lunedì 31 maggio 2010

Lavandai




Mi sono chiesto il perché della scritta "Vicolo Lavandai". In effetti, leggendo qua e là, ho scoperto che sono arrivati prima gli uomini a fare questo umile mestiere, solo poi le donne. Delle donne non è rimasta traccia...

domenica 30 maggio 2010

Da fiö sa nòs e da fiö sa mór

Un vecchio proverbio lombardo dice "da fiö sa nòs e da fiö sa mór" (si nasce e si muore bambini). Devo dire che la saggezza popolare semplifica troppo: il tornar bambini da vecchi non è regredire, non è ritrovarsi con i bisogni essenziali, primordiali , del vivere propri dei bambini. I vecchi ridiventano bambini fisicamente perché devono rinunciare (con grande imbarazzo e riluttanza) alla loro autonomia, ma hanno nella loro testa tutta una vita e non possono tornar bambini con quella. La mente li porta altrove, lontano, ben al di là delle loro possibilità mortificate di  movimento.

sabato 29 maggio 2010

Cosa stai dicendo Willis ?


Pensierino. Dovremmo fare anche noi come Arnold questa domanda ai tanti imbonitori che popolano l'Italia di oggi...

venerdì 28 maggio 2010

Ieri sera a Porta a Porta

Ieri sera a Porta a Porta il Ministro Angelino Alfano ad un certo punto della discussione (con un grande gesto teatrale) estraendo un telefonino di tasca ha detto: "leggo sul mio iPhone il testo del Codice Civile che dice...". Malgrado l'ora tarda, sono sobbalzato dal divano e mi sono reso conto che Bill Gates è riuscito ad infilarsi (pubblicitariamente, s'intende) nelle menti più raffinate della politica italiana. Angelino, con un sorriso, fa pubblicità (spero) gratis da Bruno Vespa. Inutile dire che è una mia sopravvalutazione dell'ingenuità di certi politici che ormai confondono la pubblicità con la politica e viceversa. Sono figli d'altra parte di un grande padre.

giovedì 27 maggio 2010

Attento, passerotto...


Attento, passerotto
sono i tuoi primi voli
non è bene che tu abbia troppa fiducia:
ora è un innocuo fotografo che ti osserva
dopo potrebbe essere un ferino gatto.

P.S. (alla maniera di Fedro) La lotta è stata durissima. Il passerotto non si lasciava prendere da me che cercavo di metterlo in salvo 
e la gatta sorniona si aggirava nel giardino mostrando indifferenza, 
ma pronta a ghermire la piccola creatura indifesa.
Un incauto volo porta il passerotto proprio sotto il naso della gatta che non si lascia perdere l'occasione. La scaccio chiudendola in casa. 
Mi scruta con sospetto e sembra chiedersi : 
"perché questo signore così gentile ora mi scaccia?".
Il passerotto terrorizzato e tremante ora si lascia prendere in mano e lo deposito nel cortile abbandonato dall'altra parte della strada.
Dovrai deciderti ad imparare a volare, velocemente, incauto passerotto caduto dal nido, 
o per te sarà la fine...

mercoledì 26 maggio 2010

L'8 per mille cos'è e perché dovrebbe essere abrogato...

In tempi di dichiarazione dei redditi, apro una mia personale campagna informativa per l'abolizione del meccanismo di attribuzione dei contributi dell'8 per mille. Da ascrivere alla mia propensione ad occuparmi delle cause perse.

[Liberamente  tratto da varie fonti internet]

COME FUNZIONA IL MECCANISMO?

