sabato 31 gennaio 2009

Una lettera, una poesia

Scusa se ti scrivo. Ci conosciamo appena. Ma la poesia va letta ad alta voce e le mie orecchie non sentono. C'è bisogno che qualcuno mi racconti cosa sente e forse anch'io allora comincerò a sentire.
Leggo da Per un sentiero chiaro di Fabrizia Ramondino:

Puntualizzazioni

Il mio stare
- scusate la puntualizzazione -
non è come usa dire oggi
depressione.
E' interrogare
senza speranza di risposta
né - dio ne scampi -
attesa di precisazioni.


Cosa senti? Io sono confuso. Le domande erano forse sbagliate?
Aspettare precisazioni, poi, che pretesa. Perché qualcuno dovrebbe fornircele?
Dimmi, cosa hai sentito?

venerdì 30 gennaio 2009

Lettura de Diceria dell'untore di Gesualdo Bufalino


Segnalo la lettura su RAI RADIO 3 di Diceria dell'untore che può essere ascoltato anche in podcast. E' forse uno dei libri che amo di più se questo può in qualche modo essere utile a richiamare all'ascolto o alla lettura (addirittura !) qualche passante da questo blog.

giovedì 29 gennaio 2009

Andreas Scholl, Che farò senza Euridice dall'Orfeo di Monteverdi



Che farò senza Euridice!
Dove andrò senza il mio ben!
Euridice! Oh dio! rispondi,
io son pure il tuo fedel.
Euridice! Ah! non m'avanza
più soccorso, più speranza
né dal mondo, né dal ciel!
Che farò senza Euridice!
Dove andrò senza il mio ben!

Commento. Si scopre, all'improvviso, la solitudine. Quando si scopre sembra essere troppo tardi: ci si è inoltrati in una terra arida, fatta di ricordi e illusioni. Per tornare bisognerebbe levare un po' di zavorre ed alzare una vela alta e aspettare il vento. Dunque, non si può attendere, alza la randa.

mercoledì 28 gennaio 2009

Una serata, un bel ricordo

Per circostanze assolutamente casuali, sono stato invitato a commemorare il "Giorno della memoria" in un piccolo paese vicino al mio, nella profonda provincia milanese. All'imbarazzo iniziale per questo impegno davvero impegnativo, è subentrato lo stimolo a costruire una serata non celebrativa o falsamente retorica, ma qualcosa che toccasse le corde "giuste". Niente relazione introduttiva, niente commiserazione delle vittime, ma rievocazione emozionante di testimonianze (una raccolta per l'occasione da un vecchio militare deportato a Danzica direttamente dalla Grecia). D'altra parte è la caratteristica di questa giornata quella di riproporre testimoni di quei fatti terribili; gli storici annaspano ancora in un mare di incertezze, di documenti lacunosi, di vere e proprie occultazioni o depistaggi della verità, mentre chi ha vissuto sulla pelle la tragedia sente ancora bruciare il marchio del numero e proprio perché è sopravvissuto non può fare a meno di raccontare e ricordare ogni cosa, anche la più terribile.
Alla fine della serata, a cui non hanno partecipato più di 20 persone, mi sono sentito di ringraziare gli organizzatori dicendomi onorato di questo invito.
In cambio, con un gesto che mi ha emozionato, ho ricevuto in regalo un pacco di libri di quelli che si pubblicano nei paesi e che trovano solo un pubblico di estimatori locali, preziosi reperti di una editoria minore ricchissima. Un piccolo gesto di stima e di ringraziamento degli organizzatori, ma sentivo di dover io ringraziare loro.

Una lettera ai parlamentari del PD che hanno presentato il Disegno di Legge n. 1360


Questa è la lettera che ho spedito il 27/01/09 "Giorno della memoria" ai parlamentari del PD Paolo Corsini, Franco Narducci e Gianpaolo Fogliardi firmatari del Disegno di Legge 1360.

Spett. Parlamentare,
in merito alla presentazione il 23/06/08 del Disegno di legge 1360 anche a Sua firma , mi permetto di farle presente che sono fermamente contrario al conferimento dell'onorificienza ai "combattenti nelle formazioni dell'esercito nazionale repubblicano durante il biennio 1943-1945" cone stabilito dall'art.2 della proposta.
Non si possono confondere coloro che hanno lottato per la libertà e chi questa libertà l'ha contrastata e offesa macchiandosi di crimini contro l'umanità (il genocidio di ebrei e altre minoranze "indesiderabili").

Distinti saluti.

Guglielmo Gaviani



Ho ricevuto questa risposta (quasi in tempo reale)


Gentile Sig.

sono del tutto in accordo con Lei. Il testo che ci é stato sottoposto era assolutamente diverso da quello poi pubblicato. Per questo abbiamo con i colleghi Narducci e Fogliardi immediatamente ritirato la firma.

Cordialità


Paolo Corsini

martedì 27 gennaio 2009

Giorno della memoria 2009



Se questo è un uomo
di Primo Levi

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
II cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna.
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

domenica 25 gennaio 2009

da Animali in versi di Franco Marcoaldi


...ah, vecchia natura - svilita, disattesa,
sorpassata! Com'è che mi commuovi
sempre, a differenza di questa post-umanità
che procede alla cieca, forsennata?

