giovedì 26 novembre 2009

IL TERREMOTO: una disgrazia per i molti ed una provvidenziale occasione per qualcuno di Aldo Antonelli


In occasione dei funerali delle vittime del terremoto ebbi a rilasciare, non so a chi o su quale giornale, queste dichiarazioni:
"Sono abruzzese, nato a Tagliacozzo, in provincia dell'Aquila e residente ad Avezzano, sempre in provincia dell'Aquila. Amo questa terra ma l'amore non mi rende cieco e ancor meno silente. Sono addolorato per questo "tremor mortis" che strozza il respiro in gola alle popolazioni, ma questo dolore non mi anestetizza né mi addormenta nel pietismo compassionevole, furbo e opportunista degli, questi sì veri, sciacalli! I nuovi impresari delle pompe funebri della destra populista, e non solo loro, vorrebbero affiancare alle salme immobili delle vittime, anche le figure silenti e ossequiose dei sopravvissuti. Per loro l'informazione diventa diffamazione, per noi, irriducibili al silenzio, essa resta ancora iscritta nell'albo d'oro dei diritti civili!”.
Il grande comunicatore e la stampa embedded sanno benissimo che una menzogna ripetuta diverse volte diventa una verità; convinti , come scriveva Jorge Luis Borges, che "la realtà è ciò che la maggioranza vede come realtà" Berlusconi e i suoi reggicoda, l’abruzzese Bruno Vespa in testa, continuano imperterriti nell’opera di mistificazione nascondendo ciò che è e mostrando ciò che non è.  
Si rende pertanto urgente e necessaria un’opera di controinformazione perché non si rimanga vittime del raggiro e dell’imbroglio. Cercherò, qui di seguito, di evidenziare dati e fatti così come riportati dai giornali locali e che riguardano i fondi e gli eventi.

Le promesse e i fondi
- Dopo il consiglio dei Ministri straordinario del 23 Aprile, Berlusconi e Tremonti avevano annunciato uno stanziamento di 8 miliardi (1,5 per le spese correnti e 6,5 in conto capitale). Dopo appena cinque giorni, il “Pacchetto Ricostruzione” varato dal Governo il 28 Aprile, ribattezzato “Decreto Abracadabra”, prevedeva uno stanziamento molto minore, di 5,8 miliardi, spalmati per di più tra il 2009 e il 2032 (di questi fondi 1,152 miliardi sarebbero disponibili quest’anno, 539 milioni nel 2010, 331 nel 2011, 468 nel 2012, …e via decrescendo).

- Per la ricostruzione delle case distrutte il governo aveva annunciato 150mila euro, ma il contributo statale effettivo sarà di appena 50mila euro, perché altri 50mila saranno stanziati sotto forma di credito di imposta e altri 50mila saranno erogati attraverso un mutuo agevolato! Terremotati di serie B, rispetto ai terremotati del Friuli e dell’Umbria che hanno avuto contributi a fondo perduto!

- Un gioco di prestigio,  poi, è la ricerca dei pozzi dai quali attingere i fondi, senza dover mettere le mani nella tasche degli italiani! Nel capitolo “Disposizioni di carattere fiscale e di copertura finanziaria”, all’articolo 12 intitolato “Norme di carattere finanziario in materia di giochi” 500 milioni sarebbero dovuti arrivare, entro 69 giorni dal varo del decreto, dall’indizione di “nuove lotterie ad estrazione istantanea, “ulteriori modalità di gioco del Lotto”, nuove forme di “scommesse a distanza a quota fissa”…!
A tutt’oggi non se ne sa niente di niente.

- Il 16 settembre, a Onna, dopo 162 giorni dal sisma, Silvio Berlusconi in gran pompa consegna una casa ad una famiglia parlando di “Miracolo” e spacciando per opera sua qual che suo non è. Il giornalista Enrico Nardecchia su Il Centro scrive, a proposito: “Prigioniero dei suoi stessi annunci (il primo maggio disse: il 10 settembre case pronte in 14 aree) il premier, pur di non sforare con le date, mette cappello sulle casette di legno degli onnesi. Degli onnesi e dei trentini, degli umbri e della Croce Rossa che ci ha messo i soldi. E consegna lui, sotto i riflettori della «terza camera», il «Porta a Porta» dell’aquilano Vespa, l’asilo di Giulia e le prime chiavi della prima casa di «Onna Nuova…».
La realizzazione delle case in legno è stata curata dalla Provincia autonoma di Trento, su progetto di tecnici umbri. I fondi sono stati messi a disposizione dalla Croce rossa: 5 milioni e 200mila euro. Una ricostruzione, grazie all’impegno della Provincia di Trento e della Croce rossa. Furto e menzogna si mescolano in questa rappresentazione fantastica spacciata come miracolo: appropriazione indebita dell’altrui opera, in realtà realizzata grazie all’Umbria, alla provincia di Trento e alla Croce Rossa; sbandieramento di un primato che non esiste, anzi che esiste in negativo. I terremotati abruzzesi sono coloro che hanno atteso più tempo di tutti gli altri per vedersi assegnati (Ma solo alcuni....) i cosiddetti "Moduli Abitativi Provvisori"!
A San Giuliano di Puglia i primi 30 moduli furono consegnati a 82 giorni dal sisma.
In Umbria a 98 giorni
In Irpinia (3000 morti/300mila sfollati) in 105 giorni.
Ripetiamo: in Abruzzo i primi moduli sono stati consegnati a Onna dopo 162 giorni!

