicroon, che era una specie di polvere teriacale. Un tempo la teriaca era specialmente preparata a Venezia, ove la preparazione era circondata dalle cure più diligenti ed erano, perchè essa avesse sempre composizione costante e non fosse falsificata, dal Governo di quella repubblica date disposizioni legislative. A Parigi, nell'antico Collegio di Farmacia, ad una certa epoca dell'anno, la si preparava con un grande cerimoniale. Tutti questi antichi costumi sono scomparsi e la teriaca, è caduta nell'oblio, dopo essere stata considerata per secoli una panacea universale.

venerdì 13 luglio 2007

Se...


Se un giorno ti dicessero
"sei un uomo arido
senza sentimenti
anzi
dissimulatore di sentimenti
oscuro
impenetrabile nella tua corazza
scontroso
aristocratico..."
perché dovresti credere d'essere amato?
per quale motivo saresti amato?

venerdì 6 luglio 2007

Cose che capitano ai pendolari

Treno regionale Novara - Arona delle 14,13.
Il treno parte in perfetto orario: pulito e dignitoso anche se è una vecchia litorina con motore diesel a due carrozze.
Tutto bene fino alla stazione di Castelletto paese. Il treno non si ferma alla piccola stazione e prosegue per 100 metri oltre, poi si ferma di colpo. Sull'altro binario, dopo un minuto, transita un treno merci. Penso ad una coincidenza. Passato il merci, la litorina ingrana la retromarcia e torna alla stazione di Castelletto. Scende una signora di colore nero con due bambini piccoli. Il treno riparte per Arona. Mi è sembrata, nel delirio dei viaggi con FS, una cosa a misura d'uomo. Càpita...

Saggio di Bandiagara, Le tre verità

Ci sono tre verità: la mia verità, la tua verità e la verità.

lunedì 2 luglio 2007

Franco Battiato, Aspettando l'estate


"La tristezza non prevale su di me / col canto la tengo lontana / le giornate si allungano / sto aspettando l'estate / Anche se non ci sei / tu sei sempre con me / per antiche abitudini / perché ti rivedrò / dovunque tu sia... ".

Franco Battiato, Aspettando l'estate

"La tristezza non prevale su di me / col canto la tengo lontana / le giornate si allungano / sto aspettando l'estate / Anche se non ci sei / tu sei sempre con me / per antiche abitudini / perché ti rivedrò / dovunque tu sia... ".

venerdì 29 giugno 2007

G., Le cose che non faccio (e qualche spiegazione)

Non guardo negli occhi (ho paura di vedere qualcosa?)
Non dico - ti amo - (per non dire - non ti amo più -?)
Non chiedo - vuoi uscire con me - (non saprei dove portarti, non vado da nessuna parte)
Non sto fermo (vorrei stare sempre altrove e fingo il movimento)
Non vado al cinema, al teatro, in discoteca, in birreria (sono impacciato ovunque)
Non cerco amici (mi sento estraneo a tutti e mi nutro della mia diversità)
Non scrivo più racconti (non ho più storie che valga la pena di raccontare)
Non smetto di pensare poesie (raramente ho capito le poesie e solo quando avevo io qualche emozione. Forse cerco ancora quelle emozioni)
Non ... (spiego)

giovedì 28 giugno 2007

Promossi gli andagati...


(ANSA) - ROMA, 20 GIU - Il capo della Polizia, Gianni De Gennaro, e' indagato dalla Procura di Genova nell'inchiesta sul G8. Probabile ipotesi di reato, istigazione alla falsa testimonianza. A quanto si e' appreso da fonti ufficiose ma autorevoli, l'iscrizione nel registro degli indagati risale ad alcuni giorni fa.

(Corriere della sera, 27/06/2007) De Gennaro capo di gabinetto al Viminale. La decisione presa in Consiglio dei ministri. L'ex capo della polizia sarà al vertice dello staff del ministro dell'Interno Giuliano Amato.

mercoledì 27 giugno 2007

Giacomo Noventa, Par vardar...

