martedì 30 giugno 2009

Bene e male


Scrive Rom in commento al post su Jung.
Quella della copresenza di bene e male è una delle idee più confuse che esistano. Ha anche una sua pericolosità, quando si tratta di far fronte a realtà in cui devi essere deciso e salvare il bene contro il male - per le quali, per esempio, il massimo che puoi fare è tener conto della possibilità di non uccidere la vita biologica, visto che quella psichica non c'è più. Provo a farmi capire ma tanto so che non ci riesco, figuriamoci a convincerti, se tu non sei già d'accordo con me...

Hai presente il simbolo del tao? Quello con le due onde, una bianca e una nera, in cui la bianca ha un pallino nero e la nera un pallino bianco? Sembra semplice: il bene è la copresenza delle due entità, dimensioni, qualità, componenti; il male è l'assenza delle due, cioè un tondo tutto bianco o tutto nero - sparisce pure il pallino.
Se le due sono copresenti, man mano che una va in minoranza accresce il suo potere e frena, dà misura, provoca un movimento di correzione dello squilibrio - come nei meccanismi a retroazione, per intenderci.
Non c'è copresenza di bene e di male: c'è copresenza di altre robe, e finché c'è copresenza è bene. Il male, ripeto, è l'assenza dell'altra componente, l'assolutizzazione di una delle due, una qualsiasi delle due.

La stessa cosa vale nella teorizzazione psicoanalitica - la fusione tra sessualità e aggressività è bene; la defusione, la scissione, la dissociazione tra le due componenti è male. Tutto amore-sessualità-avvicinamento-fusione? Male. Tutta aggressività-guerra-allontanamento-sparizione? Male. Entrambi - entrambi, sottolineo per la componente "amore" - assolutizzati sono distruttivi, male, morte.
Non c'è copresenza di bene e male.

E' difficile?

Provo a farti una domanda ancora più difficile, allora, così l'incomprensione cresce e forse si attiva la comprensione...

Se tu potessi far morire in questo stesso istante gli psicopatici criminali che stanno per violentare un bambino e poi ucciderlo - in giro per il mondo in questo stesso momento sta sicuramente avvenendo - e se con la morte del violentatore assassino il bambino non corresse nessun pericolo: lo faresti?
Io sì, lo farei.
Me lo dici dove sta la copresenza di bene e male in un ex umano ora inumano che fa certe cose?
Tu dirai: hai dimenticato le donne? No, le includo subito, nella formula - se vuoi la estendo a tutti i deboli della terra che stanno per essere violentati e uccisi da uno psicopatico criminale: che muoia, ora!, e la vittima si salvi.
Tu dirai, forse, ancora: ma non si può evitare di uccidere? non gli potrebbe venire un colpo, al violentatore, per cui diventa innocuo senza morire, e il bambino, la donna, il debole, scappano in salvo? Certo, era tanto per capirci.

Una non-risposta. Avevo premesso la mia assoluta incapacità a "maneggiare" argomenti così vasti ed importanti. E nemmeno mi sogno di sintetizzare un brano dell'opera di Jung. Mi permetto di fare una sola osservazione alla domande fatte da Rom partendo da una frase di Publio Terenzio Afro : Sono uomo; e di quello che è umano nulla io trovo che mi sia estraneo. Aggiungo: anche le più efferate bestialità? Si anche quelle.
Non riesco a fare di meglio che presentare una lunga citazione del libro di Jung.

