lunedì 27 aprile 2009

Federico Garcia Lorca, Meditazione sotto la pioggia

La pioggia ha baciato il giardino provinciale
con profonde cadenze sulle foglie.
L'aroma sereno della terra bagnata
inonda il cuore di tristezza remota.

Si lacerano nubi grigie nel muto orizzonte.
Sull'acqua addormentata della fonte, le gocce
cadono sollevando chiare perle di spuma.
Fuochi fatui che spegne il tremolio delle onde.

La pena della sera raggela la mia pena.
Il giardino si è riempito di monotona tenerezza.
Devo perdere tutta la mia sofferenza. Mio Dio,
come si perde il dolce suono delle fronde?

Tutta l'eco di stelle che c'è nella mia anima
mi aiuterà a lottare con la mia forma?
E l'anima vera si sveglia nella morte?
E ciò che ora pensiamo lo inghiottirà l'ombra?

O com'è tranquillo il giardino sotto la pioggia!
Il mio cuore è trasformato dal casto paesaggio,
in un rumore di idee umili e tristi
che dà nel mio petto un battito di colombe.

Nasce il sole. Il giardino sanguina giallo.
C'è intorno una pena che soffoca,
sento la nostalgia della mia infanzia inquieta,
il desiderio d'essere grande in amore, le ore
passate come questa a contemplare la pioggia
con tristezza.

Capuccetto rosso andava per il sentiero...
Addio mie favole, oggi medito, confuso,
davanti alla fonte torbida che dall'amore mi nasce.

Dovrò perdere tutte le mie sofferenze, mio Dio,
come si perde il dolce rumore delle fronde?
Riprende a piovere. Il vento riporta le ombre.
Pensierino. Dovrò perdere tutte le mie sofferenze? No, lasciane almeno qualcuna, pioggia, mi farà apprezzare di più la felicità (quando arriverà, all'improvviso).

domenica 26 aprile 2009

La mer di Charles Trenet [se avete un po' di pazienza è la musica di sottofondo]


Qu'on voit danser le long des golfes clairs
A des reflets d'argent
La mer
Des reflets changeants
Sous la pluie
[Il mare
Lo vedo danzare lungo i golfi chiari
Dai riflessi d’argento
Il mare
Dai riflessi cangianti
Sotto la pioggia]

La mer
Au ciel d'été confond
Ses blancs moutons
Avec les anges si purs
La mer bergère d'azur
Infinie
[Il mare
Nel cielo estivo confonde
I suoi bianchi flutti ovini
Con gli angeli così puri
Il mare pastore d’azzurro
Infinito]

Voyez
Près des étangs
Ces grands roseaux mouillés
Voyez
Ces oiseaux blancs
Et ces maisons rouillées
[Guardate
Vicino agli stagni
I grandi canneti bagnati
Guardate
Gli uccelli bianchi
E le case arrugginite]

La mer
Les a bercés
Le long des golfes clairs
Et d'une chanson d'amour
La mer
A bercé mon coeur pour la vie
[Il mare
Li ha cullati
Lungo i golfi chiari
Con una canzone d’amore
Il mare
Che culla il mio cuore
Per tutta la vita]

Pensierino. In questa giornata piovosa, chissà perché, nel bel mezzo della pianura padana, ho pensato a questa piccola e delicata canzone di Charles Trenet e sono andato a cercare una foto del mare di questa estate.

sabato 25 aprile 2009

25 Aprile Festa della Liberazione dai nazi-fascisti

Dalle belle città date al nemico

Dalle belle città date al nemico
fuggimmo un dì su per l'aride montagne,
cercando libertà tra rupe e rupe,
contro la schiavitù del suol tradito.
Lasciammo case, scuole ed officine,
mutammo in caserme le vecchie cascine,
armammo le mani di bombe e mitraglia,
temprammo i muscoli ed i cuori in battaglia.