(Compleanno con le lucciole, frammento)

sabato 24 gennaio 2009

Sorry i am di Ani di Franco

Ho inserito nella musica di questo blog la canzone di Ani di Franco Sorry i am, struggente ed intonata a molti dei miei sentimenti. Di seguito la traduzione.


Mi dispiace non essere sembrata più emozionata al telefono
Mi dispiace che dopo tutti questi anni
ti ho lasciato facendoti sentire rifiutato e solo, ti ho fatto piangere
Credo di non averti amato tanto quanto tu hai amato me
Credo che non sarò mai in grado di dirti quanto mi dispiace

E non so cosa c’è che non va con te
So solo che non è come era
E non so perché il rosso sparisce prima del blu, è così e basta
E non so cosa non va in me,
che non riesco mai a rimanere tranquilla
Continuo a pensare che un giorno appianerò ogni cosa con te
E forse un giorno lo farò davvero

Credo di non averti mai amato
nel modo in cui tu hai amato me
Credo che non sarò mai in grado di dirti quanto mi dispiace
Mi dispiace
Mi dispiace
Mi dispiace

giovedì 22 gennaio 2009

da Poesie di Milo de Angelis - L'immunità avara (frammento)

....si fallisce sempre
a un soffio dalla sintesi, perché
conta solo chi è vivo ma non lo dice
chi comincia, incoerente, un miracolo
e poi lo offre, senza nome, svestito e penetrato.

Commento. La sintesi è tiranna, cerca di rimpicciolire la realtà per poterla mettere in tasca, per dominarla, per capirla (forse), per eliminare il superfluo/fastidioso. Forse è meglio fallire e non raggiungere mai la sintesi, meglio vivere le proprie incoerenze senza pensare ad un inutile peccato, offrire (a chi le vuole) cose senza nome, nude nella loro semplicità e per questo (meglio di ogni altra cosa) comprese.

Il Cardinale Poletto e la TAV

Il cardinale Severino Poletto, arcivescovo di Torino ha dichiarato che "la Nuova Linea Torino Lione è indispensabile. L'opera deve essere costruita e deve essere fatta bene. La Chiesa ha il dovere di educare e quindi deve spiegare e far capire ai fedeli l'utilità di questa grande opera pubblica". Il tema è stato accennato in un incontro tra il cardinale e gli amministratori pubblici torinesi, a Pianezza (Torino), incentrato soprattutto sulla crisi economica.

Devo dire che il Cardinale Poletto è una figura che mi ha sempre favorevolmente ispirato: sarà quest'aria un po' ascetica e dimessa, quella faccia un po' scavata e con una espressione sofferente, sarà perché ogni tanto parla anche con gli operai e visita le carceri della città di Torino. Insomma è una figura che aveva una sua dignità.

Ma (si sa il diavolo mette sempre le sue corna ovunque) questo intervento è un bello scivolone e dimostra un dato che è diventato costante nella storia della chiesa degli ultimi secoli in Italia: la chiesa se ne sta sempre dalla parte dei "forti", del "potere", dei "vincitori". Naturalmente lo fa per il bene del suo popolo, anche quando questo popolo è recalcitrante, è massacrato e deve subire ogni abuso e saccheggio del proprio territorio.

mercoledì 21 gennaio 2009

La cena di Emmaus esplorata da francesca2

Mi è difficile parlare di un quadro come quello, ma provo a raccontare un paio di considerazioni che ho fatto
per prima mi sento di consigliarvi di andare a vederlo da soli, con una seggiolina pieghevole sull'ora di pranzo, sedetevi davanti e guardate senza pensare.Lentamente questo quadro vi, scusate devo dire in un altro modo....lentamente questo quadro ha preso i miei pensieri e i miei sensi, ho cominciato a guardarlo dall'alto, dalla cameriera anziana,il viso segnato, porta in tavola un piatto con della carne (sembra), le pennellate sono quasi trasparenti, come qualcosa da rifinire, poi l'oste, il suo sguardo, la sua posizione, non è un uomo che venera gesù, lo ascolta con il grosso braccio appoggiato su un fianco come qualsiasi oste ascolta un cliente un po' particolare,in basso a destra un uomo sembra sul punto di cominciare a discutere animatamente su qualcosa, si tiene al tavolo e spinge il viso in avanti, in lui c'è tutta la disposizione all'ascolto o forse alla critica, di un altro a sinistra si vede il mantello e si distinguono nel buio i capelli e poi c'è gesu, un viso dolorosamente triste, parla ma è come se fosse solo, forse a guardare bene le labbra si potrebbe leggere un sorriso ma il viso nell'ombra è malinconico, sul tavolo spoglio del pane, un bicchiere che si intravvede appena, tutto in questa tela è dolorosamente vivo, non c'è nessun cedimento alla rappresentazione cristiana, all'abbellimento, spariti anche il cesto di frutta del primo, le immagini ridotte a tracce ma incredibilmente vive, vere, quelle persone sono vere, quello che provano non passa attraverso i filtri della religione o di un credente, forse passa attraverso la vita che stava facendo caravaggio, e se provo a immaginare come venivano accolti i suoi quadri immagino la rabbia, il senso di solitudine,di incomprensione e assieme di fierezza, guardatevi attorno, tutti i quadri nella stessa sala sono morti, sono decorazioni, sono persone pallide con le guancine con il belletto rosa e i vestiti puliti, sono zombie, il suo quadro rappresenta persone vive, la cameriera con la sua stanchezza e il viso segnato, troppo vecchia per quel lavoro...io sentivo un nodo di pianto che saliva, ho sempre pensato che un artista non puo dipingere cose lontane da se, dalla sua vita, ci si rappresenta e lui lo fa in un modo violento, rabbioso, fiero, solitario
ho sempre detestato chi mi descrive i quadri, so vedere da sola, guglielmo tu mi chiedi un commento e io che dipingo posso fare solo questo, raccontare i miei pensieri nella mezzora che ho trascorso seduta davanti a quella tela, non ho voluto vedere nientaltro, sono uscita felice e appagata
e ci torno in febbraio con la mia seggiolina a guardare il precedente
francesca2( la parola da scrivere per pubblicare è inesper, come si fa a non ridere???)