Alla luce segue l'ombra, l'altro lato del Creatore. Questa evoluzione giunge al suo culmine nel secolo XX. Il mondo cristiano è ora veramente messo a confronto col principio del Male, con l'ingiustizia palese, la tirannia, la menzogna, la schiavitù, la coercizione della coscienza. Tale manifestazione del Male senza maschera ha assunto apparentemente una forma stabile nella nazione russa [ndr la definizione di
Ronald Reagan "Impero del Male" nasce qui?], ma la sua prima violenta eruzione si ebbe in Germania, e rivelò fino a qual punto il cristianesimo del secolo XX fosse stato svuotato del suo contenuto. Di fronte a ciò, il Male non può essere più oltre minimizzato con l'eufemismo della privatio boni. Il Male è diventato una realtà determinante. Non può essere più eliminato dal mondo con una semplice circonlocuzione; dobbiamo imparare a trattare con esso, perché esso vuole la sua parte nella vita. Come questo sia possibile senza terribili conseguenze, per il momento non è prevedibile.
In ogni caso ci occorre un nuovo orientamento, una metanoia. Avendo a che fare col Male si corre il grave rischio di soggiacergli. Non dobbiamo perciò più soggiacere a nulla, nemmeno al bene. Un cosiddetto bene, al quale si soccombe, perde il carattere etico. Non che diventi cattivo in sé, ma è il fatto di esserne succubi che può avere cattive conseguenze. Ogni forma di intossicazione è un male, non importa se si tratti di alcool o morfina o idealismo. Dobbiamo guardarci dal considerare il male e il bene come due opposti.
Il criterio dell'azione morale non può consistere più nella semplice concezione che il bene ha la forza di un imperativo categorico, e che il cosiddetto male può essere assolutamente evitato. Il riconoscimento della realtà del male necessariamente relativizza sia il bene che il male, tramutandoli entrambi nelle metà di un contrasto, i cui termini formano un tutto paradossale.
Praticamente, ciò significa che il bene e il male perdono il loro carattere assoluto, e noi siamo costretti a riconoscere che ciascuno di essi rappresenta un giudizio.
Tenendo conto della fallibilità di ogni giudizio umano, non possiamo credere di giudicare sempre rettamente: possiamo facilmente essere vittime di un errore di giudizio. Questo concerne il problema etico solo in quanto ci sentiamo incerti nella valutazione morale. Ciononostante siamo obbligati a prendere delle decisioni morali. La relatività di bene e di male, o «cattivo» non significa in nessun modo che queste categorie siano prive di valore, o non esistano. Esiste sempre un giudizio morale con le sue caratteristiche conseguenze psicologiche. Ho sottolineato varie volte che il male che abbiamo fatto, pensato, o voluto, si vendicherà sulle nostre anime anche nel futuro, così come ha fatto finora, indipendentemente dal fatto che il mondo sia cambiato o no per noi. Soltanto i contenuti del giudizio sono sottoposti alle differenti condizioni di spazio e di tempo, e, pertanto, variano in rapporto ad esse. La valutazione morale si fonda sempre sulla apparente certezza di un codice morale, che pretende di stabilire con precisione che cosa è il bene e che cosa è il male; ma una volta che sappiamo quanto ne è incerto il fondamento, la decisione morale diventa un atto soggettivo, creativo. Possiamo convincerci della sua validità solo Deo concedente, deve cioè esserci un impulso spontaneo e decisivo da parte dell'inconscio. La morale in sé, cioè la decisione tra il bene e il male, non è influenzata da questo fatto, solo che per noi diventa più difficile. Nulla può risparmiarci il tormento di una decisione morale. In certe circostanze dobbiamo avere la libertà, per quanto possa esserci duro, di astenerci dal bene morale conosciuto come tale e di fare ciò che è considerato male, se la nostra decisione morale lo richiede. In altre parole, non dobbiamo soccombere a nessuno dei due opposti. Al riguardo un esempio ci è dato dal neti-neti della filosofia indiana in forma morale: in certi casi il codice morale è senz'altro abrogato e la scelta morale è lasciata all'individuo. Questo fatto in sé non è nuovo: prima che esistesse la psicologia tali difficili scelte erano indicate col nome di «conflitto di doveri».

domenica 28 giugno 2009

Carl Gustav Jung, "Ricordi, sogni, riflessioni", BUR, p. 385 e segg.

Non possiamo e non dobbiamo rinunciare a far uso della ragione; e neppure dobbiamo abbandonare la speranza che ci soccorra l'istinto - nel qual caso un Dio ci sostiene contro Dio, così come già comprese Giobbe. Tutto ciò attraverso cui si esprime l'"altra volontà" è materia formata dall'uomo, il suo pensiero, le sue parole, le sue immagini, e tutte le sue limitazioni. Di conseguenza egli ha la tendenza a riferire ogni cosa a se stesso, quando comincia a pensare in termini rozzamente psicologici, e crede che tutto derivi dalle sue intenzioni e da "lui stesso".