Par vardar dentro i cieli sereni
Là su sconti da nuvoli neri,
Gò lassà le me vali e i me orti,
Par andar su le cime dei monti.
Son rivà su le cime dei monti,
Gò vardà dentro i cieli sereni,
Vedarò le me vali e i me orti,
Là zo sconti da nuvoli neri?

martedì 19 giugno 2007

Luciano Bianciardi, Vita agra, Rizzoli, 1962


“La politica, come tutti sanno, ha cessato da molto tempo di essere scienza del buon governo, ed è diventata invece arte della conquista e della conservazione del potere. Così la bontà di un uomo politico non si misura sul bene che egli riesce a fare agli altri, ma sulla rapidità con cui arriva al vertice e sul tempo che vi si mantiene. E la lotta politica, cioè la lotta per la conquista e la conservazione del potere, non è ormai più – apparenze a parte – fra stato e stato, tra fazione e fazione, ma interna allo stato, interna alla fazione.”

lunedì 18 giugno 2007

G.G., Distanze

...pensare da lontano...
si pensa sempre di guardare il qui ed ora con un binocolo rovesciato,
di distanziarci da luoghi per distanziarci dai sentimenti.
Ma i sentimenti , se ci sono, sono persistenti
si impigliano ad un niente...
La saggezza popolare suggeriva "lontano dagli occhi, lontano...",
ma conosceva bene i tanti occhi dell'anima
che continuano a guardare e non è facile accecare...

venerdì 15 giugno 2007

Carlo Emilio Gadda, Il primo libro delle favole


L’asino del monisterio, sentendo bussare la Primavera all’uscio di stalla, pregò la monica superiora d’esser lasciato solo nel buio. Non vedeva altra soluzione.

martedì 12 giugno 2007

Carolo Porta, Brindes de Meneghin a l'ostaria

Alto donch, trinche vain, scià del vin!
ch’el mè stomegh l’è secch come on ciod,
scià on martin
de Buscaa, ch’el vuj god
con savor
in onor - del PATRON!
Quest l’è bon!
Cara, cara che fior
de bobô - che l’è quest! Oh che gust!
Glô, glô, glô - Benedetta la terra
de Buscaa, di contorna de Bust,
che ve staga lontana la guerra,
che i tempest, i stravent, la scighera
vaghen tucc a pestass in brughera.

martedì 5 giugno 2007

Silenzio, Lalla Romano


Solamente il silenzio
oltre il gelo dei mondi
oltre il solitario passo dei vecchi
oltre il sonno dimenticato dei morti
solo il silenzio vive

venerdì 1 giugno 2007

Treno Regionale 4726



Novara 17.39 partenza dal binario 6
Vignale
Bellinzago
Oleggio
Marano Ticino
Varallo Pombia
Borgoticino
Dormelletto Paese
Arona arrivo 18.23 binario 5

Si esce velocemente da Novara e da Vignale a Bellinzago le coltivazioni sono prevalentemente di riso. Poco prima di Bellinzago il treno entra in una trincea verde. Dopo la stazione fino a Oleggio solo campi a prato, grano e pochi orti. Da Marano a Varallo Pombia coltivazioni di granturco e prati che seguono leggere colline che a oriente degradano verso la valle del Ticino; poi, prima di entrare in stazione, la solita trincea verde. Salgono operai stranieri provenienti dalle fabbriche. Il treno si avvia verso Borgoticino e sembra viaggiare a mezza costa penetrando poi le colline. Si apre il panorama verso Dormelletto e si intravede il Lago che diventa Ticino. Davanti a noi le colline dell’alto Vergante, la Rocca di Angera e poi la tipica stazione di Arona con le sue pensiline in ferro battuto ed il grande edificio che divide dalla piazza.

giovedì 31 maggio 2007

Andrea Parato


Solo facendo silenzio
capisco
le parole
giuste

MANGA

volti: sempre netti
occhi: sempre larghi
mani: sempre dritte
pugni: più potenti
dita affusolate
abiti attillati
passi più veloci
gesti intraprendenti

Prigionieri dei margini di carta!
La perfezione sta nel tratto
come il pennello nell’inchiostro.

martedì 29 maggio 2007

Filastrocca del contado lombardo

Sålta sålta calimå.

