martedì 30 settembre 2008

Giovanni Raboni, Cassazione


...

(Mallarmé)

La mia anima verso la tua fronte o
angelica, contegnosa sorella, dove c'è
un autunno e s'adagia con macchie di rossore
nonché al mobile cielo delle tue pupille sento
che sale, come l'opaco, ostinato zampillo
d'acqua in un giardino deserto vuoi raggiungere l'azzurro,
azzurro tenero d'ottobre netto e spento che guarda nei grandi catini dolcemente una stanchezza infinita e sull'acqua ferma nel fuoco d'agonia
delle foglie, negli amari solchi del vento
lascia che il sole annaspi lungo e giallo per un ultimo raggio.
...

Alessandra Celletti suona Erik Satie



(purtroppo un frammento)

Concerto a Villa Adriana

lunedì 29 settembre 2008

Maria Callas - Vien, diletto, è in ciel la luna, I Puritani di V.Bellini,1949 -



ELVIRA
Vien, diletto, è in ciel la luna!
Tutto tace intorno, intorno;
Finchè spunti in ciel il giorno, vien...
Ah, vien, ti posa sul mio cor!
Deh! t'affretta, o Arturo mio,
Riedi, o caro, alla tua Elvira;
Essa piange e ti sospira,
Vien, o caro, all'amore.

[RICCARDO, GIORGIO
Possa tu, bell'infelice,
Mercè aver di tanto affetto,
Possa un giorno nel diletto
Obbliare il suo dolor, sì.]

Castelletto di Cuggiono, Villa Clerici


Villa di delizie ormai dimenticate,
dimora abbandonata,invano
attendi un piccolo naviglio
che attracchi al tuo molo.

domenica 28 settembre 2008

Pegno


Sei fuggito dentro un groviglio di rami,
spaventato da chissà quale rumore.
Hai lasciato una penna appesa,
pegno della tua paura e libertà.

giovedì 25 settembre 2008

Jolanda Insana, Solo con il pensiero

solo con il pensiero potrebbe disporre lenticchie
nel piatto con l'acqua
e riporle nel chiuso dell'armadio
perché germoglino senza verde
e sarò io per il giovedì santo di questa Pasqua
a fare sepolcro di esili pallidi steli
e apparecchiare il suo altare

mercoledì 24 settembre 2008

Alain de Botton, Come Proust può cambiare la vita



L'infelicità è fra le cose cui il genere umano si applica con più impegno e dedizione. Se fossimo stati posti sulla terra da un malvagio creatore al solo scopo di soffrire potremmo senz'altro congratularci con noi stessi per l'entusiasmo col quale assolviamo un simile incarico. Del resto, i motivi per essere inconsolabili abbondano: la fragilità del corpo, la mutevolezza dell'amore, le ipocrisie della società, i compromessi dell'amicizia, gli effetti deleteri della routine. La tenacia dei mali che ci assillano farebbe perciò supporre che l'estinzione della specie sia il momento più atteso da tutti.

Commento. Si, abbiamo delle pretese sul mondo. Soprattutto chi continua a depredare qualsiasi cosa (foreste, cibo, aria, acqua...) al solo scopo di far soldi. La pretesa, poi , non è solo dell'uomo sul mondo, ma dell'uomo sul proprio simile. Potremmo sparire come specie lasciando pochi rimpianti.

martedì 23 settembre 2008

A volte i libri ritornano

A volte, inspiegabilmente,
libri, che consideravamo persi,
ricompaiono.
Riaffiorano dal buio di polverose soffitte
le parole e le emozioni
dimenticate
e con loro i sentimenti
che pensavamo
lontani.

lunedì 22 settembre 2008

Steve Sabella, In esilio



Steve Sabella è un giovane fotografo che vive tra Gerusalemme e Londra. Attraverso photocollage multipli e modulari di soggetti identici (quali scatti di finestre, cortine e sbarre) l’artista ottiene un curioso, ipnotico effetto straniante, che sottrae senso raffigurativo alle proprie composizioni, amplificando l’insensatezza di alcuni dettagli. (Dal catalogo della mostra).

Naturalmente quel sole abbagliante e freddo in alto a destra è opera mia (è il riflesso della illuminazione della sala di esposizione sul quadro). Me ne scuso con l'artista, ma l'ho lasciato perché mi piace così...