Ogni cittadino che presenta la dichiarazione dei redditi può scegliere la destinazione dell’8 per mille del gettito IRPEF tra sette opzioni: Stato, Chiesa cattolica, Unione Chiese cristiane avventiste del 7° giorno, Assemblee di Dio in Italia, Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi, Chiesa Evangelica Luterana in Italia, Unione Comunità Ebraiche Italiane.
In realtà nessuno destina il proprio gettito: il meccanismo assomiglia di più ad un gigantesco sondaggio d’opinione, al termine del quale si “contano” le scelte, si calcolano le percentuali ottenute da ogni soggetto e, in base a queste percentuali, vengono poi ripartiti i fondi.
Come se non bastasse, la mancata formulazione di un’opzione non viene presa in considerazione: l’intero gettito viene ripartito in base alle sole scelte espresse.
Alcune confessioni, più coerentemente, lasciano allo Stato le quote non attribuite, limitandosi a prelevare solo quelli relativi ad opzioni esplicite a loro favore: cosa che NON fa la chiesa cattolica, ottenendo un finanziamento quasi triplo rispetto ai consensi espliciti ottenuti a suo favore.
ECCO PERCHÉ È IMPORTANTE COMPILARE QUESTA SEZIONE DELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI.
Qualora il contribuente non sia tenuto alla presentazione della dichiarazione, può comunque effettuare ugualmente la scelta della destinazione dell’8 per mille consegnando il CUD in una busta chiusa agli enti preposti alla raccolta (poste, banche etc…).

LA DISTRIBUZIONE DEL GETTITO

Il Ministero delle Finanze, già restio a fornire statistiche in merito (comunica i dati alle sole confessioni religiose, che ne danno notizia con estrema riluttanza), è peraltro estremamente lento nel diffondere i dati. Le ultime comunicazioni ufficiali e definitive si riferiscono incredibilmente alle dichiarazioni dei redditi del 2001 (redditi 2000).
Questa la distribuzione:
87,25%
Chiesa Cattolica
10,28%
Stato
1,27%
Valdesi
0,42%
Comunità Ebraiche
0,31%
Luterani
0,27%
Avventisti del settimo giorno
0,20%
Assemblee di Dio in Italia
Va notato che, in tale occasione, su oltre trenta milioni di contribuenti solamente il 39,62% ha espresso un’opzione, solo il 34,56% della popolazione, quindi, ha espresso una scelta a favore della Chiesa cattolica. Per dare un’idea dell’enormità della cifra corrisposta grazie a questo meccanismo, la Conferenza Episcopale ha disposto nel 2004 di contributi per 936,5 milioni di Euro.

COME VENGONO SPESI QUESTI SOLDI?

  • CHIESA CATTOLICA
  • Nato come meccanismo per garantire il sostentamento del clero, tale voce è diventata, percentualmente, sempre meno rilevante (il 34,1% del totale). Parrebbe infatti che la Chiesa cattolica prediliga destinare i fondi ricevuti dallo Stato alle cosiddette “esigenze di culto” (47,2%): finanziamenti alla catechesi, ai tribunali ecclesiastici, e alla costruzione di nuove chiese, manutenzione dei propri immobili e gestione del proprio patrimonio. Ovvio che non vedremo mai alcuno spot su queste tematiche: ai tanto strombazzati aiuti al terzo mondo, cui è dedicata quasi tutta la pubblicità cattolica, va guarda caso solo l’8% del gettito. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito www.sovvenire.it.
  • STATO
  • Lo Stato è l’unico competitore per l’otto per mille che rifiuta di farsi pubblicità. Il Governo dedica alla gestione dei fondi di pertinenza statale una sezione del suo sito internet.
  • CHIESA VALDESE
  • Rifiuta di destinare i fondi ottenuti alle esigenze di culto e al sostentamento del clero. Per maggiori informazioni vai su www.chiesavaldese.org.
  • LUTERANI
  • Una parte dei fondi viene utilizzata per il sostentamento dei pastori. Per maggiori informazioni vai su www.elki-celi.org.
  • COMUNITÀ EBRAICHE
  • I fondi non sono destinati ai rabbini, ma in gran parte alla manutenzione delle sinagoghe. Per maggiori informazioni vai su www.ucei.it.
  • CHIESE AVVENTISTE
  • Rifiuta anch’esse di destinare i fondi ottenuti alle esigenze di culto e al sostentamento del clero. Per maggiori informazioni vai su www.avventisti.it.
  • ASSEMBLEE DI DIO
  • I fondi sono destinati esclusivamente alle missioni e alla beneficienza. Per maggiori informazioni vai su www.adi-it.org.