Sålta sålta
calimå
g'hó pagüa
da få bubà
hó mangiòo
un cugiò
da ris
sålta sålta
in paradis
ul paradis
l'é trópu bèl
sålta gió
da tri basèll
vun dü e tri
sati vótu e vintitri
vintitri e vintisés
sati vótu növi e dés

giovedì 24 maggio 2007

Ho l'orto di Ugo Dighero


Ho l'orto
Non sono solo, sono con otto.
Con otto? Non so...
Solo solo lo poso, solo lo sgobbo.
Con loro otto lo colgo.
Con loro otto, porco mondo, lo godo.
Solo pongo orzo, sorgo, porro, pomodoro.
Non con loro!
Solo lo poto, lo sgombro, lo coccolo, lo
contorno col fosso
sgombro lo scolo, lo sormonto col dosso
fo l'orco con lo storno o col topo
col corvo, col colombo o col tordo...
Oh, non lo scordo.
Sono stronzo?
No! Lo sono loro...
Lo so, ho torto
non ho polso con costoro
o non ho bon ton:
provo con Dodo, con John,
con Romolo, con Rodolfo, con Ron.
Propongo l'orto
cos'ho: conforto?
No, ho solo 'sto coro:
"Non posso, non posso...
Non posso, son sotto concorso
non dormo, non sono pronto
ho lo scolo, non sono solo,
sono solo col nonno, son morto!"
Sporco mondo corrotto!
Non ho conforto....
Sopporto lo scotto
obtorto collo, tonto...
Poco dopo controllo l'orto:
ho troppo rovo
troppo poco pomodoro
non scorgo sorgo
l'orzo non lo trovo.
Solco toppo profondo?
Troppo poco posto?
Posto con troppo sol
o troppo fosco?
Bho!
Do lo zolfo? No, son contro!
Pomodoro...
lo sogno rosso, grosso, rotondo, odoroso
no, lo trovo storto
mollo, morso, bolso, corroso
Con foro!
T'ho colto mostro morboso!
Oh, non l'ho colto solo
poco dopo lo scopro:
sono otto!
Corrono tondo tondo
col loro corpo rotondo
color oro.
Sono otto, sono loro!
Non controllo lo sconforto:
do lo zolfo
lo soffoco col cloro
col cromo, col bromo solforoso
lo sporco morbo morboso!
O lo soffoco,
o l'orto lo scordo
morso dopo morso
foro dopo foro
mostro dopo mostro!
Do lo zolfo!
Comodo, poco costoso...
No, non lo do, son contro!

mercoledì 23 maggio 2007

Dante incontra Beatrice, Purgatorio, XXX canto


Io vidi già nel cominciar del giorno
la parte oriental tutta rosata,
e l'altro ciel di bel sereno addorno;
e la faccia del sol nascere ombrata,
sì che per temperanza di vapori
l'occhio la sostenea lunga fiata:
così dentro una nuvola di fiori
che da le mani angeliche saliva
e ricadeva in giù dentro e di fori,
sovra candido vel cinta d'uliva
donna m'apparve, sotto verde manto
vestita di color di fiamma viva.
E lo spirito mio, che già cotanto
tempo era stato ch'a la sua presenza
non era di stupor, tremando, affranto,
sanza de li occhi aver più conoscenza,
per occulta virtù che da lei mosse,
d'antico amor sentì la gran potenza.
Tosto che ne la vista mi percosse
l'alta virtù che già m'avea trafitto
prima ch'io fuor di puerizia fosse,
volsimi a la sinistra col respitto
col quale il fantolin corre a la mamma
quando ha paura o quando elli è afflitto,
per dicere a Virgilio: 'Men che dramma
di sangue m'è rimaso che non tremi:
conosco i segni de l'antica fiamma'.
Ma Virgilio n'avea lasciati scemi
di sé, Virgilio dolcissimo patre,
Virgilio a cui per mia salute die'mi;
né quantunque perdeo l'antica matre,
valse a le guance nette di rugiada,
che, lagrimando, non tornasser atre.