Facce di bronzo


Chi ha ascoltato l'On. Bersani parlare a Ballarò ieri sera, avrà pensato che finalmente ecco uno che, nella migliore tradizione della sinistra, va nelle fabbriche ed ascolta chi la crisi la vive sulla sua pelle e poi,naturalmente, va in TV e racconta l'Italia "vera" e non quella che vorrebbe il nostro Presidente del Consiglio con il carrello della spesa sempre appresso.

Ma purtroppo non è così.

Basta leggere il resoconto della visita di Bersani all'ILVA di Taranto e le cose son ben diverse (vedi di fianco l'articolo del Comitato per Taranto).
Bersani nell'incontro con i dirigenti ILVA e (pochi) sindacalisti di area PD (questa è la sua platea!) dimentica alcune cose significative:
1) non fa cenno all'uso selvaggio della Cassa Integrazione Guadagni per continuare a fare enormi introiti a spese dello stato.
2) non parla dei recenti dietro-front sulle misure da attuare per limitare l'inquinamento (l'ILVA è il massimo produttore italiano di diossine).

Giustamente può venire il dubbio che i 98 mila euro ricevuti da Riva (proprietario dell'ILVA) per l'ultima campagna elettorale del PD abbiano pesato di più di qualsiasi altra valutazione.

Il PD nasce con queste idee vecchie, con uomini vecchi (non parliamo in termini anagrafici), portando avanti la vecchia politica di sempre.

martedì 20 gennaio 2009

La cena di Emmaus

Per tutti quelli che non potranno andare a vedere la Cena di Emmaus di Caravaggio nelle due versioni del 1600 (quella della National Gallery, London) e 1606 (quella di Brera) in mostra a Brera, offro una mini galleria. In un vecchio post mi sono lanciato in una descrizione di questa tela scopiazzando informazioni dal saggio di Longhi sul Caravaggio, a chi interessa può cercare più sotto (se proprio non vuole comprarsi il magnifico saggio di Roberto Longhi).


Tiziano


Rembrandt


Bassano


Caravaggio (Brera)


Caravaggio (National Gallery, London)

Commento. Aspetto quello di Francesca2

lunedì 19 gennaio 2009

Berlusconi racconta barzellette sui campi di concentramento


Ecco la barzellezza di Berlusconi in un incontro elettorale a Nuoro e riferita dal Corriere ella sera del 17/01/09.

TRASFERITI A META' ... - «Un kapò all'interno di un campo di concentramento dice ai prigionieri che ha una notizia buona e un'altra meno buona - spiega il Cavaliere dal palco -. Quello dice: "metà" di voi sarà trasferita in un altro campo". E tutti contenti ad applaudire...». Poi Berlusconi arriva alla «battuta»: «La notizia meno buona è che la parte di voi che sarà trasferita è quella che va da qui in giù...», indicando la parte del corpo dalla cintola ai piedi.

Dire che è indegno è poco, ma ciascuno commemora il "Giorno della memoria" come crede. L'altro suo alleato, il Presidente della Camera sponsorizza il disegno di legge n. 1360 che prevede (pretende) di equiparare partigiani, militari e deportati ai repubblichini di Salò, a proposito della assegnazione di un istituendo Ordine del Tricolore.
L’articolo 2 di tale disegno di legge così recita: “L’onorificenza è conferita a coloro che hanno prestato servizio militare, per almeno sei mesi, in zona di operazioni, anche a più riprese, nelle Forze armate italiane durante la guerra 1940-1945 e invalidi, o nelle formazioni armate partigiane o gappiste, regolarmente inquadrate nelle formazioni dipendenti dal Corpo volontari della libertà, ai combattenti della guerra 1940-1945, ai mutilati ed invalidi della guerra 1940-1945 titolari di pensione di guerra e agli ex prigionieri o internati nei campi di concentramento di prigionia, nonché ai combattenti nelle formazioni dell’esercito nazionale repubblicano durante il biennio 1943-’45”.
La relazione che accompagna il disegno di legge sostiene “la pari dignità di una partecipazione al conflitto di molti combattenti, giovani e meno giovani, cresciuti nella temperie culturale guerriera e imperiale del ventennio, che ritennero onorevole la scelta a difesa del regime ferito e languente”.