Pensierino. Gli Ultimi pensieri della autobiografia di Carl Gustav Jung pubblicata con il titolo "Ricordi, sogni, riflessioni" sono stati una grande scoperta per me. Il mio interesse per la psicologia è di lunga data, intrapreso passando per le fiabe ed il loro simbolismo. L'approdo quasi inevitabile era arrivare a Jung ed i suoi allievi che hanno ampiamente studiato il simbolismo nelle sue più varie accezioni, compreso quello delle fiabe.
Questo ultimo capitolo (che naturalmente consiglio vivamente a chi non l'avesse già letto) sintetizza gli ultimi studi (ultimi anche della sua vita) portati avanti da Jung sulla religione e le simbologie ad essa legate.
Non sono in grado nemmeno sinteticamente di presentare i concetti e le osservazioni fatte da Jung in questo capitolo.
Spero solo di avervi incuriosito.

Pensierino aggiunto. Mi piace questa immagine del Dio razionale contro il Dio dell'istinto. Una battaglia senza esclusione di colpi, sicuramente (Dio ne sa una più del Diavolo!) . Illuminanti sono le riflessioni sul male quale componente "permanente" del bene e quindi com-presente "anche" nella divinità. Mi ricorda un altro libro che ho letto le scorse settimane di Sergio Quinzio, La sconfitta di Dio, anche questo tutto imperniato sulle promesse non mantenute di Dio e sulla incompresibilità del male.

Anna scrive sulla manifestazione a l'Aquila per la ricostruzione al 100%

Oggi c'è stata a L'Aquila la manifestazione per il 100% della ricostruzione di tutte le case, della partecipazione della popolazione e della trasparenza nella gestione di fondi ed appalti. Eravamo in duemila e cinquecento. La questura ha dichiarato ottocento, ma noi, in fila uno per uno, ci siamo contati.E lo abbiamo fatto davanti a loro. Eravamo tanti, sotto la pioggia e nonostante il boicottaggio dei media. Il giornale Il Centro, giornalaccio abruzzese di pettegolezzo e di giornalisti che conoscono poco la sintassi e le virgole, e che, con il terremoto ha visto moltiplicate le vendite, essendo l'unico che parla ancora di noi,ci ha giocato un tiro mancino. Questa mattina è uscito con un articolo in cui annunciava che la manifestazione del pomeriggio avrebbe visto l'appoggio e la presenza dei no global, accanto ai cittadini. Immaginate quanto questa notizia abbia potuto costituire un deterrente per molti partecipanti. Il giornalaccio ha fatto pervenire le scuse per l'errore a corteo terminato. Nei prossimi giorni scriverò una mail al quotidiano e pregherò anche voi di fare altrettanto. Insomma, a mio avviso, è stata una vittoria: il numero di persone sensibili al problema sta crescendo. I media non sono con noi, ma useremo il passa parola: sensibilizzare al 100%. Ora abbiamo il macigno del G8.

giovedì 25 giugno 2009

Siamo in buone mani

La Guardia Nazionale Italiana (inutile cliccare, il sito è "scomparso" da alcuni giorni) è una Onlus inquadrata nella "protezione civile". Ci tengono a precisare che non effettuano "ronde" così come vorrebbe la Legge Maroni. E la cosa ci ha tolto un peso dallo stomaco.

(Questa era la divisa originale prima dei colloqui con "Autorità di Governo")

Sul sito di questa associazione è apparso un comunicato che riportiamo integralmente:

Dopo colloqui avvenuti con Autorità di Governo, al fine di semplificare l'abbigliamento e non creare confusione o false polemiche, il vestiario della G.N.I. sarà così composto:

Camicia Kaki a manica lunga (stesso modello e colore in dotazione all'Esercito Italiano)
Cravatta nera
Fascia da braccio bianca recante il simbolo dell'organizzazione
Patch tricolore (da applicare sulla manica destra all'altezza del deltoide)
Patch recante la scritta "Guardia Nazionale Italiana" (da applicare sul petto lato sinistro sopra il bottone della patta)


Inutile dire che questi "colloqui" avvenuti con "Autorità di Governo" non ci hanno per niente rassicurato, anzi. Almeno prima sapevamo con chi avevamo a che fare (vi ricordate quelli del l'associazione "ariana" del film Blues brothers com'erano vestiti?)
Per l'acquisto di queste divise e degli accessori "consigliati", il sito della Guardia Nazionale Italiana rimanda ad altri siti specializzati in questo "genere" di forniture come ad esempio Militaria. Inutile dire che molti di questi siti sono gestiti da personaggi di Forza Nuova et similia.
Tra gli articoli proposti ce ne sono di veramente carini e ve ne mostro uno assai sobrio ed uno assai particolare:



(Modello TACT ARMOR CHASSIS CADPAT € 98,8)
Oppure questo che non capisco bene a cosa possa servire, ma sicuramente avrà una sua utilità...