venerdì 18 maggio 2007

Marco Travaglio al Cardinale Ruini

Eminenza reverendissima cardinale Camillo Ruini,

mi rivolgo a lei anche se la so da poco in pensione, anziché al suo successore card. Bagnasco, perché lei è un po’ l'Andreotti del Vaticano: ha accompagnato la vita politica e religiosa del nostro paese per molti decenni.
Come lei ben sa, non c'è paese d'Europa che abbia avuto tanti capi del governo cattolici come l'Italia.
Su 60 governi in 60 anni, 51 avevano come premier un cattolico e solo 9 un laico: 2 volte Spadolini, 2 Craxi, 2 Amato, 2 D’Alema, 1 Ciampi, che peraltro si dichiara cattolico.
In 60 anni l’Italia è stata governata per 52 anni da un cattolico e per 8 da un laico. Se la DC e i suoi numerosi eredi avessero fatto per la famiglia tutto ciò che avevano promesso, oggi le famiglie italiane dormirebbero tra due guanciali.
Sa invece qual è il risultato? Che l'Italia investe nella spesa sociale il 26,4% del Pil, 5 punti in meno che nel resto d’Europa a 15, quella infestata di massoni, mangiapreti, satanisti e -per dirla con Tremaglia- culattoni. Se poi andiamo a vedere quanti fondi vanno alle famiglie e all’infanzia nei paesi che non hanno avuto la fortuna di avere in casa Dc e Vaticano, scopriamo altri dati interessanti.
L' Italia è penultima in Europa col 3,8% della spesa sociale alle famiglie, contro il 7,7% dell?Europa, il 10,2% della Germania, il 14,3% dell’Irlanda. Noi diamo alla famiglia l’1,1% del Pil: meno della metà della media europea (2,4).
Sarà un caso, ma noi siamo in coda in Europa per tasso di natalità: la Francia ha il record con 2 figli per donna, la media europea è 1,5, quella italiana 1,3.
E il resto d’Europa ha i Pacs, noi no: pare che riconoscere i diritti alle coppie di fatto non impedisca le politiche per la famiglia, anzi. Lei che ne dice?
Lei sa, poi, che per sposarsi e fare figli, una coppia ha bisogno di un lavoro stabile. Sa quanto spendiamo per aiutare i disoccupati? Il 2% della spesa sociale, ultimi in Europa. La media Ue è il 6%. La Spagna del terribile Zapatero spende il 12,5. I disoccupati che ricevono un sussidio in Italia sono il 17%, contro il 71 della Francia, l?80 della Germania, l?84 dell’Austria, il 92 del Belgio, il 93 dell’Irlanda, il 95 dell’Olanda, il 100% del Regno Unito. E per i giovani è ancora peggio: sotto 25 anni, da noi, riceve il sussidio solo lo 0,65%; in Francia il 43, in Belgio il 51, in Danimarca il 53, nel Regno Unito il 57.
Poi c’è la casa. Anche lì siamo penultimi: solo lo 0,06% della spesa sociale va in politiche abitative (la media Ue è il 2%, il Regno Unito è al 5,5). Se in Italia i figli stanno meglio che nel resto del mondo, anche perché sono pochissimi, per i servizi alle madri siamo solo al 19° posto.

Forse, Eminenza, visto il rendimento dei politici cattolici o sedicenti tali, avete sempre puntato sui cavalli sbagliati. O forse, se aveste dedicato un decimo delle energie spese per combattere i Dico e i gay a raccomandare qualche misura concreta per la famiglia, non saremmo i fanalini di coda dell’Europa: perché i nostri politici le promesse fatte agli elettori non le mantengono, ma quelle a voi le mantengono eccome. Sono proprio sacre.

Ora speriamo che il Family Day faccia il miracolo. A questo proposito, vorrei mettere una buona parola per evitare inutili imbarazzi. Come lei sa, hanno aderito all’iniziativa moltissimi politici così affezionati alla
famiglia da averne due o tre a testa.
Come Berlusconi, che ha avuto due mogli, senza contare le giovani e avvenenti attiviste di Forza Italia con cui prepara il Family Day nel parco di villa Certosa.
Le cito qualche altro esempio da un bell’articolo di Barbara Romano su Libero. Vediamo la Lega, che fa fuoco e fiamme per la sacra famiglia. Bossi 2 mogli. Calderoli 2 mogli (la seconda sposata con rito celtico) e una compagna. Castelli, una moglie in chiesa e l’altra davanti al druido.
Poi c’è l’Udc, l’Unione democratico cristiana, dunque piena di separati e divorziati. Divorziato Casini, che ha avuto due figlie dalla prima moglie e ora vive con Azzurra. Divorziati l’ex segretario Follini e il vicecapogruppo Giuseppe Drago, mentre la vicesegretaria Erminia Mazzoni sta con un divorziato. D’Onofrio ha avuto l’annullamento dalla Sacra Rota.
Anche An è ferocissima contro i Dico. Fini ha sposato una divorziata. L’on. Enzo Raisi ha detto:’Io vivo un pacs’. Altro ‘pacs’ inconfessato è quello tra Alessio Butti e la sua compagna Giovanna. Poi i due capigruppo: alla Camera, Ignazio La Russa, avvocato divorzista e divorziato, convive; al Senato, Altero Matteoli, è divorziato e risposato con l’ex assistente. Adolfo Urso è separato. L’unico big in regola è Alemanno:si era separato dalla moglie Isabella Rauti, ma poi son tornati insieme. Divorziati gli ex ministri Baldassarri (risposato) e Martinat (convivente). La Santanchè ha avuto le prime nozze annullate dalla Sacra Rota, poi ha convissuto a lungo.
E Forza Italia? A parte il focoso Cavaliere, sono divorziati il capogruppo alla Camera Elio Vito e il vicecapogruppo Antonio Leone. L’altro vice, Paolo Romani, è già al secondo matrimonio: «e non è finita
qui», minaccia. Gaetano Pecorella ha alle spalle una moglie e ‘diverse convivenze’. Divorziati anche Previti, Adornato, Vegas, Boniver. Libero cita tra gli irregolari persino Elisabetta Gardini, grande amica di Luxuria, che ha un figlio e (dice Libero) convive con un regista. Frattini, separato e convivente, è in pieno Pacs. Risposàti pure Malan, D’Alì e Gabriella Carlucci, mentre la Prestigiacomo ha sposato un divorziato. E al Family day ci sarà pure la Moratti col marito Gianmarco, pure lui divorziato.

