giovedì 14 ottobre 2010

La sveglia sul cuscino

Devo proprio dirlo: i vecchi sono strani. Non storcete il naso, non è una forma di razzismo e nemmeno un tributo alla società dell'efficienza che guarda male tutti quelli che l'hanno persa (l'efficienza), ma non hanno affatto perso le altre loro facoltà. Anzi. In un certo senso le loro "facoltà residue" si sono come moltiplicate: sono molto più sensibili e suscettibili, più paurosi e permalosi, più scrupolosi e intolleranti ed ora , quasi sempre, sono più ricchi dei loro figli (pre-pensionati) ed ancora di più dei loro nipoti che annaspano nei "nuovi lavori flessibili". Quando ad un tipo con questi tratti psicologici gli metti in mano anche una discreta autonomia finanziaria diventa una persona difficilmente sopportabile. Quindi ricevono dai "sottoposti" (in età intendo) eguale trattamento e la vendetta dell'isolamento. Già perché anche il più scontroso e burbero degli uomini ha pur sempre bisogno di qualcuno che l'ascolti (non vogliono sentire nessuno, ma tutti devono sentire almeno cosa dicono loro). E così la condanna all'isolamento unita ad una progressiva difficoltà al movimento che con l'età è inevitabile, fanno diventare questi vecchi dei "reclusi civili". I reclusi, si sa, hanno manie autodistruttive e soffrono di ogni genere di male psichico dovuto al loro stato di cattività e figuratevi se mettete un vecchio normo-dotato di facoltà mentali in una prigione: diventa una belva inavvicinabile, pronto a ghermirvi con le sue affilate unghie che sono parole arrotate ad una ad una, rese appuntite da infiniti rimuginamenti, esplosive da compressioni incredibili...
Tenersi una sveglia sul cuscino è uno di quei tic incomprensibili ai più, sintomo di un'altra malattia, quella  dell'anima (ebbene si, anche l'anima si ammala ed a volte muore proprio). Se chiedi ingenuamente il perché di quella sveglia, vieni fulminato con una risposta di una disarmante semplicità, questa :"per sapere che ora è...". Non contento, persisti nel tuo errore e continui imprudente:"ma cosa ti serve sapere l'ora quando dormi?" La partita si chiude e l'hai già persa, arriva la stoccata finale: "ma mi serve sapere quando mi sveglio che ora è !". Il risultato è che ogni ora (circa) vogliono sapere che ora è, grazie all'insonnia e questo dimostra il grave problema dei vecchi col tempo (malattia questa dalla quale non sono immuni anche i più giovani).
Lo sguardo dei due contendenti durante questo dialogo surreale muta progressivamente: l'ingenuo richiedente passa dal sorridente premuroso, al pensoso al perso; quello del vecchio da indispettito a furbo e , infine, trionfante.
Devo proprio ribadirlo: i vecchi sono strani.

7 commenti:

  1. Non ci sono più i "vecchi" di una volta...

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  2. Perche' non concedere anche agli anziani il diritto all'assurdita' o alla bizzarria senza per questo considerarla una malattia dell'anima?

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  3. x amatari. Parli di anziani, io parlo di vecchi proprio. Anziano sono io sessantenne mia mamma novantenne è proprio vecchia (parola che pare "scorretta" ed un po' dispregiativa, ma non è così. Gli anziani hanno altre assurdità e ne parlerò magari un'altra volta.

    x Laura. Tante cose non sono più come una volta anzi direi quasi niente...

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  4. Avendo letto il post di aria, che si chiama "sveglia" e su d'essa sveglia oggetto a noi tutti noto riporta breve scritto di autore a noi tutti noto in cui dicesi di effetto d'esso oggetto a noi tutti noto - sia l'oggetto che l'effetto, quindi, dovrebbero essere essi entrambi noti a tutti noi ed è proprio a questo che servono gli scrittori, a farci sapere cose che sapevamo già ma non sapevamo di saperle, e ciò per maggior consapevolezza che a volte produce cambiamenti nelle nostre vite come mi viene alla mente sperava quello che suonava la sveglia ai proletari facendoli consapevoli di quello che già sapevano ma per pietà verso se stessi facevano finta di non sapere ahi! come suona forte questo risvegliato ricordo, di tutte le sveglie che hanno preso i risvegliati - torno scusandomi digressivo: avendo letto il post di aria, ho pensato ad una soluzione per vecchi, anziani, giovani e pargoli e a te che non porti orologio propongo: mettere il cuscino sulla sveglia - in fondo, se ci pensi, molte rivoluzioni sono così: gli oggetti, o i soggetti, restano gli stessi, ma ora ciò che stava sotto sta sopra.
    :-)
    Scusa l'invasione - se cancelli tutto non mi offendo!

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  5. ecco, alla sveglia sul cuscino non sono ancora arrivata, sotto al cuscino però sì (così non la sento senza cedere alla sconfitta di spegnerla:)

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  6. Gesù!!!! leggo ora il commento di rom.........

    gesù!!! Gugliemo, anche se cancelli il mio su, non m'offendo :)))))

    posso ridere? ahahahahahah

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  7. Ciao. Ogni tanto passo di qui e c'è sempre di che riflettere.
    Anche mia mamma aveva l'abitudine di tenere la sveglia sempre a portata di mano. Ci vedeva poco e gliene avevo regalata una che...parlava così non era costretta ad accendere la luce la notte.
    Credo che sia un modo di tenere sempre "sotto controllo" il tempo quando il tempo scappa e sta per finire.
    Pscicologia spicciola da primo pomeriggio?
    ginetta

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