Che ho fatto io, Franco Marcoaldi da Il tempo ormai breve

Che ho fatto io per meritare
questa luminosa mezza luna
che ritaglia una per una mille
figure nella notte? ...

domenica 21 settembre 2008

sabato 20 settembre 2008

Autunno dolciastro, Carmen Consoli

Lentamente tra una pagina e l'altra di un libro qualunque
ingannavo l'attesa gia' settembre poche voci distanti e
un autunno distratto al di la' dei vetri
quasi speravo che non arrivassi piu'
quasi credevo che non mi mancassi eppure stavo aspettando

distrarsi sembrava piuttosto facile
credevo di sopportare la tua indifferenza
cercando pretesti e rimedi inutili
eri tu quel tasto dolente eri tu autunno dolciastro eri tu

Freddamente valutavo i miei limiti
i gesti avventati le frequenti rinunce
era tardi e bruciavano gli occhi fissavo il soffitto
il mio letto disfatto
quasi speravo che non arrivassi piu'
quasi credevo che non mi mancassi eppure stavo aspettando

distrarsi sembrava piuttosto facile
credevo di sopportare la tua indifferenza
cercando pretesti e rimedi inutili
credevo di soffocare la mia insofferenza
eri tu quel tasto dolente eri tu autunno dolciastro
eri tu quel tasto dolente eri tu autunno dolciastro

autunno dolciastro autunno ...

Autunno dolciastro, Carmen Consoli

Lentamente tra una pagina e l'altra di un libro qualunque
ingannavo l'attesa gia' settembre poche voci distanti e
un autunno distratto al di la' dei vetri
quasi speravo che non arrivassi piu'
quasi credevo che non mi mancassi eppure stavo aspettando

distrarsi sembrava piuttosto facile
credevo di sopportare la tua indifferenza
cercando pretesti e rimedi inutili
eri tu quel tasto dolente eri tu autunno dolciastro eri tu

Freddamente valutavo i miei limiti
i gesti avventati le frequenti rinunce
era tardi e bruciavano gli occhi fissavo il soffitto
il mio letto disfatto
quasi speravo che non arrivassi piu'
quasi credevo che non mi mancassi eppure stavo aspettando

distrarsi sembrava piuttosto facile
credevo di sopportare la tua indifferenza
cercando pretesti e rimedi inutili
credevo di soffocare la mia insofferenza
eri tu quel tasto dolente eri tu autunno dolciastro
eri tu quel tasto dolente eri tu autunno dolciastro

autunno dolciastro autunno ...

giovedì 18 settembre 2008

Avèssimo ‘avùo pietà, da Versi e poesie di Giacomo Noventa

‘Avèssimo ‘avùo pietà de le bele!,
Del piaçer, e no’ del dolor,
Che i corpi dimostra.

‘Avèssimo ‘avùo pietà dei più forti!,
De chi sofre de più.

Sarèssimo forse, ancùo, un fià più forti
Nù stessi;

No’ andarèssimo vìa in giro, pianzendo,
Zigando (*);

Ascoltarèssimo el pianto dei altri:

No’ firmarèssimo tuto el dolor
De ‘sto mondo
Coi nostri picoli nomi.

(*) zigando = gridando

domenica 14 settembre 2008

Jolanda Insana, Pupara sono

Continua a fare buchi,
io faccio tappi.


Pupara sono
e faccio teatrino con due soli pupi
lei e lei
lei si chiama vita
lei si chiama morte
la prima lei percosìdire ha i coglioni
la seconda è una fessicella
e quando avviene che compenetrazione succede
la vita muore addirittura di piacere

Nino Pedretti, Cóm un ànzal

Cóm un ànzal
caschèd a bòcca ad ciòtta
la à vért agl’èli, mórta
se desért dla spiagia.
E dréinta la su amna
ch’l’è una cambra rósa
u s sént ancòura e’ mèr
che racòunta d’un viaz
ch’u n finéss mai.

Come un angelo
caduto bocconi
ha aperto le ali, morta
sul deserto della spiaggia.
E dentro la sua anima
che è una camera ròsa
si sente ancora il mare
che racconta di un viaggio
che non finisce mai.

My medicine, Snoop Dogg



...anche la mia...

Fini e il fascismo

Così il presidente della Camera, Gianfranco Fini, prende posizione dopo le polemiche scatenate dal ministro Ignazio La Russa e dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, su Salò e sulle leggi razziali: "E' doveroso dire che, se non è in discussione la buonafede, non si può equiparare chi stava da una parte e combatteva per una causa giusta di uguaglianza e libertà e chi, fatta salva la buonafede, stava dalla parte sbagliata".