La politica gestionale
Agli occhi dello spettatore ingenuo e ignaro, “felice prigioniero” dei mille tentacoli della piovra mediatica sembrerà blasfemo sentir parlare del disastro provocato dall’emergenza e dalla ricostruzione diretta e gestita dal tandem Berlusconi-Bertolaso. Ma già dai dati precedentemente esposti emerge il quadro del fallimento.
E’ comunque grave che nel piano e nella prassi di intervento della Protezione Civile siano stati cancellati, letteralmente cancellati, come referenti le comunità locali, i sindaci, la Provincia e perfino la Regione. Realtà inesistenti anche a livello di consultazione. Saranno stati anch’essi annoverati nel ruolo di “utilizzatori finali”?
Può essere sintomatica la storia del progetto che io stesso, con l’aiuto della mia comunità e di tanti amici sparsi per l’Italia, ho presentato al sindaco di Fossa per la realizzazione di uno spazio pubblico da destinare alla comunità fossolana. D’accordo con il sindaco Luigi Calvisi abbiamo acquistato una struttura in legno di 140 metri quadrati, con due bagni e riscaldamento. Ebbene, fino a fine settembre nemmeno il sindaco sapeva dove costruire le piattaforme in cemento per l’istallazione del nuovo villaggio. Tutto top-segret! Solo ultimamente ho ricevuto una sua telefonata con la quale mi si informava dell’inizio dei lavori di sbancamento. Un sindaco, una volta “primo cittadino” costretto nei panni del mendicante penso sia il massimo di affronto alla democrazia.

E un grosso punto interrogativo si pone, a questo punto, anche sull’idea stessa delle New Town.
Su Terra News del 30 settembre Admin scrive : «L’Aquila è una città spopolata, con gli abitanti trasferiti e “deportati” a decine di chilometri di distanza dai luoghi di residenza e di lavoro. Per ottenere questo risultato sono bastati due slogan, “Tutti al mare a spese dello Stato” e subito dopo “Dalle tende alle case”. Centinaia e centinaia di milioni di euro sono stati così sottratti alla ricostruzione vera, provocando danni economici e sociali che stanno uccidendo qualsiasi possibilità di rinascita della città e degli altri comuni del cratere. (…). In un animato convegno, per la prima volta, un gruppo di professionisti e urbanisti ha accusato: “Si stanno costruendo le case, ma non la città”. Georg Frisch, docente di Urbanistica, ha redatto un dossier dal titolo emblematico: “L’Aquila. Non si uccide così anche una città?”. Per Frisch il progetto Case determina l’abbandono del centro storico e la dispersione della città in 19 new town nella campagna».
Basandosi sugli stessi dati della Protezione civile, Frisch dimostra che per assistere per mesi le 10mila persone residenti nel centro storico e costruire loro un alloggio nel Piano Case si spende la stessa cifra necessaria a ricostruire le abitazioni distrutte. Aggiunge anche altri due particolari: ai costi del Piano Case vanno aggiunti quelli della ricostruzione che prima o poi si dovrà fare, mentre ricostruendo subito il centro storico si riavvia anche la rinascita dell’intera città. Tra le due soluzioni, Berlusconi e Bertolaso hanno scelto quella più costosa e dannosa.
Da più parti (su questo naturalmente non sono riuscito ad avere conferme ufficiali) me viene voce che le gli alloggi che sono attualmente in consegna a Bazzano sono venuti a costare la bellezza di 2.800,00 euro a metro quadrato!
Se così fosse ci sarebbe veramente da concludere che il terremoto, questo terremoto, dopo aver fatto da cornice all’Evento-G8 e alle incursioni pervasive del premier onnipresente, è divenuto anche, per qualcuno, occasione provvidenziale, miniera senza fondo, paradiso del profitto. Tragedia per i molti e manna provvidenziale per qualcuno.

Il Natale rovesciato
Noi cristiani, ci prepariamo anche quest’anno a celebrare il Natale di quel Dio che abbandona il trono per abitare in tenda: “Ha posto la sua tenda in mezzo a noi”!
Un itinerario che fa a pugni con la politica che installa troni di potenza sulle tende dei disgraziati.
Faccio mie le domande calde del poeta palestinese Mahamoud Darwish di fronte alle desolazione del suo popolo cancellato e della sua terra devastata:
“Dove dovremo andare dopo l’ultimo confine?
Dove dovrebbero volare gli uccelli dopo l’ultimo cielo?
Dove dovrebbero dormire le piante dopo l’ultimo soffio d'aria?”

Io, di fronte a questa democrazia sventrata, non trovo parole, anche perché queste andrebbero ripulite per resistere alle frasi fatte e ai pensieri preconfezionati.

Aldo Antonelli

(Sarà pubblicato sul numero di Dicembre 2009 della rivista Tempi di fraternità )


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