venerdì 15 maggio 2009

L'antidoto della malinconia (anteprima)

Malinconia di Munch

Inizio questa nuova rubrica che si intitola "L'antidoto della malinconia" (prendendo spunto dall'omonimo splendido libro di Piero Meldini). Vorrebbe costruire una specie di prontuario di antidoti alla malattia sofferta da tutti gli uomini, forse la più diffusa al mondo.
I lenimenti consigliati sono di varia natura: foto, poesia, prose, musiche ecc ed hanno anche compiti diversi. Alcuni si prefiggono semplicemente di essere "sintomatici", non curano che il sintomo esteriore. Antri sono "placebi", curano con la convinzione del malato di guarire. Ci sono poi i "farmaci specifici" che curano una data malattia, un organo sofferente. Altri ancora, come gli "antiblastici", attaccano direttamente malattie terribili, sapendo che l'esito del loro curare è incerto. In questo campo poi hanno una grande efficacia i farmaci "fai da te" (contrariamente a quello che si fa in medicina): sono preparati semplici o molto complessi, messi insieme dalla propria esperienza e che spesso portano a dei piccoli o grandi benefici.


Invito i lettori di questo blog a proporre i propri "antidoti della malinconia" o di segnalarmeli sul blog personale. Pubblicherò direttamente o linkerò i consigli ricevuti. Indicare la malattia, l'organo colpito e la tipologia di farmaco utilizzato. Grazie a tutti.


Guglielmo




3 commenti:

  1. Accidenti, Guglielmo, ti ci sei messo con metodo! :-)

    Ti rispondo in modo ametodico.
    1 - Secondo alcuni, c'è una fase della vita, subito dopo la nascita, in cui il mondo è percepito a sprazzi, lembi, episodi, particolari, momenti - fa conto di metterti davanti al quadro di Munche del post, così vicino da vederne solo un particolare senza percezione dell'insieme, chiudi gli occhi, sposti la testa lateralmente, sempre appiccicato al quadro, e li riapri su un altro particolare, e così via. Dopo questa fase si passerebbe ad una percezione d'insieme degli oggetti - ti sposti all'indietro e vedi tutto il quadro. Bè, questa percezione di oggetti completi - quindi, tanto per dirne una, con aspetti belli e aspetti brutti, buoni e cattivi insieme - sarebbe sempre accompagnata da una variazione dello stato d'animo: da una specie di euforia un poco agitata che rapidamente muta in fastidio e poi presto cambia di nuovo, si passerebbe ad uno stato d'animo più continuo, di tipo depressivo più o meno marcato.
    Così sarebbe per tutti. Ma, secondo questi che la pensano così, non avverrebbe in tutti, il passaggio. Alcuni resterebbero più o meno sempre nella posizione percettiva e affettiva della prima fase. Allora, non è loro caratteristica, loro forza la visione d'insieme, delle cose quotidiane e del mondo, della vita tutta. Alcuni, ancora, oscillerebbero dall'una all'altra posizione percettiva-affettiva.

    2 - per depressione s'intende, spesso, qualcosa che con la depressione vera e propria ha poco a che spartire: il termine è diventato il sostituto di quello che una volta si chiamava "esaurimento nervoso".
    A parte questo, meglio evitarli, i nomi-diagnosi: tendono a fissare la realtà, anche quando sono azzeccati - a volte la fissano in spazi del tutto inappropriati.
    Se proprio uno ci tiene a cercare di capire se chi ha davanti - magari davanti allo specchio - soffre di depressione vera, forse ti strappo da un momento depressivo, nel caso tu ci stessi, raccontandoti la risposta che dette ad un gruppo di preti uno psicoanalista che si chiamava Winnicott. Gli avevano chiesto: a noi si rivolgono persone che hanno bisogno di aiuto e a volte stanno molto male, e vorremmo sapere come riconoscere quelli che possiamo aiutare noi da quelli che è meglio inviare da uno specialista. Lui disse: se mentre li ascoltate provate interesse, desiderio di aiutarli, partecipazione, aiutateli voi; se vi annoiano, allora mandateli dallo specialista.

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  2. la mia malinconia deriva dal cattivo rapporto che ho con il mio compagno, dopo esserci lasciati ci siamo ripresi per stare peggio di prima, il suo continuo raccontarmi bugie mi offende e le mie rimostranze non servono a nulla, allora divento malinconica e passeggio per i boschi leggendo muhammad yunus "il banchiere dei poveri" e mi consola scoprire pagina dopo pagina che esistono anche persone oneste, pulite, che fanno del rispetto per gli altri la loro vita francesca2

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  3. Guglielmo...ci ho pensato e, se di malinconia parliamo, ho concluso che non uso antidoti. La lascio scorrere la malinconia, fa parte di me e non mi disturba (al massimo può disturbare gli altri!).

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