(SHEMAG BIANCO ROSSA a soli € 7,9)

lunedì 22 giugno 2009

Preghiera



Sono qui venuto, all'alba
Voglio lavarmi dentro quest'acqua putrida
Più pulita della mia anima.
La puzza che mi rimarrà addosso
Coprirà tutto
E mi avvierò a casa
Con un altro odore.

domenica 21 giugno 2009

De Corato e "decoratori"


Se non ci fosse di mezzo una pesante multa (€ 500, che corrisponde allo stipendio mensile di un addetto ad un cool center), la cosa si potrebbe prendere sul ridere. Infatti il vicesindaco di Milano che si chiama Riccardo De Corato ha inflitto una pesante multa ad un writer che ha "decorato" una vecchia fabbrica dismessa con un suo lavoro con l'assenso della proprietà dell'immobile. Come direbbero i latini "Nomen omen".
La motivazione di questo gesto è la lotta che sta facendo questo zelante amministratore all'abbruttimento derivante da scritte e murales che invadono in ogni dove la città. Ora Milano non ha bisogno dei graffitari per apparire brutta: basta solo girare non nel "salotto buono" del centro, ma nelle periferie e si vede che di abbruttimento ce n'è da vendere. Ma si sa che occhio non vede... Così anche i disgraziati campi nomadi spostati a destra e a manca e poi finiti sotto uno squallito cavalcavia vicino alla stazione Cadorna, devono "sparire" anche da lì perché "offendono" la vista dell'Assessore e dei "sensibili" benpensanti che lo sostengono.

lunedì 15 giugno 2009

Senza il trattino


Ci voleva. Lo aspettavamo da tempo ed è finalmente arrivato. L'ha annunciato Massimo D'Alema in tivvù e da ieri la politica italiana è cambiata. B. trema all'annuncio ed ha immediatamente convocato nel suo ufficio (rinviando un casting di soubrette per il Bagaglino) una riunione straordinaria del consiglio di amministrazione della Fininvest allargata a qualche ministro, due dirigenti RAI ed Emilio Fede (fuori aspettava l'avvocato Ghedini, nel caso ci fosse qualche cosa da fare in tribunale o andar giù al bar ad ordinare un aperitivo).
Ma cosa ha detto D'Alema? Ecco l'annuncio che ha sconvolto il quadro politico italiano: " L'alternativa al governo B. è la formazione di un grande partito di centro sinistra, senza il trattino". Un grande silenzio, pregno di pensieri, è calato nello studio televisivo e nel Paese: è stata inaugurata (finalmente!) la politica del "senza".

PS Ecco più o meno la faccia che ho (bloccata in un perenne sorriso, sarà una paresi?) dopo le dichiarazioni di D'Alema

mercoledì 10 giugno 2009

Madonnina dell'ospedale


Una premurosa infermiera ti ha medicato il piede. Così sembri più vicina alle persone che stanno qui dentro.




Qui le sbarre alle finestre non servono per frettolosi ed acrobatici ladruncoli, ma per chi vuole evadere pensando di conquistare la libertà. Ma non fuggi da questa prigionia saltando dal quarto piano.

martedì 9 giugno 2009

Rom mi scrive "M'è venuto in mente il famoso Sutra del cuore".

Circa:

"Puro sentire, che attinge al cuore di tutte le cose, 
fermo nell'intuizione perfetta
vede fluttuare disciolte 
le cinque mutevoli 
soglie dell'io,
e recide la pena 
che tutti accomuna.
Ogni fenomeno affiora 
dall'insondabile abisso,
che cela e trascende gli opposti: 
la Vacuità.
La forma è vuoto,
il vuoto è forma,
ininterrotte, nella vastità cangiante, 
trapassano le sensazioni, 
le percezioni, 
le nostre interiori reazioni, 
e l'ampio dominio chiamato Ego.
Non ha consistenza 
la serie infinita di tutte le cose,
non esistono nascita 
e dissoluzione,
non c'è purezza né macchia,
né crescita, né diminuzione.
E dunque, nel vuoto,
insostanziale è ogni forma, 
ogni interno richiamo 
della mente e dei sensi, 
ogni moto attivato 
dalla volontà 
e dalla coscienza evocato.
Illusorio è lo specchio dei sensi, 
gli occhi, la lingua, il naso, le orecchie, 
il corpo e la mente,
non possiede vita a sè stante 
l'aspetto o il sapore, 
il suono o l'odore, 
il tatto o l'oggetto mentale.
Se dunque è apparente ogni cosa 
e senza una propria sostanza,
non c'è da pensare che esista ignoranza 
o di essa possibile fine,
e vecchiaia è illusione e la morte, 
come pure la loro estinzione.
Ma se pur non c'è causa di pena, 
non cessa la pena del mondo, 
nè vale, per estinguerla, Nobile Via,
perchè vuoto è ogni conseguimento
o completa rinuncia alla quale approdare.
Così, l'essere emerso dal buio,
compenetrato della Visione Profonda,
non ha il cuore e la mente ostruiti,
non alberga paura,
e sciolto da ogni illusorio richiamo
può riconoscersi libero, infine.
E chi, nell'immoto fluire del tempo, 
si è aperto al puro sentire,
realizza il supremo risveglio.
Conosci ora il cuore della Visione Profonda:
è il grande mantra incantato,
magia splendente
e suprema,
l'incomparabile mantra,
che scioglie ogni pena.
Non c'è inganno, ma rivelazione,
nel mantra che esprime l'essenza 
dell'unico Vero
con queste parole:

Andare, andare oltre, 
approdare al di là, 
nel cuore radiante e perfetto 
del puro Risveglio: 
adesso!"

lunedì 8 giugno 2009

Non ero né vivo né morto

T.S. Eliot

...non ero né vivo né morto, e non sapevo nulla, mentre guardavo il silenzio, il cuore della luce.

da "La terra desolata", T.S. Eliot

Pensierino. Guardare il silenzio e vederlo equivale a specchiarsi nella sua spoglia essenza, una essenza piena di luce non vuota, non è assenza ma presenza; così, quando si è instaurato il silenzio, scompare l'Io che pensa e si è altrove, né vivi né morti. 


Non ci restano che le fiabe. "Pincopallina e la fontana della vecchiezza" di Guglielmo Gaviani, illustrazioni di Manuela Furlan

Dopo varie vicissitudini, è finalmente (parlo per me , naturalmente!) disponibile, grazie a ilmiolibro.it , la fiaba 
"Pincopallina e la fontana della vecchiezza" 
con illustrazioni di Manuela Furlan.

Incipit.
Chi è Pincopallina?
Penserai che è una bambina qualsiasi
arriccerai il naso pensando che è la solita fiaba
ti sorgerà il dubbio di averla già sentita
penserai (sbadigliando) che ti annoierà moltissimo.
Ma non hai previsto tutto.
Infatti in questa fiaba…

mercoledì 3 giugno 2009

Bugie in televisione sulla ricostruzione in Abruzzo


Miss Kappa è una terremotata dell'Aquila. Denuncia le mistificazioni giornalistiche e politiche fatte sulla pelle dei terremotati. La sua testimonianza cliccando qui.

Cecilia Bartoli - "Al fonte, al prato" - Giulio Caccini



"Al fonte, al prato"
testo di Francesco Cini

Al fonte, al prato,
Al bosco, a l'ombra,
Al fresco fiato
Ch'il caldo sgombra,
Pastor correte;
Ciascun ch'a sete,
Ciascun ch'è stanco
Ripos' il fianco.
Fugga la noia,
Fugga il dolore,

Sol riso e gioia,
Sol caro amore.
Nosco soggiorni
Ne' lieti giorni.
Nè s'odan mai
Querele o lai.
Ma dolce canto
Di vaghi uccelli
Pe 'l verde manto
Degli arbuscelli
Risuoni sempre
Con nuovi tempre,
Mentre ch'a l'onde
Ecco risponde.
E mentre alletta
Quanto più puote
La giovinetta
Con rozze note
Il sonno dolce,
Ch'il caldo molce,
E noi pian piano
Con lei cantiano.

lunedì 1 giugno 2009

Lamberto e le vele




(Clicca sulle immagini per vederle più grandi)

Sul piccolo lago dove c'è l'isola di Lamberto Lamberto Lamberto non tira mai il vento, o almeno, quasi mai. Inspiegabilmente quelle due tre giornate l'anno in cui un temporale porta giù dalle montagne un po' d'aria, compaiono barche a vela con spinnaker colorati che, impazzite dall'inattesa fortuna, se ne vanno su e giù ripetendo Lamberto Lamberto Lamberto...