Avete letto bene: si vorrebbe dare una dignità ideale a coloro che massacrarono partigiani e contribuirono in maniera deteminante alle deportazioni di massa nei campi di concentramento e di lavoro.

da Vedremo domenica di Milo de Angelis

...
Uno solo è il tempo, una sola
la morte, poche le ossessioni, poche
le notti d'amore, pochi i baci, poche le strade
che portano fuori di noi, poche le poesie.

Commento. Troppo il tempo, poca la vita

domenica 18 gennaio 2009

Otros Aires - Milonga sentimental



Milonga pa’ recordarte,
Milonga per ricordarti,
milonga sentimental.
Milonga sentimentale.
Otros se quejan llorando,
C’è chi si lamenta e piange,
yo canto por no llorar.
io canto per non piangere.
Tu amor se secó de golpe,
Il tuo amore è appassito di colpo,
nunca dijiste por qué.
non hai mai detto perchè.
Yo me consuelo pensando
Io mi consolo pensando
que fue traición de mujer.
che fu tradimento di donna.
Varón, pa’ quererte mucho,
Maschio, per amarti molto,
varón, pa’ desearte el bien,
maschio, per augurarti il bene,
varón, pa’ olvidar agravios
maschio, per dimenticare le offese
porque ya te perdoné.
perchè ti ho già perdonata.
Tal vez no lo sepas nunca,
Forse non lo saprai mai,
tal vez no lo puedas creer,
forse non lo potrai credere,
¡tal vez te provoque risa
forse ti farà ridere
verme tirao a tus pies!
quando mi vedrai ai tuoi piedi !
Es fácil pegar un tajo
E’ facile dare una coltellata
pa’ cobrar una traición,
per ripagare un tradimento,
o jugar en una daga
o giocare con la spada
la suerte de una pasión.
la sorte di una passione.
Pero no es fácil cortarse
Ma non è facile tagliare
los tientos de un metejón,
le corde di una cotta,
cuando están bien amarrados
quando sono legate bene
al palo del corazón.
all’albero del cuore.
Milonga que hizo tu ausencia.
Milonga che la tua assenza ha fatto,
Milonga de evocación.
milonga dell’evocazione,
Milonga para que nunca
milonga che mai nessuno
la canten en tu balcón.
canterà sotto al tuo balcone.
Pa’ que vuelvas con la noche
Per farti tornare di notte
y te vayas con el sol.
e andare via col sole.
Pa’ decirte que sí a veces
Per dirti di si a volte
o pa’ gritarte que no.
o per gridarti di no.

Pensierino. Contro-tempo, contrattempo, con-tempo, in-tempo, senza-tempo, escansate ninios, sono venuto a danzare, di nascosto, a tempo, se vuoi.

sabato 17 gennaio 2009

Affettati e papatine fritte


Affettati e papate fritte è la cena che mi ricorda innanzitutto l'infanzia. La domenica sera questo era il "piatto del giorno", naturalmente davanti al secondo tempo della partita che trasmetteva la RAI. Mentre mio padre preparava le patate fritte, il mio compito era quello di disporre gli affettati sul piatto di portata. Ed era un compito al quale mi dedicavo con attenzione: prosciutto crudo e cotto ben disposti intorno ed il salamino in mezzo tragliato a grosse fette. Andavo (in bici, naturalmente) verso sera in uno dei due negozi che vendevano affettati (Stefanino o Commercio) e lì, attendendo il mio turno, ordinando con tono sapiente quanto volevo. Solo nel caso ci fosse carenza di pane, andavo da Benedetto che aveva dell'ottimo pane giallo che vendeva anche a mezze forme. A mio padre piaceva molto quel pane, spalmato con burro e cosparso di sale. Ma il sig. Benedetto (che era un bell'uomo alto e magro) aveva una moglie piccola e grassoccia che quando affettava il prosciutto non disdegnava di mettersene una fetta avanzata in bocca. La cosa non mi piaceva affatto e mio padre conveniva con me che forse era meglio prendere solo la mezza forma di pane giallo. Il Sig. Benedetto aveva problemi di nervi: era un animo sensibile, forse troppo, scriveva persino poesie che però non recitava a nessuno. Ora comunque son morti tutti e due, Benedetto e sua moglie un po' grassoccia. Stefanino ha chiuso da tanti anni il suo negozietto con il merluzzo in ammollo sul bancone e la carta azzurra per confezionare il cartoccio dello zucchero sfuso. Al Commercio ora vendono "capriolo con polenta" o "caseula" da asporto.

"Affettati e patate fritte" mi ricorda anche altro, altrove. Ma questa è un'altra storia che non racconto. Troppo triste. Finirebbe per cancellare quel quadretto della mia infanzia.

P.S. C'era anche mia mamma e due sorelle in quel quadretto familiare, ma la prima alcune volte (soprattutto la sera) si vedeva esautorata dalla cucina dagli uomini, le seconde si tenevano a distanza: c'era già troppa gente ai fornelli e, si sa, i cuochi sono litigiosi e non accettano consigli. Le due sorelle non ne soffrivano affatto per questa esclusione.

venerdì 16 gennaio 2009

L'oro di Napoli - Eduardo de Filippo - 'o pernacchio



Istruzioni per l'uso.. Contro potenti e arroganti di ogni risma. Usare con parsimonia. Arma letale.