PERCHÉ ABROGARE IL MECCANISMO?

  • perché il meccanismo doveva essere basato sulla volontarietà, ma la ripartizione delle scelte inespresse vìola, di fatto, questo principio;
  • perché è un finanziamento a fondo perso a favore di confessioni religiose che si dovrebbero autofinanziare. Soprattutto nel caso della Chiesa cattolica, gran parte di questi contributi non ha alcuna utilità sociale;
  • perché è una partita truccata: a differenza delle confessioni religiose, lo Stato italiano non fa alcuna pubblicità per sé e non informa su come destina questi fondi. Quando nel 1996 il ministro Livia Turco propose di destinare i fondi di competenza statale all’infanzia svantaggiata, il “cassiere” della Conferenza Episcopale Italiana Nicora reagì duramente, sostenendo che «lo Stato non deve fare concorrenza scorretta nei confronti della Chiesa»;
  • perché è una partita a cui non tutti possono giocare: sono ammesse solo le confessioni sottoscrittrici di un’Intesa con lo Stato. Ecco perché la Chiesa, attraverso i parlamentari cattolici, blocca l’accordo (già sottoscritto) con i Testimoni di Geova e impedisce l’avvio di trattative con gli islamici: i fedeli di queste religioni, ben disciplinati, grazie al meccanismo delle scelte inespresse porterebbero alle loro gerarchie una contribuzione ben superiore alla loro percentuale reale, con un danno valutabile in centinaia di milioni di Euro per la Chiesa cattolica.
  • perché è un meccanismo non chiaro, che trae in inganno non solo il semplice cittadino ma anche la persona colta. Un giornalista Rai ha dovuto addirittura scusarsi in diretta per la sua non conoscenza del meccanismo;
  • perché lo Stato, erogando questi finanziamenti, è costretto a cercarsi altre entrate con nuove forme di tassazione della popolazione.


martedì 25 maggio 2010

Basteranno 384.000 Km

















Oh (Vivian Lamarque)



Oh essere anche noi la luna di qualcuno!
Noi che guardiamo
essere guardati, luccicare
sembrare da lontano
la candida luna
che non siamo.




Basteranno 384.000 Km (Guglielmo)


Essere lunatici ? Si forse, lontani dalla terra. Basteranno 384.000 km ? Ci sarà sempre qualcosa che ci attrae, inevitabilmente, fosse anche solo una struggente nostalgia per qualcuno. (Non) basteranno 384.000 km ?




Ringraziando FrammentAria per lo spunto, vedi sito cliccando sul titolo, ricevo poi questa sua poesia nei commenti che riporto qui.


Lei, come la luna, guardava il mare e si specchiava nell’infinito volgersi dell’onda, si inabissava nel mistero dei suoi occhi (azzurri, verdi, grigi?) a volta a volta tenero, o spietato, o sognante, e spandeva il suo sguardo come raggi di luna cercando di penetrare gli abissi della sua anima. Con voluttà s’immergeva dentro la sua figura, l’afferrava con gli occhi, con le braccia, e il suo cuore si liberava del rumore di sé per ascoltare quel lamento indomabile e selvaggio. Nessuno in fondo agli abissi di del mare, e di lui, è disceso mai, nessuno conosce gli intimi suoi tesori, intrappolati nel fondo della paura di essere ferito e defraudato. Ma non importa, ormai. Il mare, lui, è con lei, la trascina. E lei, luna, sorride, possibile; prende forma di baci, di braccia, verso le onde, e andrà con lui ad amarlo, a vivere tremando di futuro, a sentirlo veloce, secondi, secoli, eternità, niente. E l’amerà tanto, che quando verrà qualcuno – e non lo si vedrà, non si potranno udire i suoi passi – a richiederla (è il suo padrone, era sua), quando la condurranno, docile, al suo destino, lei si volterà indietro a guardarlo. E lui vedrà che ora è sua, finalmente.  

