giovedì 31 maggio 2007

Andrea Parato


Solo facendo silenzio
capisco
le parole
giuste

MANGA

volti: sempre netti
occhi: sempre larghi
mani: sempre dritte
pugni: più potenti
dita affusolate
abiti attillati
passi più veloci
gesti intraprendenti

Prigionieri dei margini di carta!
La perfezione sta nel tratto
come il pennello nell’inchiostro.

martedì 29 maggio 2007

Filastrocca del contado lombardo

Sålta sålta calimå.

Sålta sålta
calimå
g'hó pagüa
da få bubà
hó mangiòo
un cugiò
da ris
sålta sålta
in paradis
ul paradis
l'é trópu bèl
sålta gió
da tri basèll
vun dü e tri
sati vótu e vintitri
vintitri e vintisés
sati vótu növi e dés

giovedì 24 maggio 2007

Ho l'orto di Ugo Dighero


Ho l'orto
Non sono solo, sono con otto.
Con otto? Non so...
Solo solo lo poso, solo lo sgobbo.
Con loro otto lo colgo.
Con loro otto, porco mondo, lo godo.
Solo pongo orzo, sorgo, porro, pomodoro.
Non con loro!
Solo lo poto, lo sgombro, lo coccolo, lo
contorno col fosso
sgombro lo scolo, lo sormonto col dosso
fo l'orco con lo storno o col topo
col corvo, col colombo o col tordo...
Oh, non lo scordo.
Sono stronzo?
No! Lo sono loro...
Lo so, ho torto
non ho polso con costoro
o non ho bon ton:
provo con Dodo, con John,
con Romolo, con Rodolfo, con Ron.
Propongo l'orto
cos'ho: conforto?
No, ho solo 'sto coro:
"Non posso, non posso...
Non posso, son sotto concorso
non dormo, non sono pronto
ho lo scolo, non sono solo,
sono solo col nonno, son morto!"
Sporco mondo corrotto!
Non ho conforto....
Sopporto lo scotto
obtorto collo, tonto...
Poco dopo controllo l'orto:
ho troppo rovo
troppo poco pomodoro
non scorgo sorgo
l'orzo non lo trovo.
Solco toppo profondo?
Troppo poco posto?
Posto con troppo sol
o troppo fosco?
Bho!
Do lo zolfo? No, son contro!
Pomodoro...
lo sogno rosso, grosso, rotondo, odoroso
no, lo trovo storto
mollo, morso, bolso, corroso
Con foro!
T'ho colto mostro morboso!
Oh, non l'ho colto solo
poco dopo lo scopro:
sono otto!
Corrono tondo tondo
col loro corpo rotondo
color oro.
Sono otto, sono loro!
Non controllo lo sconforto:
do lo zolfo
lo soffoco col cloro
col cromo, col bromo solforoso
lo sporco morbo morboso!
O lo soffoco,
o l'orto lo scordo
morso dopo morso
foro dopo foro
mostro dopo mostro!
Do lo zolfo!
Comodo, poco costoso...
No, non lo do, son contro!

mercoledì 23 maggio 2007

Dante incontra Beatrice, Purgatorio, XXX canto


Io vidi già nel cominciar del giorno
la parte oriental tutta rosata,
e l'altro ciel di bel sereno addorno;
e la faccia del sol nascere ombrata,
sì che per temperanza di vapori
l'occhio la sostenea lunga fiata:
così dentro una nuvola di fiori
che da le mani angeliche saliva
e ricadeva in giù dentro e di fori,
sovra candido vel cinta d'uliva
donna m'apparve, sotto verde manto
vestita di color di fiamma viva.
E lo spirito mio, che già cotanto
tempo era stato ch'a la sua presenza
non era di stupor, tremando, affranto,
sanza de li occhi aver più conoscenza,
per occulta virtù che da lei mosse,
d'antico amor sentì la gran potenza.
Tosto che ne la vista mi percosse
l'alta virtù che già m'avea trafitto
prima ch'io fuor di puerizia fosse,
volsimi a la sinistra col respitto
col quale il fantolin corre a la mamma
quando ha paura o quando elli è afflitto,
per dicere a Virgilio: 'Men che dramma
di sangue m'è rimaso che non tremi:
conosco i segni de l'antica fiamma'.
Ma Virgilio n'avea lasciati scemi
di sé, Virgilio dolcissimo patre,
Virgilio a cui per mia salute die'mi;
né quantunque perdeo l'antica matre,
valse a le guance nette di rugiada,
che, lagrimando, non tornasser atre.