Siamo i ribelli della montagna,
viviam di stenti e di patimenti,
ma quella fede che ci accompagna
sarà la legge dell'avvenir.
Ma quella legge che ci accompagna
sarà la fede dell'avvenir.

Di giustizia è la nostra disciplina,
libertà è l'idea che ci avvicina,
rosso sangue è il color della bandiera,
partigian della folta e ardente schiera. *
Sulle strade dal nemico assediate
lasciammo talvolta le carni straziate.
sentimmo l'ardor per la grande riscossa,
sentimmo l'amor per la patria nostra.

Siamo i ribelli della montagna,
viviam di stenti e di patimenti,
ma quella fede che ci accompagna
sarà la legge dell'avvenir.
Ma quella legge che ci accompagna
sarà la fede dell'avvenir.


(1944)
Parole di Emilio Casalini "Cini".
Musica di Angelo Rossi "Lanfranco"


mercoledì 22 aprile 2009

Cielo minaccioso


Cielo minaccioso sopra la chiesa.
La tortora, per sicurezza, ha scelto
il braccio destro della croce
e si pulisce le piume con il becco.

domenica 19 aprile 2009

Nessuno si stupirebbe...

(Ingrandire cliccando sulla foto)

Nessuno si stupirebbe se questi fiori prendessero

all'improvviso il volo...

Ricettina


Frittatine alle erbe.

(Ideale per una cena in piedi. Con le quantità indicate se ne ottengono circa 30.)


Sbattere 6 uova, quindi unire o una grossa cipolla dolce o 6 cipollotti finemente tritati, un mazzetto di prezzemolo o di coriandolo tritato, alcuni rametti di menta fresca o due cucchiai di menta secca.

Mettere in olio ben caldo il composto usando un cucchiaio ( per formare tante frittatine) e, non appena l'uovo sarà rappreso, giratelo dall'altra parte per farlo dorare.

Si mangiano calde o fredde.


(Ricetta tratta da Claudia Roden "La cucina del medio oriente e del nord africa" ed. Ponte delle grazie.)

sabato 18 aprile 2009

Abbas Kiarostami versus guglielmo, Temo/Amo

Temo l'altitudine
sono caduto da una vetta,
temo il fuoco
mi sono bruciato più volte,
temo la separazione
ho sofferto molto,
non ho paura della morte
non sono mai morto,
neppure una volta.
(A.K)

Amo la pianura
è impossibile cadere,
amo l'acqua del fiume
il fuoco non può raggiungermi,
amo la separazione
è preludio di nuovi incontri,
temo la morte
l'ho sentita nel cuore,
alcune volte.
(guglielmo)

-ricevo da Ginetta-
Mi è piaciuta la poesia-gioco psicologico dell'amo e temo. Così l'ho fatta anch'io: e' meglio di una seduta dallo psicanalista e non costa nulla.

Amo la vita
perché non è mai abbastanza triste
per smettere di essere un dono
Amo la collina
non così alta da spaventarmi
ma sufficiente per permettermi
d'osservare il mondo
Temo l'acqua del lago troppo ferma
per non crearmi angoscia,
Temo la separazione
perché ho bisogno degli altri
più di quanto voglia ammettere,
Temo la morte mentale
perché non dovrebbe
appartenere alla vita.

Però forse ha ragione il tuo poeta: si dovrebbe avere sempre paura di ciò che ci ha già fatto male e guardare fiduciosi al futuro, invece, in genere, temiamo molto quello che non conosciamo, credendolo, per pregiudizio, peggiore di ciò che abbiamo già provato.
(filosofia spicciola di un mattino di sabato).

ciao (ginetta)

venerdì 17 aprile 2009

Consigli


Passerotto vola via, che la gatta ti ha adocchiato. Lascia perdere i vermi che escono dalla terra alla prima pioggia di primavera. Meglio lo stomaco vuoto che lasciarci il becco -:)

giovedì 16 aprile 2009

Ricordi


Ci sono particolari, piccole cose alle quali la memoria si aggrappa e quando vengono ricordati aprono una finestra di immagini ed emozioni. Tutte le volte che scopro i miei occhiali orribilmente sporchi, penso a mia zia Carla. E' un gesto di affetto nei miei confronti. Ci vedevamo poco, lei abitava a Torino e le visite erano occasioni memorabili. Mi guardava sorridento e, scoprendo gli occhiali sporchi, me li sfilava e puliva accuratamente. Cara zia Carla, ti ricordo così.