domenica 23 maggio 2010

Foto di giornata (ieri)

Trappola luminosa

Soffice tappeto sull'acqua

Sto bene all'umido

Fuochi d'artificio

Batuffolo

Sull'attenti

Vorrei spendere una parola in favore della Natura, dell'assoluta libertà e dello stato selvaggio, contrapposti a una libertà e una cultura puramente civili; vorrei considerare l'uomo come abitatore della Natura, come sua parte integrante, e non come membro della società.
Incipit di Henry David Thoreau, Camminare


Pensierino. Thoreau sostiene che quando si va a camminare bisogna scordarsi del mondo, delle ambage che ci affliggono e lasciarsi "prendere" dalla Natura. Ho sbagliato a pensare che quello era il momento per "pensare la vita"... 



sabato 22 maggio 2010

Pubblicità regresso


In occasione dell'uscita del libro "L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio", scritto dal Presidente Silvio Berlusconi in collaborazione con il team di Forza Italia, si terrà presso il Teatro del Popolo di Gallarate un incontro per presentare ed esplorare l'opera. 


Interverranno:
Giorgio Puricelli Consigliere Regionale PdL Lombardia
Emilio Fede Direttore Tg4
On. Lara Comi Europarlamentare PdL
On. Antonio Palmieri Responsabile internet PdL, curatore del libro
Nino Caianiello Presidente Associazione Agorà Liberi e Forti


Venerdì 21 Maggio 2010
Ore 21,00 TEATRO DEL POPOLO
Via Palestro - Gallarate VA 







Pensierino. Mi ha colpito la locuzione "esplorare l'opera" e naturalmente gli "esploratori". Non male anche la sede di questo imperdibile incontro: il TEATRO DEL POPOLO di Gallarate. Insomma se la canteranno e se la suoneranno tra loro e state pur certi che un saluto telefonico del Leader Maximo non mancherà.

N.B. [Questa pubblicità regresso viene pubblicata il giorno successivo dell'evento, a scanso di equivoci.]

Dialoghi

- Miao
- Miao (rispondo al gatto)
- Miao
- Miao , ecco il micio, da dove sei entrato? (Ho lasciato uno spiraglio aperto della porta in camera che dà sul giardino e lui si è infilato subito in casa). Dove vai? (Lo accarezzo).
- Miao
- Miao (continuo a rispondere)
- Vuoi il lattuccio? Vieni... (Gli verso un velo di latte nel suo piattino e lo lascio leccare in pace).
Poi si aggira per la casa seguendomi in tutte le stanze dove vado. Ad ogni "Miao" rispondo "Miao e così il dialogo va avanti per un quarto d'ora ogni mattina.
Dopo la sua perlustrazione della casa, quando vede che mi sono seduto al computer per sbrigare alcune faccende per lui incomprensibili (alcune volte incomprensibili anche a me), se ne va stirandosi e sfiorando porte e mobili, strusciandosi su tappeti e divani, come per ricevere altre carezze.
Infila la porta d'ingresso, che lascio un po' aperta, e sparisce, fuori, nel giardino.

venerdì 21 maggio 2010

Quando saremo lontani



Quando saremo lontani da questo piccolo paese in cui siamo nati e viviamo, quando finalmente ci sentiremo nascere dentro amore e nostalgia per le cose che oggi ci circondano e mortalmente ci annoiano - di queste povere case ammucchiate, di queste persone che ogni giorno incontriamo -, il nostro ricordo riuscirà forse a comporre una di quelle infantili e amorevoli costruzioni in cui cubetti di legno e figurine di coccio fanno affettuosa armonia; una povera e incantata armonia. Come uno di quei Presepi a cui intorno al Natale si affaccendano grandi e piccini e che, dal re all'acquaiolo, raccolgono tutte le umane attività e significazioni.
(da Paese con figure, Leonardo Sciascia)


Pensierino. Quando, ditemi quando...