E' rimasto

Ho sognato di accarezzarti
una carezza intima
presagio di altre tenerezze.
Sulla mano il calore del tu corpo
è rimasto
fino al mattino.

giovedì 15 gennaio 2009

Giovanni Verga sulla luna. Commedia buffa di Giuseppe Bonaviri

Personaggi (alcuni)

GIOVANNI VERGA dai bianchi baffi arricciati in su, con giacca marrone, gilet, cappello. Porta un bastoncino con un pomo rotondo.

MASTRO-DON GESUALDO con grosse scarpe chiodate da contadino, giacca di tricot, berretto di velluto.

SAILOR-MOON una bella ragazza di 15 anni circa, con vestitino e colletto alla marinara. Gonna a pieghe di organza, alta sulle gambe, gli occhi tondi sono curiosamente brillanti. Si deve chiaramente capire che è un cartone animato, fragile, occorrendo capace di volare; imprecisabili sono le linee del suo corpo.

OLLIO grosso, con bombetta lisa, e il viso tinto di un bianco slavato. Parla storpiando le parole, ogni tanto dice qualche frase in americano.


Antefatto. Nell'anno 3223 non erano rimasti in tutte le terre che si stendevano fra Vizzini, Licodia Eubea, Mineo, Francofonte e Scordia e Palagonia né boschi di ulivi, né solitari noci, né siepi di polverosi fichidindia o mandorli o aranceti, né si vedevano volare falchi e sparvieri sui poggi rocciosi. Estinte per destino biologico le popolazioni di Calabria e di tutta l'Italia Inferiore, nei territori anzidetti era stata costruita una immensa pista di lancio di razzi astrali sotto l'egida di una multinazionale nipponico-americana. Una apparecchiatura laser al carbonio collegava l'Italia col sistema planetario registrando con una ineccepibile precisione fatti umani ed evenienze cosmiche. Quanto stiamo narrando lo abbiamo tratto, noi vissuti molti anni dopo, da cronache de La Sicilia, quotidiano allora esistente.

Atto II Scena IV

OLLIO (guardando nella voragine, stralunato e giallo) O God, I see in this abyss monstruos and shadows (e confondendo le favelle) y terribles sombras.
MASTRO-DON GESUALDO O Ollio, non capisco la tua parlata, io vedo milioni di piccoli fumi, faville, un salir di effluvi neri che si accavallano, si incrociano, si aggrumano. Di cosa si tratta?
GIOVANNI VERGA (fra sé e sé) A me risuonano ancora nelle orecchie le parole di Sailor. Ho tuttora la sensazione del suo bacio e del pulsare, lieve come acqua fra i ciottoli, del suo cuore di carta. Passerà, Giovanni, passerà. Affrontiamo questa nuova realtà e avviciniamoci. Oh, che vedo? Un fumo inessenziale, senza peso, come se si vedesse in trasparenza. Eh, già, sono filiformi essenze, non hanno sagoma, si
sollevano per godere di questa luce cremisi. Non vedete come aggirano i bambini e li inanellano? Nonostante avessi saputo da trattati teologici, o dal mio stesso sodale Luigi Capuana, dell'esistenza di simili fosse abissali, non vi ho mai creduto. Invece me ne trovo davanti agli occhi un esempio. Leggevo che questi grossi buchi neri attraggono quanto è imponderabile, ossia quanto non è fatto di materia. Ho sempre creduto che la grande verità è l'amore, o il lavoro come quello che Gesualdo faceva notte e dì nei campi. Può esistere qualcosa che ci sfugge? O nel nostro caso, si tratta di fenomeni sconosciuti di astri morti, come la luna, da tantissimo tempo?
OLLIO Mio padre, quando mi faceva guardare il ciclo, dalle colline della California, mi parlava spesso dell'esistenza delle anime che per misteriose ragioni si accumulano piangenti in certi luoghi sopraterreni.
MASTRO-DON GESUALDO Vuoi dire che questa buca è il regno dei morti? Uguale alle fosse dei nostri cimiteri dove si buttavano i cadaveri dei poveri. Ricordi, Giovanni? Se si guardava, si intravedevano membra in putrefazione, ossa che vi si accumulavano, ragni, neri scorpioni, serpenti e tanti verminai. Oh, la nostra vita è niente! Di queste fosse ne ho viste a Mineo, Vizzini, Licodia Eubea, Francofonte, e in tutti i paesi dove andavo a vendere ulive, o grano, o senape, od orzo.