"Chi è democratico cioé si riconosce nei valori della libertà, dell'uguaglianza e della giustizia sociale è antifascista, ma non tutti gli antifascisti in Italia erano democratici", dice Fini dal palco della festa dei giovani di An.

"Sono convinto non da oggi - spiega Fini - che la destra italiana debba senza ambiguità e reticenze dire che si riconosce in alcuni valori certamente presenti nella Costituzione: la libertà, l'uguaglianza e la giustizia sociale. Valori che hanno guidato e ancora guidano il cammino della destra e che sono valori di ogni democrazia e che a pieno titolo sono antifascisti".

Commento. Chi ha strillato contro queste dichiarazioni che sono la svolta che veramente potrebbe chiudere un'epoca? La moglie di Almirante, Storace e Borghezio. Non avevo dubbi sulle nostalgie fasciste di questi tre personaggi. I campioni della "democrazia dal basso" della Lega navigano guidati da questi personaggi (parlo di Borghezio -deputato europeo, addirittura!- e "stretto collaboratore" di Umberto Bossi) che non nascondono un passato ed un presente di razzismo e fascismo. Chissà quanto tempo ancora il "popolo padano" si farà prendere in giro da questi signori.

giovedì 11 settembre 2008

Puccini, Boheme (addii stagionali)

Mimì
(avviandosi con Rodolfo)
Sempre tua per la vita...

Rodolfo
Ci lasceremo...

Mimì
Ci lasceremo alla stagion dei fior...

Rodolfo
... alla stagion dei fior...

Mimì
Vorrei che eterno
durasse il verno!

Mimì e Rodolfo
(dall'interno, allontanandosi)
Ci lascerem alla stagion dei fior!

Alitalia, una farsa (per i licenziati, una tragedia)...

Per più di due mesi, questa estate, l'Alitalia non è esistita. Fervevano le trattative della "cordata" ed i sindacati hanno pensato bene di non "disturbare il guidatore". Ora invece la trattativa è diventata improvvisamente convulsa e bisogna concludere subito per evitare il fallimento. Chi guarda con un po' di buon senso la faccenda, si rende subito conto che questa fretta è, almeno, sospetta.
Il "piano di risanamento", poi...Anche un bambino delle elementari ha capito che dividere l'azienda in due (la parte "sana" e con i profitti e la parte "malata" con le perdite) e tenersi per se quella sana e liberarsi della malata è un giochino che al capitalismo nostrano piace sempre e soprattutto riesce sempre. Tanto chi volete che paghi anni ed anni di errori imprenditoriali, di assunzioni clientelari (con la complicità anche dei sindacati!) che hanno gonfiato a dismisura gli organici e di malaffari in genere?

mercoledì 10 settembre 2008

Bene/Male in politica

Introdurre le categorie di Bene/Male il politica è una cosa davvero stucchevole. Naturalemente fa parte di quel processo di "semplificazione" della comunicazione frutto dell'idea che i cittadini siano dei coglioni o da tenere come coglioni.
Naturalmente nulla fa ben sperare vedendo l'analfabetismo di andata e ritorno (compreso quello dei nostri laureati) che è il giusto humus su cui far crescere la mala erba di questa comunicazione infantile e grezza.
L'ultima uscita su questa strada l'ha avuta il Corriere della sera che ha chiesto al Sindaco di Roma Alemanno se il fascismo è il "male assoluto". Ora questo giornalista dovrebbe essere licenziato o invitato a fare domanda presso la Casa Bianca dal sig. Bush grande utilizzatore di queste categorie.
Alemanno è cascato come un pero dentro questa trappola e d'altra parte cosa avrebbe potuto dire uno che è sempre stato dell'ala più nostalgica del MSI? Per costoro Mussolini è stato un grande statista che ha fatto un unico piccolo (si fa per dire!) errore allearsi con Hitler e farci la guerra insieme. Poi ha "solo" emanato (sempre da grande statista quale era!) delle leggi razziali contro gli ebrei e ne ha mandati a morire migliaia nei campi di sterminio tedeschi e qualcuno anche alla Risiera di San Sabba a Trieste. E scusate se è poco.
Adesso aspettiamo la riscrittura della storia da parte di La Russa-Alemanno: basta un bigino, di quelli che si tengono sotto il banco per "rinfrescarsi le idee" prima di una interrogazione.