venerdì 18 maggio 2007

Marco Travaglio al Cardinale Ruini

Eminenza reverendissima cardinale Camillo Ruini,

mi rivolgo a lei anche se la so da poco in pensione, anziché al suo successore card. Bagnasco, perché lei è un po’ l'Andreotti del Vaticano: ha accompagnato la vita politica e religiosa del nostro paese per molti decenni.
Come lei ben sa, non c'è paese d'Europa che abbia avuto tanti capi del governo cattolici come l'Italia.
Su 60 governi in 60 anni, 51 avevano come premier un cattolico e solo 9 un laico: 2 volte Spadolini, 2 Craxi, 2 Amato, 2 D’Alema, 1 Ciampi, che peraltro si dichiara cattolico.
In 60 anni l’Italia è stata governata per 52 anni da un cattolico e per 8 da un laico. Se la DC e i suoi numerosi eredi avessero fatto per la famiglia tutto ciò che avevano promesso, oggi le famiglie italiane dormirebbero tra due guanciali.
Sa invece qual è il risultato? Che l'Italia investe nella spesa sociale il 26,4% del Pil, 5 punti in meno che nel resto d’Europa a 15, quella infestata di massoni, mangiapreti, satanisti e -per dirla con Tremaglia- culattoni. Se poi andiamo a vedere quanti fondi vanno alle famiglie e all’infanzia nei paesi che non hanno avuto la fortuna di avere in casa Dc e Vaticano, scopriamo altri dati interessanti.
L' Italia è penultima in Europa col 3,8% della spesa sociale alle famiglie, contro il 7,7% dell?Europa, il 10,2% della Germania, il 14,3% dell’Irlanda. Noi diamo alla famiglia l’1,1% del Pil: meno della metà della media europea (2,4).
Sarà un caso, ma noi siamo in coda in Europa per tasso di natalità: la Francia ha il record con 2 figli per donna, la media europea è 1,5, quella italiana 1,3.
E il resto d’Europa ha i Pacs, noi no: pare che riconoscere i diritti alle coppie di fatto non impedisca le politiche per la famiglia, anzi. Lei che ne dice?
Lei sa, poi, che per sposarsi e fare figli, una coppia ha bisogno di un lavoro stabile. Sa quanto spendiamo per aiutare i disoccupati? Il 2% della spesa sociale, ultimi in Europa. La media Ue è il 6%. La Spagna del terribile Zapatero spende il 12,5. I disoccupati che ricevono un sussidio in Italia sono il 17%, contro il 71 della Francia, l?80 della Germania, l?84 dell’Austria, il 92 del Belgio, il 93 dell’Irlanda, il 95 dell’Olanda, il 100% del Regno Unito. E per i giovani è ancora peggio: sotto 25 anni, da noi, riceve il sussidio solo lo 0,65%; in Francia il 43, in Belgio il 51, in Danimarca il 53, nel Regno Unito il 57.
Poi c’è la casa. Anche lì siamo penultimi: solo lo 0,06% della spesa sociale va in politiche abitative (la media Ue è il 2%, il Regno Unito è al 5,5). Se in Italia i figli stanno meglio che nel resto del mondo, anche perché sono pochissimi, per i servizi alle madri siamo solo al 19° posto.

Forse, Eminenza, visto il rendimento dei politici cattolici o sedicenti tali, avete sempre puntato sui cavalli sbagliati. O forse, se aveste dedicato un decimo delle energie spese per combattere i Dico e i gay a raccomandare qualche misura concreta per la famiglia, non saremmo i fanalini di coda dell’Europa: perché i nostri politici le promesse fatte agli elettori non le mantengono, ma quelle a voi le mantengono eccome. Sono proprio sacre.