giovedì 20 maggio 2010

Non è possibile




Il terremoto raccontato dalle vittime. Ancora MissKappa parla di ciò che avviene realmente a l'Aquila. [Clicca sul titolo per andare all'articolo]

martedì 18 maggio 2010

E' morto il poeta Edoardo Sanguineti

Ho ascoltato Sanguineti al Cinema Massimo di Torino per una conferenza su un film in b/n restaurato di cui non ricordo più il nome. A Torino è sempre stato di casa e spesso era invitato per conferenze e presentazioni. 
Era una persona che amava raccontare e la sua cultura vasta, enciclopedica, affondava le radici nel dibattito culturale e politico del '900 dalla psicanalisi fino alle neo-avanguardie.
Nella mia piccola biblioteca di casa ho due suoi testi Sanguineti/Novecento (Conversazioni sulla cultura del ventesimo secolo), Il Melangolo e Smorfie (Romanzi e racconti), Feltrinelli. 


Haiku di Edoardo Sanguineti



È il primo vino:
calda schiuma che assaggio
sulla tua lingua.

Ombra sulla montagna


Ombra sulla montagna
ombra chiara
trafitta dai ghiacciai.
L'ombra viene dal cielo 
e la luce dalla terra:
meraviglioso ed imprevisto
ribaltamento.

lunedì 17 maggio 2010

Salone del libro di Torino

La passerella con l'Arco olimpico




Salendo alla Pinacoteca Agnelli

Lingotto, sede del Salone del Libro

Presentazione del libro di Jean Claude Izzo con Carlotto, Nardini, Bernardi, Lucarelli e Testa 



Torino (con la sua Mole) dal Monte dei Cappuccini


Nuvola batuffolosa

venerdì 14 maggio 2010

Libri che non avrei dovuto leggere

Ho una attrazione per i libri difficili, quelli che fatico a capire e che, naturalmente, mi impunto di leggere. Sono attratto dall'argomento, dalla recensione che ascolto occasionalmente alla radio ed, immancabilmente, finisco per comprarli. Tra questi in prima fila sono i libri di poesia. Ho fatto un post qualche tempo fa sulla mia incapacità a sentire certa poesia. Ma ci sono esempi di incomprensione anche in altri campi della letteratura e della saggistica.
Ne faccio un breve escursus.
Irritante il libro di Antonio Moresco, Lettere a nessuno, Bollati Boringhieri. Un livore acido percorre tutto il libro. Già il suo romanzo Lo sbrego mi aveva prima appassionato e poi via via deluso, quasi che l'autore si fosse ripiegato nel finale su sé stesso.
Troppo esteso l'orizzonte (seppur interiore) di Thomas Moore, Pianeti Interiori, Moretti e Vitali.
Cristina Campo, Gli imperdonabili, Adelphi. L'ho comprato per un saggio su Chopin ( e da cui speravo di poter ricavare qualche idea su una serata su questo grande pianista e compositore), ma la sua lettura ha portato solo ombre. Mi sono consolato con i bei saggi sui Padri del deserto e l'introduzione al Racconto di un pellegrino russo.
Totalmente su un altro pianeta la poesia di Amelia Rosselli. Confesso la mia abissale impermeabilità a questa poesia.

martedì 11 maggio 2010

Vecchia serratura


Tornato a casa dal supermercato, carico di spesa, ho avuto la bella sorpresa di rimanere chiuso fuori casa. La vecchia serratura della porta di ingresso non ha voluto saperne di aprirsi e, naturalmente, avevo accuratamente chiuso tutte le finestre e persino la porta della cantina. Così non mi è rimasto che chiamare un amico falegname che ha proceduto, con non poche difficoltà, allo scasso. Si perché la serratura ha resistito indomita a trapani e scalpelli pur non essendo una di quelle "nuove" ed agguerrite che si usano ora: anti-sfondamento, anti-trapano, anti-patiche insomma, almeno ai ladri. Dopo circa due ore di lavoro, la serratura ha ceduto all'insistenza dello scassinatore autorizzato che ha subito sentenziato che bisognava cambiare non solo la serratura, ma tutto il blocco comprese le maniglie. Con rammarico ho dovuto cedere all'evidenza dei fatti ed il lavoro ha avuto esito fatale per la vecchia serratura che oggi commemoro. Aveva sessant'anni come me, forse è per questo che non mi piaceva che venisse buttata.

lunedì 10 maggio 2010

Spighe


Spighe

Piccolo mondo
sconosciuto
alla nostra fretta
di passanti distratti




domenica 9 maggio 2010

Posso infine scordare...