Commento. Neretto aggiunto per sottolineare cose e pensieri.

lunedì 12 gennaio 2009

Quando finisce


Quando finisce un amore? Nessuno lo sa esattamente. Non è come accendere e spegnere la luce. Ce ne accorgiamo dopo un po', a volte non ce ne accorgiamo affatto. A volte facciamo finta che non sia finito. Mai e poi mai finisce, come dire, all'unisono: troppi controtempi e malintesi e silenzi e... Spesso di tutte queste alternative scegliamo la più tranquillizzante.
Quel consiglio di De André "ama e ridi se amor risponde / piangi forte se non ti sente" è più facile da praticare nella prima parte. Ti accorgerai quanto è sordo il disamore dell'altro e scoprirai, all'improvviso, che "è finito un amore". La luce era già spenta, ma non te n'eri accorto.

domenica 11 gennaio 2009

Siamo vicini

Un membro del Governo islaeliano, uscendo oggi dal Consiglio dei Ministri, ha affermato - Siamo vicina al raggiungimento dei nostri obiettivi -. Dopo aver raggiunto 800 morti forse si pensa di farne almeno 1000.
Un portavoce di Hamas ha rifiutato la proposta del mediatore egiziano dicendo - Non vogliamo truppe straniere nel territorio di Gaza -. Dopo incursioni continue islaeliane di terra, di mare e di terra, si rifiuta una forza di interposizione terza.

Non bisogna essere esperti di diplomazia internazionale per affermare che sono due posizioni insensate. Ma tutto ciò che avviene oggi lì è contrario al buon senso e alla pacificazione. C'è sempre comunque chi paga il conto e dovremmo stare tutti da quella parte.

sabato 10 gennaio 2009

Dalla parte dei matti

Eugenio Borgna è primario emerito di Psichiatria all'Ospedale di Novara e libero docente in Clinica delle malattie nervose e mentali all'Università Statale di Milano, nel suo libro Come uno specchio oscuramente (libro talmente complesso e ricco di suggestioni non solo nel campo psichiatrico, ma anche di letteratura e arte che non oso nemmeno tentare di commentare) descrive la storia clinica di una paziente del neurologo Erwin Straus (1891-1975). La paziente non era in grado di scrivere, o di pronunciare, parole che, anche molto allusivamente, rimandassero ad una qualche connessione tematica con la morte. I testi delle lettere che scriveva, naturalmente, erano lacunosi: interrotti da spazi bianchi, corrispondenti alle parole disperatamente cancellate nel timore che, alludendo esse alla morte, questa realmente giungesse.
Una angoscia ossessiva della morte trasformata in scrittura lacunosa.

Ho provato ad immaginare quei testi e mi sono arreso all'evidenza.

venerdì 9 gennaio 2009

da Animali in versi di Franco Marcoaldi


(L'angelo della vita, Segantini)

Angelo Cane (*)

Angelo mio, m'immaginavo
che volassi in uno spazio
sideralè e invece
sei comparso a quattro zampe
sotto forma d'animale.
Ora di me si dice che ho perso
il senno e il senso delle
gerarchie e delle proporzioni.
Ma la tua bestiale incarnazione
conferma solo che la metafisica
dimora non in cielo,
ma all'altezza dei talloni.


Sapienti, santi

Che fanno i cani? Tacciono
e domandano. Offre natura
con semplicità, il tormentoso
ideale di sapienti e santi.

(*) Mi son permesso di mettere la maiuscola anche al cane.

mercoledì 7 gennaio 2009

E lieve lieve, Ernesto Ragazzoni

…e lieve lieve
cade la neve
sull’alta pieve
di Pontassieve
e il tetto breve
che ne riceve
più che non deve
si fa ben più greve
ahi troppo greve
sempre più greve
e cade in breve
non più la neve
sovra la pieve
sibben la pieve
sovra la neve
che cade lieve
sull’alta pieve
di Pontassieve
e il tetto breve
che ne riceve
più che non deve
si fa più greve
sempre più greve
ahi troppo greve
e cade in breve
non più la neve
sovra la pieve
sibben la pieve
sovra la neve
che cade lieve
sull'alta pieve
di Pontassieve
e il tetto breve…

(Ernesto Ragazzoni)

Commento. Poesia lieve come la neve che cade lieve sopra la Pieve di Pontassieve. Non c'è la Pieve di Pontassieve, ma la neve cade lieve lieve e non è affatto greve...

Per i bambini di Gaza

ERODION
Immaturamente
Ombra
Qui posa.
La disfece nel suo sesto inverno
La Morte delittuosa.
Tu che il mio piccolo campo avrai
Dopo di me, chiunque tu sarai,
Alle sue magre manine darai
Il prescritto tributo d'anno in anno.
Stiano in perpetuo i tuoi lari,
Sulla tua gente non cada malanno:
Questa pietra di pianto
Resti nella tua terra
sola

Marziale, Epigrammi X, 61. Traduzione di Guido Ceronetti

Commento. Quella pietra, lo sappiamo purtroppo, non resterà sola. I Signori della guerra vogliono così. E' il vicolo cieco che hanno imboccato da tempo, fedeli ai loro integralismi, per vendicare i loro martiri, per difendere i loro bambini uccidendo quelli degli altri. Ciascuno pensa che la pace si potrà fare solo quando il nemico sarà annientato e si bruciano bandiere per mimare l'incenerimento del nemico. Tutti senza memoria.

Come siamo messi

Vi racconto come siamo messi in Italia facendo un esempio pratico che descrive il clima (e non parlo della neve).

