martedì 8 giugno 2010

I pendolari e San Cristoforo

Andare a Milano la mattina presto è per me sempre un'avventura. Il Manuale del pendolare dice che bisogna arrivare alla "barriera" di Milano prima delle 7,30 altrimenti vi sentirete come Ramses nel bel mezzo del Mar Rosso. A nulla vale consolarsi ricordando che in Cina ci sono seicento città che superano il milione di abitanti: se vi inoltraste a vostro rischio e pericolo in questo girone infernale, vorrebbe dire che vi siete votati al martirio automobilistico e capireste (per illuminazione improvvisa) il perché San Cristoforo è il protettore degli automobilisti, infatti vorreste essere sulle sue robuste spalle a guadare un fiume piuttosto che rimanere inchiodato all'asfalto puzzolente all'altezza (le disgrazie vengono sempre a coppie come le ciliegie) del Fiume (?) Olona.
Ma le regole sono fatte per essere infrante, si sa. Così, inspiegabilmente, alle 6.45 di un martedì senza pioggia, potreste trovarvi (come è capitato a me, oggi) in un ingorgo assurdo all'imbocco della "gronda nord" che vi permetterà di raggiungere il comodi 20 minuti l'uscita di Cormano (non più di 3 km) facendovi rimpiangere di non essere stati comodamente a casa a guardare l'orto.
Devo dire che quando uno va in macchina che fa? Se gli è rimasto un po' di rispetto per il codice della strada e quindi non telefona a chissacchi, ascolta la radio. Purtroppo le trasmissioni a quest'ora del mattino danno voce, incautamente o sadicamente, ai pendolari che si lamentano di questo o di quello affliggendo vieppiù chi è all'ascolto, predisponendolo alla rassegnazione. I pendolari, che sono una razza affinata da una selezione naturale durissima, hanno raggiunto anche in questo campo la perfetta sintesi: ascoltare la radio e telefonare insieme, oltre che guidare s'intende.
Insomma non c'è scampo e, quel che è peggio, nessuno lo cerca.

2 commenti:

  1. a Roma con la pioggia tutto si blocca. ho perso due treni in giorni di pioggia...che dire...
    ciao simona

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