Appello politico per una ricostruzione in Abruzzo senza le infiltrazioni mafiose.

Rimando con un link al blog di Luz per questo appello.

mercoledì 15 aprile 2009

Un blog, due amiche

Leggo sempre, con grande piacere il blog S_carogne di Sara ed Erba, due ragazze pugliesi. E la cosa mi mette di buon umore. L'effetto è quello palliativo di chi va a vedere un film horror per poi tornare a casa e scoprire, rassicurato, che l'horror domestico non è poi tanto male. C'è però un guaio: chi frequenta questi generi ne fa un consumo compulsivo perché danno assuefazione e l'adrenalina dopo un po' non corre come dovrebbe. Con loro non c'è questo effetto collaterale: riescono sempre a spiazzare con le loro trovate. E il loro genere è la commedia sarcastica, un umorismo inglese se non fosse condito di forti odori e colori del Salento.
Sara è una precaria universitaria a vita, che lavora per arrotondare (o meglio questa forse è la vera fonte di reddito) in un ristorante come cameriera. Vive con due esseri umani e qualche animale per casa (le parti non sono ben definite: animali e umani se le scambiano spesso con esiti esilaranti). Erba ha una vita più "normale" (questa definizione mi potrebbe far appioppare uno "stronzo", ma loro non mi leggono), con una famiglia e due figli. Non ho capito esattamente (forse sono distratto io) cosa faccia di mestiere, forse non importa molto. Nemmeno a lei.
Le due sono ferocemente amiche da una vita con tutti gli scazzi annessi e connessi. Hanno scritto un libro (LA CREATURA, la chiamano, come un bambino) a quattro mani che è stato presentato a svariati editori con scarsi risultati editoriali e divertenti serate nei più improbabili ristoranti del sud. Se solo ci fosse in questo libro 1/5 dello spirito che mettono nel loro blog sarebbe da leggere subito. Temo che non lo leggeremo mai, visto quale è lo stato della editoria oggi in Italia e l'attenzione che rivolge ai giovani autori. Ma forse la loro maggiore vocazione sta proprio nella sceneggiatura: le vedrei bene come autrici feconde di teatro, di cinema e di TV (nell'ordine). Continuate così.

Le rappresentazioni del Potere


Paolo III e i nipoti Alessandro e Ottavio Farnese è un dipinto ad olio su tela di cm 210 x 176 realizzato nel 1546 dal pittore italiano Tiziano.
È conservato alla Galleria di Capodimonte a Napoli.
Ritrae il vecchio papa Paolo III, seduto su di una sedia, con il nipote Ottavio, genuflesso, e dietro Alessandro in abito cardinalizio.