Grande azienda dell'editoria piemontese. Azienda solida ben appoggiata politicamente (o appoggia i politici con finanziamenti?). Classe operaia "aristocratica" con stipendi 20% più alti del settore (utilizzando escamotage tipo straordinari fissi, anche se non c'è nulla da fare). Trama interna di parentele fittissima: padri e figli, nipoti e zii (qualcuno, fortunato, pure la moglie su in ufficio). Si entra solo per conoscenza diretta della famiglia. Sindacato barricadero negli anni '68-'69 che ora è solo CISL, la CGIL è bandita, non entra in fabbrica e stop. Tutti i servizi appaltati. In particolare servizi di facchinaggio (si sa gli aristocratici disdegnano il lavoro manuale!). Questi lavori sono gestiti da cooperative. Naturalmente queste cooperative hanno (proprio perché sono coop) stipendi per contratto del 10% più bassi, ma hanno anche il contratto delle imprese di facchinaggio e non quello dei grafici. Lavoro del personale a tempo indeterminato, ma ogni anno la coop cambia nome e quindi si firma un nuovo contratto. Malgrado questo la coop fa pasticci e si impegola con una causa davanti al Pretore per l'applicazione contrattuale scorretta ai propri dipendenti. Siamo quasi al giudizio finale. La coop si scioglie e l'azienda appaltatrice affida il lavoro ad altra società che si impegna ad assumere alcuni dipendenti della coop sciolta. La nuova società che prende l'appalto applica il contratto dei grafici, ma azzera gli aumenti ad personam e le altre plebende e inquadra tutto il personale al livello più basso di accesso. Una riduzione di stipendio, per chi viene assunto, da € 150 a 350. Il 20% è licenziato compresi naturalmente la sindacalista. Quest'ultima si presenta il giorno 3/1/09 con il "provinciale" della CGIL che non riesce nemmeno a superare la portineria. Non è che alle "trattative" precedenti fosse andata meglio: si presentano per l'azienda dell'editoria tre avvocati e la povera sindacalista (ex dipendente di impresa di pulizie promossa per meriti di partito a quadro sindacale) viene zittita in pochi minuti. Quegli aumenti ad personam erano un retaggio di incarichi veri o fittizi a singole persone che nella maggior parte dei casi non erano più in atto da tempo (alcuni da 5-6 anni), ma che il sindacato ha strenuamente difeso come "diritto acquisito". In compenso i dipendenti non hanno visto un euro di dividendi della coop in tre anni di lavoro e il loro salario prevede TFR inglobato nella paga, malattia non pagata fino al terzo giorno, ferie a discrezione.
Questo è il mondo del lavoro oggi: i "padroni" (si può dire ancora questa parola?) fanno quelle che gli pare, il sindacato quando fa delle battaglie sono di retroguardia, non incide su nulla, non controlla nulla, non ha strumenti per difendere cicchessia. I lavoratori protetti sono chiusi nella difesa corporativa dei privilegi acquisiti e se ne fottono degli altri. Centinaia di persone (soprattutto giovani, ma non solo) vivono in uno stato di completa e perenne precarietà, senza salari adeguati, ammortizzatori sociali, senza garanzie contrattuali.
Ecco come siamo messi.

martedì 6 gennaio 2009

Un appello per Gaza

C'è un modo per evitare il massacro di civili. C'è un modo per salvare il popolo palestinese. C'è un modo per garantire la sicurezza di Israele e del suo popolo. C'è un modo per dare una possibilità alla pace in Medio Oriente. C'è un modo per non arrendersi alla legge del più forte e affermare il diritto internazionale:

CESSATE IL FUOCO IN TUTTA L'AREA
RITIRO IMMEDIATO DELLE TRUPPE ISRAELIANE
FINE DELL'ASSEDIO DI GAZA
PROTEZIONE UMANITARIA INTERNAZIONALE

Facciamo appello a chi ha responsabilità politiche e a chi sente il dovere civile perché sia rotto il silenzio e si agisca. Le Nazioni Unite e l'Unione Europea escano dall'immobilismo e si attivino per imporre il pieno rispetto del diritto internazionale
L'Italia democratica faccia la sua parte.
Le nostre organizzazioni si impegnano, insieme a chi lo vorrà, per raccogliere e dare voce alla coscienza civile del nostro paese.

ACLI, ARCI, LEGAMBIENTE, CGIL, AUSER, LIBERA, RETE LILLIPUT, Associazione ONG Italiane - Piattaforma Medio Oriente, Fondazione Angelo Frammartino, Beati i Costruttori di Pace, FIOM, CGIL Funzione Pubblica, Un ponte per…, AIAB, CIES, GRUPPO ABELE, CIPAX - Centro Interconfessionale per la pace, Donne in Nero, A Sud, FAIR, Fairtrade Italia, Forum Ambientalista, UCODEP, Terres des Hommes International, Armadilla Onlus, SDL Intercategoriale, Tavola Sarda per la pace, Famiglia di Angelo Frammartino, Luigi Ciotti, Flavio Lotti, Luciana Castellina, Giuliana Sgrena, Enzo Mazzi - Isolotto Firenze, Luisa Morgantini, Vittorio Agnoletto, Giovanni Berlinguer, Sergio Staino, tanti gruppi locali, docenti, amministratori locali, pacifisti e pacifiste, cittadini e cittadine….