martedì 9 settembre 2008

1908-2008, 100 anni dalla nascita di Cesare Pavese


Un film per rievocare la nascita dello scrittore: UN PAESE CI VUOLE, regia di Vanni Vallino, soggetto di Bruno Gambarotta con Nino Castelnuovo, Marco Morellini, Iaia Forte, Eugenio De’ Giorgi, Michela Giacoma Fattorin, Bruno Gambarotta, Saverio Vallone, Danilo Bertazzi, Bruna Vero, Sergio Danzi, Simona Codrino e la gente di Santo Stefano Belbo. Nel film testimonianze del sociologo Franco Ferrarotti, Tullio Pinelli, Mario Motta, Ettore Lazzarotto e l’amico di sempre, il falegname Pinolo Scaglione (Nuto). Brani inediti di Raf Vallone nei quali il grande attore scomparso racconta dell’amicizia tra Constance Dowling e Pavese e interpreta una poesia.

lunedì 8 settembre 2008

Le rondini esistono ancora


Rondini di casa.

Da vicino nessuno è normale




I pazzi hanno bisogno d'altro:
non l'adeguamento ad una normalità che non esiste,
non l'estirpazione del dolore (e con esso della personalità) per via farmacologica ,
non la separatezza dei centri di salute mentale.
Ci vorrebbe tanta umanità per accoglierli come sono.

sabato 6 settembre 2008

Preghiera del gatto (anonimo)


Non cercare di indovinare i miei segreti,
perché ho in me il senso del mistero.
Non mi imporre le carezze,
perché ho in me il senso del pudore.
Non mi umiliare,
perché ho in me il senso della fierezza.
Non mi abbandonare,
perché ho in me il senso della fedeltà.
Sappi amarmi e io saprò amarti,
perché ho in me il senso dell'amicizia.

Silvio Raffo, poeta

táde metapesónta ekéina

(Eraclito)

(questo,rovesciandosi, è quello)

Illusione del Viaggio è il movimento,

ogni sosta è finzione di Traguardo

Non sai se andare o stare, al fuoco lento

della Visione consumi lo sguardo

giovedì 4 settembre 2008

La scuola di Bossi, finalmente...

La storia della Gabri, Rossana Campo in Narratori delle riserve, Feltrinelli

Il primo giorno della nuova scuola conosco la mia maestra che porta gli occhiali molto spessi e scuri e ha il naso lungo che le ricade in bocca e non ride mai. Prima cosa che dice è: Tutti in piedi. Seconda cosa: Ora diciamo le preghiere. Terza cosa: Ora seduti. Dice: Adesso faccio l'appello e man mano che vi chiamo voi vi alzate in piedi e dite il mestiere che fa vostro padre e da quale regione italiana provenite.
Poi passa fra i banchi col registro in mano e tutti si alzano e subito rispondono i mestieri dei padri e la regione. La Claretta Paglia però si mette a piangere e la maestra la manda in castigo dietro la lavagna. Poi c'è il mio compagno del banco di dietro Aldo Fimmiani che diventa rosso in faccia e dice: Mio padre fa il disuccupato.
La maestra stringe le labbra e commenta: Vorresti dire lo sfaticato.
Aldo Fimmiani ribadisce: No no, il disuccupato.
La maestra stringe sempre di più le sue labbra e dice: Non si risponde alla maestra. E lo manda in castigo anche lui però con la faccia contro la cartina geografica per non farlo parlare con la Claretta Paglia.
Quando chiama la Raffaella Pescetto e lei dice: Mio papa fa l'ingegnere edile e ci ha molti uomini sotto ai suoi comandi e siamo di origine genovese ma la mamma è piemontese, io vedo la maestra che per la prima volta fa un sorriso e le dice: Tu spostati al primo banco.
Dopo che ha finito di sentirci tutti la maestra batte le mani sulla cattedra e dice: Bene. Adesso tutti quelli che indico dovranno mettersi da una parte.
Così succede che ci ritroviamo io Aldo Fimmiani e Daniela Pertusi in un angolo in fondo alla classe.
Io mi domando perché succede questo e subito la maestra come se avesse intercettato il mio pensiero da vera maestra spiega: Vedete bambini quei vostri tre compagni nell'angolo il fondo? Essi provengono dalla Sicilia, Campania e Calabria. E indica sulla cartina geografica le regioni. E aggiunge: Essi sono dunque meridionali.