Il bel libro di Antonio Forcellino "1545. Gli ultimi giorni del Rinascimento" edito da Laterza punta l'attenzione, nella sua parte centrale, su questo quadro del Tiziano ed in particolare sulla immagine che vuol dare di sé il potere (in questo caso il potere papale di Papa Paolo III Farnese).
Il pittore è un semplice strumento come il pubblicitario lo è del prodotto commerciale che deve promuovere e nel caso di Tiziano è uno strumento oltre che di eccezionale capacità tecnica e sensibilità, anche assai duttile alle richieste di modifiche e correzioni con un atteggiamento sempre deferente verso il committente dal quale vuole in cambio privilegi e rendite per sé e la sua famiglia. Una deferenza parassita che ha come obiettivo l'ottenimento di favori e protezioni dal Potere che conosciamo molto bene in Italia.
Del quadro si sono date fino a non molti anni fa interpretazioni che, alla luce della ricca documentazione presentata dal Forcellino, non reggono al vaglio critico. Si voleva infatti attribuire a Tiziano un atteggiamento critico nei confronti della famiglia Farnese rilevato dall'atteggiamento dei tre personaggi del quadro che sembrano attraversati da una forte tensione.
Dice l'Autore:
"Il moralismo moderno aveva bisogno di ribaltare i ruoli, raccontando un pittore disgustato dalle ambizioni dei suoi committenti. Come se il talento estetico di Tiziano dovesse necessariamente accompagnarsi ad una spiccata sensibilità etica, in un'epoca nella quale quasi sempre i due valori non erano coincidenti e la seconda neppure necessaria. La realtà fu molto diversa. Tiziano mise il proprio talento al servizio dei Farnese, che ne furono felicissimi e soddisfatti come di un negoziato politico portato a buon fine. A quel fine aveva piegato tutta la sapienza dell'arte rinascimentale, incluse le ricerche di Raffaello. Ricevette un rimborso prima di tornare a Venezia e la promessa di quel beneficio che si era guadagnato con tanta devozione. Dei beneficio continuò a trattare con il cardinale con la rispettosa devozione che gli era dovuta, e perfino quando fu chiaro che non l'avrebbe avuto non smise di considerare il cardinale Alessandro Farnese un suo protettore, come dimostra la dedica delle sue stampe nel 1566. ifdisappunto immaginato dai romanzieri ottocenteschi e dagli storici novecenteschi sensibili a quei romanzi non aveva spazio nel rapporto rigido stabilito nel Cinquecento tra committente ed artista. Il talento era piegato al servizio del committente perché solo nella sua piena soddisfazione l'artista trovava la possibilità di continuare la propria produzione. Il dipinto di Tiziano, realizzato in una corte stremata dai conflitti e dalle tensioni, ha, proprio grazie al talento dell'artista, la calma e la regalità che doveva avere il ritratto di Stato destinato alla divulgazione e alla seduzione dei cortigiani. Tiziano ha saldato il proprio talento e le proprie ambizioni al talento e alle ambizioni dei committenti, tenendosi prudentemente alla larga da ogni giudizio morale. Questa separazione tra giudizio morale e prestazione professionale era pratica comune in Italia da cento anni almeno. Niente fa più estraneo al Rinascimento del giudizio morale ed etico sui grandi protagonisti del tempo. Anche quando, come fu per i papi e i cardinali, il loro ruolo postulava integrità morale, si fecero grandi sforzi per tenere distinte le debolezze degli uomini dall'azione che istituzionalmente intraprendevano. Questa separazione divenne incomprensibile nell'Ottocento, quando la moralità codificata divenne il parametro di giudizio di ogni attività umana. Almeno nella sua dimensione pubblica. Si ricercò anche nel Rinascimento italiano questa unità di morale e talento ma questo fu forse il modo più radicale di tradirlo."

lunedì 13 aprile 2009

Ci sono luoghi


Ci sono luoghi che sembrano abbandonati e lo sono. Non "servono" più a niente e a nessuno
. Eppure un caparbio rispetto o leggendaria superstizione li ha in qualche modo mantenuti nel tempo. Ne sono rimasti dei "resti", delle ombre
che evocano qualcosa (o forse niente) a chi passa per caso o li cerca per curiosità. Le rovine parlano ( a chi le sa ascoltare) di uomini e di donne, di fatica e lavoro, di malattia e di morte, di fede e di incredulità.
Una chiesa senza tetto: cosa c'è di meglio per scrutare il cielo cercando di cogliere un segno di un dio muto? Un cancello chiuso custodisce uno spazio vuoto, pieno di nulla (è questa la sua ricchezza da proteggere?). Finestre da dove è possibile solo guardare dentro su panorami di mattoni allineati. Sulla tomba i fiori di stagione crescono e appassiscono: la natura che ha travolto l'uomo morto "per morbo di spagnola nell'Agosto del 1918" ora sembra risarcirlo con questo delicato omaggio.  
Ci sono luoghi che sembrano abbandonati, ma sono più pieni di vita di un centro commerciale.