06/01/2009

Ry Cooder, Bobby King - Chain Gang



LAVORI FORZATI

*(Oh tu non sai)
Quello è il sogno degli uomini
che sono ai lavori forzati (Oh tu non sai).
Quello è il sogno degli uomini
che sono ai lavori forzati.
Per tutto il giorno lavorano duramente,
Fin quando il sole non tramonta.
Lavorando in vie principali e in strade fuori mano,
E con viso arcigno
Li senti da lontano lamentarsi delle loro vite.
Poi ti capita di dire qualcuno che dice:

* Si ripete

Senti qalcuno dire
Lavoro, lavoro così duramente
Guarda la mia donna, che amo così tanto
Ma sono obbligato a stare qui e lavorare;

* Si ripete

Dio mio, Dio mio, Dio mio, Dio mio, lavoro così duramente
Dammi dell’acqua, ho sete!
Lavoro così duramente
Li senti lamentarsi delle loro vite
e poi senti qualcuno che dice:
* Si ripete
* Si ripete

Brrrr.....


Calicantus, i tuoi fiori emergono dalla neve come promessa di una nuova primavera.


Si, si, anche tu, cespuglio sempreverde hai trovato il modo di metterti in mostra con le lucine natalizie.


Nevica su tutto, anche sulla chiesetta abbandonata.

(Cliccando sulle foto si ingrandiscono)

lunedì 5 gennaio 2009

sabato 3 gennaio 2009

Herbie Hancock - Jazz Fusion Cantelope Island

Paul Auster, L'invenzione della solitudine

Leggendo di Paul Auster "L'invenzione della solitudine" ho letto -Comprendo che è impossibile entrare nella solitudine altrui. Seppene possiamo arrivare a conoscere molto parzialmente un altro essere umano, questo vale solo entro i limiti da lui stesso imposti. Un uomo dice :ho freddo. Oppure non dice niente, ma lo vediamo rabbrividire. In entrambi i casi, appuriamo che ha freddo. Ma quando un uomo non dice niente e non rabbrividisce? Dove tutto è refrattario, dove tutto è arcigno ed evasivo, non si può far altro che osservare. Quanto poi si riesca a dedurre dall'osservazione, è tutt'altro discorso.-

Mi è venuto alla mente che qualcuno di recente mi ha rimproverato di avere quei tratti "arcigni ed evasivi" che Auster "riconosce" in suo padre. Non nego che questa impressione ci sia sul mio volto, ma forse guardando meglio si potrebbe vedere anche un leggero brivido di freddo. Mi sbaglio?

venerdì 2 gennaio 2009

Tom Waits - Tom Traubert's Blues - 1977



IL BLUES DI TOM TRAUBERT

Sconvolto e ferito, e non è certo un caso,
di certo ho avuto quel che ho pagato
a domani, ciao Frank, che mi presti
un par di dollari per andare
a ballare Waltzing Mathilda, Waltzing Mathilda, che ci vieni
a ballare Waltzing Mathilda insieme a me?

Sono vittima innocente di un vicolo cieco
e ne ho abbastanza di tutti 'sti soldati qui
nessuno parla inglese e tutto quanto è distrutto
e i miei scarponi sono bagnati fradici
per ballare Waltzing Mathilda, Waltzing Mathilda, che ci vieni
a ballare Waltzing Mathilda insieme a me?

e ora i cani abbaiano e i tassì che parcheggiano
posson fare tante cose per me
ti ho pregato di pugnalarmi
mi hai fatto uno strappo alla camicia
e stasera sono giù come una bestia
barcollavo in preda all'Old Bushmills [*]
e tu hai seppellito il pugnale
il tuo profilo alla finestra illuminata per andare
a ballare Waltzing Mathilda, Waltzing Mathilda, che ci vieni
a ballare Waltzing Mathilda insieme a me?

Ora ho perso il mio San Cristoforo
ora che l'ho baciata e che
il bandito monco sa,
e che il dissidente cinese, i segnali a sangue freddo
e quelle spogliarelliste laggiù vanno
a ballare Waltzing Mathilda, Waltzing Mathilda, che ci vieni
a ballare Waltzing Mathilda insieme a me?

No, non voglio la tua simpatia
i fuggitivi dicono che le strade non son fatte per i sogni ora
stragi retate di polizia e il fantasma che vende ricordi
tutti vogliono un pezzo d'azione e comunque vanno
a ballare Waltzing Mathilda, Waltzing Mathilda, che ci vieni
a ballare Waltzing Mathilda insieme a me?

e puoi chiedere a qualunque marinaio
e anche le chiavi al carceriere
e i vecchi in carrozzina sanno
che Mathilda è l'imputata, ne ha ammazzati un centinaio
e ti vien dietro ovunque vada
a ballare Waltzing Mathilda, Waltzing Mathilda, che ci vieni
a ballare Waltzing Mathilda insieme a me?

è come una vecchia valigia ammaccata
da qualche parte in un albergo
e una ferita che non guarirà mai
nessuna primadonna, il profumo
è su una vecchia camicia macchiata
di sangue e whiskey
e buonanotte agli spazzini
al metronotte ai guardafiamma
e buonanotte pure a Mathilda.

(Versione italiana di Riccardo Venturi)

[*] marca di whisky (irlandese)

giovedì 1 gennaio 2009