Nel nostro angolo di meridionali io faccio amicizia subito con la Dani che diventa la mia migliore amica, e poi faccio amicizia anche con la Gabri che non è del gruppo dei meridionali però è del gruppo dei settentrionali poveri perché suo padre faceva il ponteggiatore poi è caduto da un ponteggio e si è ferito tanto da diventare un po' tocco e non trovare più lavoro.

Jamiroquai, evvai

Andare con il treno a Milano

Dunque un viaggio in treno. Una piccola tratta dal paesino della estrema provincia a Milano.
Premessa. raggiungere Milano dai paesini dell'interland è spesso una impresa, soprattutto se si vuole (in un sussulto di ecologismo) usare i "mezzi pubblici". Da Buscate, il paesino natale dove abito, per poter raggiungere la città si può utilizzare il treno che passa da Castano. Per raggiungere Castano vi è un unico servizio di autolinee che hanno una caratteristica: i mezzi arrivano alla stazione esattamente (ma dico esattamente) cinque minuti dopo la partenza del treno per la metropoli. E così avviene naturalmente anche per il ritorno.
La distanza di tre chilometri tra un paese e l'altro potrebbe far tentare l'uso della bici, ma si sa che l'abito utilizzabile da chi va in città per lavoro non è esattamente un completo da bicicletta (in particolare nella calura estiva della pianura padana). Dunque non rimane che prendere l'auto per fare i primi tre chilometri (contravvenendo così ai buoni propositi iniziali). La tratta per Milano è quella delle mitiche Ferrovie Nord Milano che si spinge da Novara alla capitale lombarda. I treni, nella maggior parte dei casi, sono gli stessi che ho avuto la fortuna di utilizzare 40 anni fa per andare a scuola: panche rigide con schienale a 90 gradi ricoperte di una finta pelle resistentissima (ha subito senza danni evidenti gli scempi grafici e quant'altro di torme di studenti). L'aria condizionata è sconosciuta su questi treni che viaggiano d'estate con tutti i finestrini abbassati dando una salutare aria da spyder al tutto. In poco più di un'ora si raggiunge così Milano (30 km di strada) al modico costo (andata e ritorno) di € 7,20.

Il fatto.
"Biglietti prego"
"Sono senza biglietto"
"Fanno € 7,35"
"Ma da Rescaldina a Busto costa € 1,35"
"Costa 1,35 se si fa il biglietto in biglietteria, sul treno c'è una sovratassa di € 6"
"Ma non è giusto..."
"Paga o si accomodi"
"Accomodi?"
"Scenda dal treno"
"Vabbè pago, un momento" il passeggero di nazionalità polacca si alza e va nell'altro scompartimento a chiedere soldi a dei compagni di lavoro. "Ecco dieci euro"
"Un attimo" Il Capotreno rovista nella sua borsa, poi si allontana, ritorna, si mette a scrivere "Ecco" porgendo al passeggero un foglietto giallo.
"Cos'è?"
"Non ho il resto, deve andare allo sportello della stazione e le daranno € 2,65"
"Come? Io voglio i soldi adesso!"
"Non ho il resto, devi (ndr si passa al tu)andare alla stazione"
"Ho pagato in contanti e voglio il resto, adesso"
Il Capostazione si gira e si allontana. Il passeggero impreca e scende dal treno.

Commento.
Ecco finalmente la potenza dello Stato dispiegarsi con tutta la sua forza e colpire infallibilmente il disgraziato di turno. Far pagare una multa pari quasi al 400% del maltolto è un esempio da estendere assolutamente. Provate ad applicarlo alla prossima sanatoria fiscale o edilizia o alle multe agli evasori.

mercoledì 3 settembre 2008

ELUANA, REGIONE LOMBARDIA: NO ALLA SOSPENSIONE DELL'ALIMENTAZIONE



"Il personale sanitario non può sospendere l'idratazione e l'alimentazione artificiale del paziente: verrebbe meno ai suoi obblighi professionali e di servizio". E' questa in sostanza la risposta ufficiale che il direttore generale della Sanità della Regione Lombardia, Carlo Lucchina dà, in una lettera al padre di Eluana Englaro, all'istanza presentata dai legali della famiglia.

"La richiesta da lei avanzata - si legge nella lettera - non può essere esaudita in quanto le strutture sanitarie sono deputate alla presa in carico diagnostico - assistenziale dei pazienti. In tali strutture, hospice compresi, deve inoltre essere garantita l'assistenza di base che si sostanzia nella nutrizione, idratazione e accudimento delle persone". Nella lettera viene inoltre sottolineato come negli hospice possano essere accolti solo malati in fase terminale.