   







Oggi


Oggi è il mio 59° compleanno e allora mi dedico un motto di Epicuro:

“Mai si è troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità. A qualsiasi età è bello occuparsi del benessere dell'animo nostro”.
[In attesa della felicità, aggrappato ad un ramo nella corrente, guardo il Tremacùa (Ballerina bianca). Ingrandire la foto per vedere l'uccellino sul ramo.]
Tanti auguri ammè.

domenica 12 aprile 2009

Ma dove erano ?

Ora la Procura di L'Aquila indaga sulle responsabilità di chi ha costruito opere pubbliche (Ospedale, Prefettura, Palazzo del Governo, Palazzo della Provincia ecc) non rispettando le norme antisismiche e crollati o resi inagibili in gran parte dal recente terremoto. Ci sono stati persino studi (progetto SAVE – Strumenti Aggiornati per la vulnerabilità sismica del patrimonio Edilizio dei sistemi urbani) finanziati da alcune regioni (Molise, Puglia, Abruzzo) e dalla Protezione Civile per valutare questi problemi che hanno prodotto già dal 2002 volumi documentati e puntuali.
Una domanda sorge spontanea: che ha fatto la Procura della Repubblica dal 2002 fino ad oggi?

PS Immagine. Volevo mettere un'immagine che non ho trovato. Ve la racconto. Su un'alta scogliera sono schierati uomini in abito talare (vescovi , cardinali, papi) e civili. Guardano archignamente giù sulla spiaggia la lotta di feroce di due scorpioni impegnati in un duello mortale. La ricordo come una immagine di un vecchio film di Louis Bunuel intitolato L'âge d'or. Potrei sbagliarmi, ma non credo.

sabato 11 aprile 2009

Qualcuno per fortuna...

Qualcuno, per fortuna, ha cominciato a mandare affanculo qualche giornalista o fotografo invadente. E' sempre difficile presentare le tragedie che avvengono nel mondo ed il dolore che ne consegue. L'equilibrio tra "trascurare" una notizia e "sovra-esporla" è sempre in agguato. Certamente serve la solidarietà e l'attenzione, ma quando si "consuma" il terremoto che un reality, certamente l'effetto è un altro.
Da principio, infatti, non volevo occuparmi su questo blog del terremoto de L'Aquila, per una forma di "pudore dei sentimenti" che mi è più congeniale. Poi ho dato solo spazio a testimonianze di solidarietà per persone che ho conosciuto su questo blog come Anna e che vivono in quelle zone e stanno subendo i guai del terremoto. E', se volete, una solidarietà meno generalista, ma più mirata, personale, diretta. Non so se sia meglio o peggio. Mi ritrovo meglio in questo modo di essere vicino alle persone che hanno perso tutto.

giovedì 9 aprile 2009

Un appello per una amica dall'Aquila

CIAO GUGLIELMO, SCUSA SE PIOMBO DA TE CON QUESTO MESSAGGIO...
MI E' ARRIVATO QUESTO COMMENTO:
"ANNA NECESSITA DI PC PORTATILE E CHIAVETTA PER COLLEGAMENTO INTERNET"
IL BLOG E' www.miskappa.blogspot.com
SE NON TI DISPIACE SEGNALALO.
A PRESTO.
DARK

Commento. Anna è una conoscenza di lunga data. E' stata travolta da questo cataclisma ed ora tenta di reagire con tutte le sue forze rimanendo nella sua terra.  