Ora speriamo che il Family Day faccia il miracolo. A questo proposito, vorrei mettere una buona parola per evitare inutili imbarazzi. Come lei sa, hanno aderito all’iniziativa moltissimi politici così affezionati alla
famiglia da averne due o tre a testa.
Come Berlusconi, che ha avuto due mogli, senza contare le giovani e avvenenti attiviste di Forza Italia con cui prepara il Family Day nel parco di villa Certosa.
Le cito qualche altro esempio da un bell’articolo di Barbara Romano su Libero. Vediamo la Lega, che fa fuoco e fiamme per la sacra famiglia. Bossi 2 mogli. Calderoli 2 mogli (la seconda sposata con rito celtico) e una compagna. Castelli, una moglie in chiesa e l’altra davanti al druido.
Poi c’è l’Udc, l’Unione democratico cristiana, dunque piena di separati e divorziati. Divorziato Casini, che ha avuto due figlie dalla prima moglie e ora vive con Azzurra. Divorziati l’ex segretario Follini e il vicecapogruppo Giuseppe Drago, mentre la vicesegretaria Erminia Mazzoni sta con un divorziato. D’Onofrio ha avuto l’annullamento dalla Sacra Rota.
Anche An è ferocissima contro i Dico. Fini ha sposato una divorziata. L’on. Enzo Raisi ha detto:’Io vivo un pacs’. Altro ‘pacs’ inconfessato è quello tra Alessio Butti e la sua compagna Giovanna. Poi i due capigruppo: alla Camera, Ignazio La Russa, avvocato divorzista e divorziato, convive; al Senato, Altero Matteoli, è divorziato e risposato con l’ex assistente. Adolfo Urso è separato. L’unico big in regola è Alemanno:si era separato dalla moglie Isabella Rauti, ma poi son tornati insieme. Divorziati gli ex ministri Baldassarri (risposato) e Martinat (convivente). La Santanchè ha avuto le prime nozze annullate dalla Sacra Rota, poi ha convissuto a lungo.
E Forza Italia? A parte il focoso Cavaliere, sono divorziati il capogruppo alla Camera Elio Vito e il vicecapogruppo Antonio Leone. L’altro vice, Paolo Romani, è già al secondo matrimonio: «e non è finita
qui», minaccia. Gaetano Pecorella ha alle spalle una moglie e ‘diverse convivenze’. Divorziati anche Previti, Adornato, Vegas, Boniver. Libero cita tra gli irregolari persino Elisabetta Gardini, grande amica di Luxuria, che ha un figlio e (dice Libero) convive con un regista. Frattini, separato e convivente, è in pieno Pacs. Risposàti pure Malan, D’Alì e Gabriella Carlucci, mentre la Prestigiacomo ha sposato un divorziato. E al Family day ci sarà pure la Moratti col marito Gianmarco, pure lui divorziato.

Ecco, Eminenza, personalmente sono convinto che ciascuno a casa sua sia libero di fare ciò che vuole. Ma è difficile accettare l’idea che questi signori, solo perché siedono in Parlamento, abbiano dal ‘93 l’assistenza
sanitaria per i conviventi more uxorio e vogliano negarla a chi sta fuori.
E che lei Eminenza non abbia mai tuonato contro i Pacs parlamentari.
Ora però non vorrei che qualche Onorevole Pacs disertasse il Family Day per paura di beccarsi una scomunica. Perciò mi appello a lei: se volesse concedere una speciale dispensa almeno per sabato, ne toglierebbe d’imbarazzo parecchi.
Potrebbe pure autorizzarli a sfilare ciascuno con tutte le sue famiglie, magari entro e non oltre il numero di 3. Per far numero. Ne guadagnerebbe la partecipazione. Si potrebbe ribattezzare l’iniziativa Multifamily Day.

mercoledì 16 maggio 2007

Andrea Rivera al concerto del 1° Maggio

“Il Papa ha detto che non crede
nell'evoluzionismo. Sono d'accordo,
infatti la Chiesa non si è mai evoluta.
Non sopporto che il Vaticano abbia
rifiutato i funerali di Welby. Invece non è
stato così per Pinochet, per Franco e per
uno della banda della Magliana".

martedì 15 maggio 2007

Salsa di noci (tradizione ligure)


Preparazione. Si sgusciano le noci e si puliscono i gherigli togliendo la pellicola (può facilitare l'operazione metterli a bagno in acqua tiepida). Non eliminare completamente la pellicola perché deve rimanere un po' del suo gusto aspro nella salsa finale.
Si pestano i gerigli in un mortaio, unendo l'aglio, la mollica di pane (imbevuta nel latte, se si vuole), un po’ di maggiorana, il parmigiano e l'olio. Si mescola fino ad ottenere una composto cremoso.

Martin Niemoller, pastore luterano tedesco internato a Dachau durante l'Olocausto


Prima essi attaccarono l’opposizione,
ma io non ero l’opposizione, così non li difesi.
Poi essi attaccarono gli ebrei,
ma io non ero un ebreo, così non li difesi.
Poi essi attaccarono gli studenti militanti,
ma io non ero uno studente militante, così non li difesi.
Poi essi attaccarono i sindacati,
ma io non ero un attivista sindacale, così non li difesi.
Poi essi attaccarono gli insegnanti e gli intellettuali,
ma io non ero uno di loro, così non li difesi.
E quando essi attaccarono me, non era rimasto
più nessuno a difendermi

sabato 12 maggio 2007

Il principe ranocchio o Enrico di ferro (dai fratelli Grimm)