Ecco, Eminenza, personalmente sono convinto che ciascuno a casa sua sia libero di fare ciò che vuole. Ma è difficile accettare l’idea che questi signori, solo perché siedono in Parlamento, abbiano dal ‘93 l’assistenza
sanitaria per i conviventi more uxorio e vogliano negarla a chi sta fuori.
E che lei Eminenza non abbia mai tuonato contro i Pacs parlamentari.
Ora però non vorrei che qualche Onorevole Pacs disertasse il Family Day per paura di beccarsi una scomunica. Perciò mi appello a lei: se volesse concedere una speciale dispensa almeno per sabato, ne toglierebbe d’imbarazzo parecchi.
Potrebbe pure autorizzarli a sfilare ciascuno con tutte le sue famiglie, magari entro e non oltre il numero di 3. Per far numero. Ne guadagnerebbe la partecipazione. Si potrebbe ribattezzare l’iniziativa Multifamily Day.

mercoledì 16 maggio 2007

Andrea Rivera al concerto del 1° Maggio

“Il Papa ha detto che non crede
nell'evoluzionismo. Sono d'accordo,
infatti la Chiesa non si è mai evoluta.
Non sopporto che il Vaticano abbia
rifiutato i funerali di Welby. Invece non è
stato così per Pinochet, per Franco e per
uno della banda della Magliana".

martedì 15 maggio 2007

Salsa di noci (tradizione ligure)


Preparazione. Si sgusciano le noci e si puliscono i gherigli togliendo la pellicola (può facilitare l'operazione metterli a bagno in acqua tiepida). Non eliminare completamente la pellicola perché deve rimanere un po' del suo gusto aspro nella salsa finale.
Si pestano i gerigli in un mortaio, unendo l'aglio, la mollica di pane (imbevuta nel latte, se si vuole), un po’ di maggiorana, il parmigiano e l'olio. Si mescola fino ad ottenere una composto cremoso.

Martin Niemoller, pastore luterano tedesco internato a Dachau durante l'Olocausto


Prima essi attaccarono l’opposizione,
ma io non ero l’opposizione, così non li difesi.
Poi essi attaccarono gli ebrei,
ma io non ero un ebreo, così non li difesi.
Poi essi attaccarono gli studenti militanti,
ma io non ero uno studente militante, così non li difesi.
Poi essi attaccarono i sindacati,
ma io non ero un attivista sindacale, così non li difesi.
Poi essi attaccarono gli insegnanti e gli intellettuali,
ma io non ero uno di loro, così non li difesi.
E quando essi attaccarono me, non era rimasto
più nessuno a difendermi

sabato 12 maggio 2007

Il principe ranocchio o Enrico di ferro (dai fratelli Grimm)

Nei tempi antichi, quando desiderare serviva ancora a qualcosa, c'era un re, le sue figlie erano per lui tutte belle, ma la più giovane -malgrado il padre la preferisse alle altre- era proprio brutta a vedersi. Così brutta che sembrava avesse la faccia di un ranocchio. Quando andava alla fresca sorgente a giocare con la palla d'oro pure i ranocchi -che di rospaggine se ne intendevano- si spaventavano al vedere quel mostro. Una volta che la palla era caduta nell'acqua avevano persino tentato di affogarla nella fontana... Ma quando -rompendo l'incantesimo della cattiva maga- toccò l'acqua, la figlia del re divenne una bellissima ranocchia: tutti se ne innamorarono e se la contendevano. Il principe dei ranocchi (anche nella sorgente c'erano principi e marchesi, uffa!) non volle farsela scappare e la tenne con sé.
Al re, quando raccontarono che la figlia aveva sposato un principe ranocchio, dovettero mettere tre cerchi di ferro intorno al cuore perché non gli scoppiasse dall'angoscia.
Quando un giorno il re andò a bere alla fontana e vide dei girini, gli saltarono i cerchi del cuore dalla contentezza e morì.