Mi scuso

Non so cosa sia successo, ma il post "Una poesia per ogni visitatore incauto di questo blog" è letteralmente sparito. Naturalmente non avevo salvato nulla altrove e quindi le poesie scelte con cura se ne sono andate nel famoso cimitero dell'informatica che, mi assicurano, c'è da qualche parte nel web.
Il blog è stato bloccato agli accessi per un tempo non definito (poche ore comunque) e il mio accesso è avvenuto in modo assai funambolico per una serie di problemi contemporanei con la posta.
Ciao a tutti.

Ora la TV


ci fa 24 ore al giorno la cronaca del terremoto. Da tre mesi la terra tremava e nessuno ne parlava. Ora il terremoto è entrato nel circo mediatico della politica e allora arrivano ministri, premier, Presidente della Repubblica e Papa...
I veri sciacalli sono loro.

martedì 7 aprile 2009

SMS al 48580 (Protezione Civile)

Un euro per il terremoto dell'Abruzzo.

Antifascismo


Forza Nuova, nel bagno l'appello ai camerati.
La scritta campeggiava in un bagno dell'albergo milanese che ha ospitato il convegno organizzato dai militanti di Forza Nuova (movimento politico di estrema destra): "Camerata, non gettare la carta asciugamani nel Water" (con tanto di W maiuscola). E alla fine il ringraziamento, danke, scritto in tedesco.
[5 aprile 2009 da Repubblica]

domenica 5 aprile 2009

Intrecci (per ora è una fotografia)



- Primo pensierino -

Lei - Non mi ami
Lui - Non direi, ti amo anch'io
Lei - Forse, ma non come ti amo io
Lui - Infatti io ti amo a modo mio


Commento. Ecco forse è questo uno dei problemi dell'amore. Non è (quasi mai) simmetrico. C'è sempre qualcuno che ama più dell'altro e che, naturalmente accusa il parter, proprio perché ama di meno, di non amare "abbastanza". Di qui si imbocca la strada delle recriminazioni infinite, dello stillicidio dei rancori, che portano inevitabilmente al disamore. Ma anche il disamore è asimmetrico e quindi...

- Si accettano persierini di ricambio -

sabato 4 aprile 2009

Equivoci. Gli effetti collaterali

C'è un effetto collaterale alla scoperta della nostra personalità prismatica(*). Già perché quando si fa questa scoperta ci si trova all'improvviso di fronte ad un sé assai sfuggente dai contorni indefinibili . E questo può create disagio, paura o farci giungere, addirittura, al panico. Diciamo che si salvano gli attori che abbiamo definito "specializzati" in un ruolo: loro sono tranquilli, aspettano che si faccia un film che preveda la loro parte e chiedono la parte. L'unico loro problema è che il "genere" nel quale si sono specializzati cada in disuso passi di moda (tipo il western all'italiana) e allora sono tagliati fuori per sempre.
Ma gli altri, quelli che recitano più parti, che si ritengono duttili o sono semplicemente più curiosi, questi si trovano, arrivati ad una certa età, a scoprire quell'inghippo e allora possono essere dolori.
A dire la verità non è detto che questa scoperta sia vissuta sempre come un guaio, a patto che si abbia una visione un po' più duttile del proprio sé o di quello che si crede esso sia.
Difficile contrastare lo sbalordimento della scoperta della nostra "personalità prismatica" quando si ha in mente un qualcosa di definito ("io sono fatto così"), tutto si irrigidisce e si diventa fragili. Il guaio diventa che non si riesce a capacitarsi di essere fatti anche in un altro modo ed in un'altro ancora. Si è colpiti da improvvisa vertigine e si rischia di cadere a terra perdendo i(l) sensi(o).


(*) Non sono uno psicologo ne uno psicanalista e quindi mi si perdonerà un certo eclettismo nella terminologia. Devo l'uso di questo termine a Lorena anche se la usava in altro contesto.

