martedì 11 marzo 2008

Piero Meldini, La falce dell’ultimo quarto, Mondadori, 2004

Erano le quattro del pomeriggio. Bartolomeo si era soffermato a guardare la distesa marina, piatta come una lastra tombale. L'acqua e il cielo avevano lo stesso colore azzurrino, tant'è che non si capiva dove finisse l'una e dove cominciasse l'altro. Pareva che il molo di fronte segnasse il confine di questo mondo, e che al di là si spalancasse uno spazio inerte, solitario, scialbo e vacuo. Così, forse, era fatto l'oltretomba; e così, simili a gabbiani, veleggiavano le anime dei morti. (p. 107)

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