G.G.

venerdì 11 maggio 2007

Herman Hesse


L'amore non deve implorare e nemmeno pretendere, l'amore deve avere la forza di diventare certezza dentro di sé. Allora non è più trascinato, ma trascina.

Ernesto Ragazzoni


Ciclone in Toscana

...e lieve lieve
cade la neve
sull'alta pieve
di Pontassieve
e il tetto breve
che ne riceve
più che non deve
si fa più greve
ahi troppo greve
e cade in breve
non più la neve
sovra la pieve
sibben la pieve
sovra la neve
che cade lieve
sull'alta pieve
di Pontassive
e il tetto breve
che ne riceve
più che non deve
si fa più greve
sempre più greve
ahi troppo greve
e cade in breve
non più la neve
sovra la pieve
sibben la pieve
sovra la neve
che cade lieve
sull'alta pieve
di Pontassieve
e il tetto breve.

giovedì 10 maggio 2007

Terre di mezzo

Solo il cuore dovrebbe scandire il ritmo della vita. Da quando inizia a battere e la vita comincia a quando smette e la vita se n’è andata.
Ma non è così. Tra quei due momenti c’è una terra di mezzo abitata da infinite cose: sì, ci paiono davvero i n f i n i t e . Eppure sono cose che stanno dentro la pausa tra un battito e l’altro. Anche quelle che ci sembra non finiscano mai o che mai dovrebbero finire nella nostra sete di eternità, all’improvviso svanisco senza lasciare traccia. Non paiono neppure mai esistite. Ci stupiamo che lo siano state e che abbiamo potuto pensare potessero durare più del battito di una ciglia..


Il ritmo del cuore che scandisce la vita non è sempre identico.
Ci sono momenti che il ritmo si fa sincopato, ci pare che tutto funzioni come un giro di danza. L’incoscienza del movimento ci vela anche la musica. Sembra che, addirittura, si possa andare oltre quel ritmo e si è presi da un delirio di potenza, quasi a sentirci autonomi da qualsiasi costrizione padroni del nostro destino.
Ci sono momenti invece che non stiamo più al passo, fatichiamo a muoverci, la musica ci precede, non riusciamo a starle dietro. Annaspiamo. Corriamo senza raggiungerla. Ci manca l’aria. Il ritmo ci sembra vorticoso e lontano dalle nostre possibilità e finiamo col guardare, invidiandoli, altri che danzano, che sembrano presi da quella incoscienza del movimento che anche noi avevamo assaggiato.

Ci sono momenti alla fine che ci riconciliamo col ritmo del cuore. Riprendiamo a sentirlo. Scopriamo di non averlo, per tanti anni, ascoltato. Ci stupisce che sia rimasto quel battito di sempre. Quel battito che, inconsapevolmente, avevamo assorbito nella pancia della mamma. Era lì. Non si era mai mosso. Continuava come un basso continuo a fare il suo lavoro. Misterioso.
Solo il cuore dovrebbe scandire il ritmo della vita. Da quando inizia a battere e la vita comincia a quando smette e la vita se n’è andata.
Ed alla fine di questa terra di mezzo solo il cuore rimarrà.
G.G.

mercoledì 9 maggio 2007

Sono tornato alla mia valle, méta di tante passeggiate solitarie.
L’acqua del canale scorre, non ha mai smesso di farlo.

Nel crepuscolo i colori del cielo si spengono nell’acqua e tutto affonda nella notte.

Che fine avranno fatto le emozioni che provavo in questi luoghi?

Le sento ancora lì, scorrono nel cuore, non hanno mai smesso di farlo.

G.G.

L'ennesima commissione

Leggo che il Ministro della Sanità Livia Turco dopo le morti all'Ospedale di Castellaneta (Ta) avrebbe deciso di nominare in ogni ospedale una commissione sulla sicurezza dei pazienti.E' un modo per non risolvere i problemi e deresponsabilizzare chi oggi ha precise responsabilità sulla sicurezza nelle strutture sanitarie.