Nei tempi antichi, quando desiderare serviva ancora a qualcosa, c'era un re, le sue figlie erano per lui tutte belle, ma la più giovane -malgrado il padre la preferisse alle altre- era proprio brutta a vedersi. Così brutta che sembrava avesse la faccia di un ranocchio. Quando andava alla fresca sorgente a giocare con la palla d'oro pure i ranocchi -che di rospaggine se ne intendevano- si spaventavano al vedere quel mostro. Una volta che la palla era caduta nell'acqua avevano persino tentato di affogarla nella fontana... Ma quando -rompendo l'incantesimo della cattiva maga- toccò l'acqua, la figlia del re divenne una bellissima ranocchia: tutti se ne innamorarono e se la contendevano. Il principe dei ranocchi (anche nella sorgente c'erano principi e marchesi, uffa!) non volle farsela scappare e la tenne con sé.
Al re, quando raccontarono che la figlia aveva sposato un principe ranocchio, dovettero mettere tre cerchi di ferro intorno al cuore perché non gli scoppiasse dall'angoscia.
Quando un giorno il re andò a bere alla fontana e vide dei girini, gli saltarono i cerchi del cuore dalla contentezza e morì.

G.G.

venerdì 11 maggio 2007

Herman Hesse


L'amore non deve implorare e nemmeno pretendere, l'amore deve avere la forza di diventare certezza dentro di sé. Allora non è più trascinato, ma trascina.

Ernesto Ragazzoni


Ciclone in Toscana

...e lieve lieve
cade la neve
sull'alta pieve
di Pontassieve
e il tetto breve
che ne riceve
più che non deve
si fa più greve
ahi troppo greve
e cade in breve
non più la neve
sovra la pieve
sibben la pieve
sovra la neve
che cade lieve
sull'alta pieve
di Pontassive
e il tetto breve
che ne riceve
più che non deve
si fa più greve
sempre più greve
ahi troppo greve
e cade in breve
non più la neve
sovra la pieve
sibben la pieve
sovra la neve
che cade lieve
sull'alta pieve
di Pontassieve
e il tetto breve.

giovedì 10 maggio 2007

Terre di mezzo

Solo il cuore dovrebbe scandire il ritmo della vita. Da quando inizia a battere e la vita comincia a quando smette e la vita se n’è andata.
Ma non è così. Tra quei due momenti c’è una terra di mezzo abitata da infinite cose: sì, ci paiono davvero i n f i n i t e . Eppure sono cose che stanno dentro la pausa tra un battito e l’altro. Anche quelle che ci sembra non finiscano mai o che mai dovrebbero finire nella nostra sete di eternità, all’improvviso svanisco senza lasciare traccia. Non paiono neppure mai esistite. Ci stupiamo che lo siano state e che abbiamo potuto pensare potessero durare più del battito di una ciglia..


Il ritmo del cuore che scandisce la vita non è sempre identico.
Ci sono momenti che il ritmo si fa sincopato, ci pare che tutto funzioni come un giro di danza. L’incoscienza del movimento ci vela anche la musica. Sembra che, addirittura, si possa andare oltre quel ritmo e si è presi da un delirio di potenza, quasi a sentirci autonomi da qualsiasi costrizione padroni del nostro destino.
Ci sono momenti invece che non stiamo più al passo, fatichiamo a muoverci, la musica ci precede, non riusciamo a starle dietro. Annaspiamo. Corriamo senza raggiungerla. Ci manca l’aria. Il ritmo ci sembra vorticoso e lontano dalle nostre possibilità e finiamo col guardare, invidiandoli, altri che danzano, che sembrano presi da quella incoscienza del movimento che anche noi avevamo assaggiato.

Ci sono momenti alla fine che ci riconciliamo col ritmo del cuore. Riprendiamo a sentirlo. Scopriamo di non averlo, per tanti anni, ascoltato. Ci stupisce che sia rimasto quel battito di sempre. Quel battito che, inconsapevolmente, avevamo assorbito nella pancia della mamma. Era lì. Non si era mai mosso. Continuava come un basso continuo a fare il suo lavoro. Misterioso.
Solo il cuore dovrebbe scandire il ritmo della vita. Da quando inizia a battere e la vita comincia a quando smette e la vita se n’è andata.
Ed alla fine di questa terra di mezzo solo il cuore rimarrà.
G.G.

mercoledì 9 maggio 2007

Sono tornato alla mia valle, méta di tante passeggiate solitarie.
L’acqua del canale scorre, non ha mai smesso di farlo.

Nel crepuscolo i colori del cielo si spengono nell’acqua e tutto affonda nella notte.

Che fine avranno fatto le emozioni che provavo in questi luoghi?

Le sento ancora lì, scorrono nel cuore, non hanno mai smesso di farlo.

G.G.

L'ennesima commissione

Leggo che il Ministro della Sanità Livia Turco dopo le morti all'Ospedale di Castellaneta (Ta) avrebbe deciso di nominare in ogni ospedale una commissione sulla sicurezza dei pazienti.E' un modo per non risolvere i problemi e deresponsabilizzare chi oggi ha precise responsabilità sulla sicurezza nelle strutture sanitarie.