"Il personale sanitario che procedesse, in una delle strutture del Servizio Sanitario, alla sospensione dell' idratazione e alimentazione artificiale - scrive ancora il direttore generale della Sanità lombarda - verrebbe dunque meno ai propri obblighi professionali e di servizio anche in considerazione del fatto che il provvedimento giurisdizionale, di cui si chiede l'esecuzione, non contiene un obbligo formale di adempiere a carico di soggetti o enti individuati".

Commento sommesso. La vita di Eluana è legata al filo della nutrizione con una sonda. La cosa continua da una infinità d'anni. Senza che vi sia alcuna possibilità ragionevole che ciò possa modificarsi nel tempo. La famiglia ha percorso una difficile strada legale per vedere sancito il diritto ad una morte caritatevole di fronte ad una vita che non ha nulla di umano. Ancora una volta alla richiesta di compassione avanzata dai genitori si dà una risposta burocratica ed ideologica.

martedì 2 settembre 2008

1962, Giulio Stocchi (l'amico poeta), Scoprivo un altro mondo

“[...] Poi uscivo e scoprivo un altro mondo.
In via Madonnina, nel cuore del vecchio quartiere di Brera, c’era un bar. Oggi ha lasciato il posto a uno di quei palazzotti pretenziosi con videocitofono e tutto.
Più che un bar, quello di via Madonnina era una crota, un’osteria. Ci si mangiavano uova sode, aringhe, salame cotto. Si beveva molto vino. E si parlava. Io ci andavo con Piero Scaramucci.
L’avevo conosciuto tramite una mia compagna di Università. Già, perché nel frattempo avevo tagliato il nodo delle mie indecisioni e mi ero iscritto a filosofia. Per desiderio di capire, dico oggi. Ma allora, probabilmente, per sfuggire a un qualche destino di uffici e tenere aperta, per vie traverse, la strada della poesia.
Piero aveva venticinque anni. Si sentiva il mio fratello maggiore. Voleva che imparassi. Mi raccontava, in quelle mezzanotti di bicchieri, del luglio ‘60, del governo Tambroni e dei moti di Genova. Mi spiegava che alla Fiat stavano per firmare certi accordi. Anzi, un ‘accordo quadro’, diceva. E questo non mi entrava assolutamente nella testa. Di operai non sapevo nulla. Sì, che
esistevano da qualche parte, e poco più. Poi mi parlava del XX Congresso, dell’Ungheria, della svolta di Togliatti.
Piero era dei Quaderni rossi. E mi portava spesso con sé in un garage dalle parti di Città Studi.
A leggere e discutere Rosa Luxemburg. C’erano Vittorio Rieser, Edoarda Masi, Goffredo Fofi.
E tanti altri. Avevo persino conosciuto un poeta a quelle riunioni. Il primo che vedessi in carne ed ossa. E mi sorprendeva che invece di starsene a scrutare gli abissi della sua anima si infervorasse a parlare di centro sinistra e ristrutturazione. E al freddo, per giunta. Era Franco Fortini. Io me ne stavo zitto e non capivo molto. Ma incominciavo a intuire, in modo ancora confuso, certi collegamenti fra la cucina di casa mia e tutto il resto. [...]”

lunedì 1 settembre 2008

Musica, linguaggio (positivo) universale

Ali Farka Touré 'Amandrai' at Segou festival, Mali




J.S. Bach Jazz Improvvisazioni - Barbara Dennerlein on Hammond B3





DI Stefano 'Ridi pagliaccio'



Si ridi, pagliaccio!


La musica è un linguaggio universale, forse l'unico che è comprensibile ovunque in questo mondo. Questa universalità si basa principalmente sulla sua capacità di contaminazione di cui non bisogna aver paura anche quando si toccano mostri sacri come Bach.

Mogol-Battisti, Per una lira, 1966

Per una lira io vendo tutti i sogni miei
per una lira ci metto sopra pure lei
È un affare sai
basta ricordare
di non amare
di non amare

Amico caro se c'è qualcosa che non va
se ho chiesto troppo tu dammi pure la metà
È un affare sai
basta ricordare
di non amare
di non amar
Per una lira io vendo tutto ciò che ho
Per una lira io so che lei non dice no
Ma se penso che
Tu sei un buon amico
non te lo dico
meglio per te
Ma se penso che
Tu sei un buon amico
non te lo dico oh no
Meglio per te

(da leggere fischiettando il motivo)