Stimolato  da un pensiero di Giulia sull' "abbassare i muri della solitudine", sgomitolo qualche parola ...

C'è qualcosa di "indicibile" in ognuno, sconosciuto a noi stessi. 
E' un limite invalicabile, è la chiave che andiamo cercando di cui parla Borges in una delle sue ultime poesie [citata su questo blog altre volte]:

...
Posso infine scordare. Giungo al centro,
alla chiave, all'algebra,
al mio specchio.
Presto saprò chi sono.
(Elogio dell'ombra)

Significativo che la sua conclusione sia parallela a quella di Dante nel Paradiso: l'immagine dell' Indicibile, del totalmente Altro e del Nulla (come lo chiamerebbe Turoldo) che andiamo cercando, è il riflesso di sé stessi (dopo aver "scordato" tutto)... 

giovedì 6 maggio 2010

Macchine inutili

Parlare di "macchini inutili" è un paradosso. La macchina è per definizione quello strumento che serve per fare o compiere qualcosa, ma se non svolge questa funzione o il suo "fare" non produce nulla che macchina è ?
Certo si trovano in giro "macchine inutili" che fanno qualcosa magari di astruso, un qualche movimento senza costrutto alcuno se non quello di muovere ingranaggi, pulegge, far girare cuscinetti a sfera e muovere pale. Ma queste sono macchine che hanno un loro scopo: consumano energia e la trasformano in sorriso di chi le guarda muoversi e percepisce la sublime tecnica del costruttore applicata al puro divertimento. Ci sono poi anche "macchine inutili" assolutamente statiche, pensate dal costruttore come ingegnose apparecchiature del nulla e non "fingono" nemmeno il movimento come le loro baldanzose parenti "consuma energia". Non hanno pulegge, né ingranaggi, tanto meno cuscinetti o pale da roteare: a che pro dovrebbero averle? Non devono "fare o compiere" un bel niente e queste sono le "vere" macchine inutili. Ma devono anche queste "macchine (radical) inutili " fare un qualcosa, magari di impercettibile ed assolutamente involontario, per non tradire la loro perfetta "inutilità". Ecco che quel genio di Munari inventa questa macchina inutile sulla quale svetta una volubile piuma.



Iodolite mi chiede in un commento, perché Munari chiama macchina quest'opera.
Tento una spiegazione [assolutamente improbabile]. 
E' esattamente il contrario di una macchina utile a produrre qualcosa quella di Munari. La sua inutilità è evidente. Inconsistenti anche i meccanismi che in genere compongono una macchina. L'unico movimento che "produce" è lo sventolare della piuma, legata a forze assolutamente imprevedibili e legate anche all'avvicinarsi del visitatore. Quello di Munari è dunque un paradosso cioè vuole ribaltare l'idea stessa di macchina e metterla in discussione. Che poi quella sua macchina possa in qualche modo ricordare oggi a noi la "rete", può dire [l'azzardo più grosso] anche che l'inconsistenza della "macchina rete telematica" [per definizione inconsistente come le tracce di silicio sui chips] non sfugge alla sua critica. Non male come radicalità, vero? ... -:)))

mercoledì 5 maggio 2010

Formicolio

Piove da tre giorni e mi sento formicolare sotto i piedi...
Saranno le radici che si allungano nella terra ?

domenica 2 maggio 2010

Come una piuma


Si, come una piuma
vorrei essere come una piuma
e librarmi nell'aria, leggermente
fermarmi un solo momento su un ramo
e poi
volare via