Intermezzo. Biancospino (con profumo da immaginare) e bianconiglio (scoprilo) durante la passeggiata al Ticino




venerdì 3 aprile 2009

Equivoci

Parlare di equivoci in amore è d'obbligo. Forse l'amore stesso si base su un equivoco: si pensa di amare un uomo o una donna per l'immagine che abbiamo di lei o di lui, ma quell'immagine (non parlo evidentemente solo di quello che si vede) è una costruzione nostra. Naturalmente una costruzione che l'altro ha, come dire, "promosso" in qualche modo per accondiscendenza o più semplicemente per voglia di piacere: un rapporto costruisce ruoli nei quali i due partner recitano una loro parte. Una parte che come in ogni buona sceneggiatura non può che avere un suo sviluppo quasi naturale. Così non deve sollevare alcun stupore che le stesse persone "diventano" in situazioni diverse, persone diverse. Certo, come in ogni commedia, gli attori hanno le loro preferenze a scegliere una parte piuttosto che l'altra: si sceglie quella più "congeniale" per il proprio carattere, inclinazioni, età, temperamento ecc. Quelli più duttili riescono ad adattarsi a più ruoli e passano con disinvoltura dal comico al drammatico, dalla commedia brillante all'horror, dal "buono" al "cattivo". Quelli più "rigidi" si specializzano in un genere o personaggio con esiti davvero sorprendenti. Avete presente il vecchietto nei film western che mastica tabacco e sputa? Ottimi caratteristi che facevano solo quella parte lì. Bravissimi!

Ma perché allora parlare di equivoci se quella è una "parte" in qualche modo assegnata? Uno deve solo farla bene e fino in fondo e guai se svela l'arcano strappando il sipario e facendo vedere cosa c'è dietro la commedia: la rappresentazione cade nel ridicolo, il pubblico rumoreggia, gli attori si impapinano e non ricordano più le batture e finisce nei fischi generali, con lancio di verdura sul palco.
Ecco! Oggi avrei bisogno di molta verdura assortita.

Ricettine2 Acquacotta

Ho aperto il mio ricettario personale (selezione di anni di pratica culinaria) ed ecco una preparazione semplice, vegerariana, con le uova (siamo a pasqua) e senza burro.

INGREDIENTI
50 g di olio extravergine d'oliva, 2 cipolle rosse, 2 spicchi d'aglio, 1 peperoncino, 2 carote, 2 costole di sedano, 6 pomodori maturi, 1 litro d'acqua, 6 uova (facoltative), 6 fette di pane casalingo raffermo, 100 g di pecorino grattugiato (parmigiano), sale.

Preparazione
In un tegame a bordi alti scaldate l'olio e aggiungete le cipolle tagliate grossolanamente, gli spicchi d'aglio e il peperoncino, fate soffriggere, poi cuocete a fuoco lento finché le cipolle saranno quasi cotte. Tagliate a pezzi le carote, le costole di sedano e i pomodori, aggiungete nel tegame, salate e fate insaporire il tutto. Mettete l'acqua, aggiustate di sale e fate cuocere per almeno 15 minuti. Con delicatezza fate cadere nella zuppa le uova facendo attenzione a non romperle e fate bollire piano finché saranno rapprese. In delle scodelle individuali adagiatevi delle fette di pane abbrustolito, spolverizzate con il pecorino grattugiato, coprite con l'acquacotta e servite calda.

giovedì 2 aprile 2009

Ricettina

Lessa i porri, gli asparagi dei poveri, mettine due o tre pezzi (pochi, se no soffocano il sapore dell'uovo) caldi sul piatto caldo, tagliali a pezzetti e versaci sopra un uovo fritto in abbondante burro schiumoso. Il burro si mescola al poco d'acqua dei porri e forma una salsetta deliziosa. Bevici sopra un bel bicchiere di clinto o di bonarda.
E che il vino sia fresco!
(da Aldo Buzzi, L'uovo alla kok, Adelphi)