sabato 30 ottobre 2010

Costi della politica

Il giorno 21 settembre 2010 il Deputato Antonio Borghesi dell'Italia dei Valori ha proposto l'abolizione del vitalizio che spetta ai parlamentari dopo solo 5 anni di legislatura in quanto affermava cha tale trattamento risultava iniquo rispetto a quello previsto dai lavoratori che devono versare 40 anni di contributi per avere diritto ad una pensione. 

Indovinate un po' come è andata a finire ? : 

Presenti 525

Votanti 520

Astenuti 5

Maggioranza 261

Hanno votato sì 22

Hanno votato no 498.


Si sarebbero potuti risparmiare 150 milioni di euro all'anno con questo semplice provvedimento, ma guai a parlare di riduzione dei costi della politica. 
Poi si fanno gruppi di studio e tavole rotonde per scoprire perché la distanza dalla politica della gente comune si sta facendo baratro...


* dati riportati nel blog di nonsopiùchi...

venerdì 29 ottobre 2010

Dalì e Disney insieme. Destino.



In margine alla mostra in corso sull'opera di Dalì al Palazzo Reale di Milano, ecco una per niente strana accoppiata con Disney. "Vivere per sognare" potrebbe essere il titolo anziché il più sinistro "Destino".

Prima di avviare il filmato, interrompere la musica del blog sulla destra.

mercoledì 27 ottobre 2010

Immaginavo che ci fosse

C'era da qualche parte una poesia nascosta sul "soffione". Non ne avevo dubbi, ma non la conoscevo. Ora che l'ho trovata, eccola...


Il soffione (*)
ha portato
a centoventiquattro profeti
il messaggio del nulla.

da Abbas Kiarostami, Un lupo in agguato, Einaudi
(*) Il nome di questa pianta in persiano è qdsedak, letteralmente, "piccolo messaggero" e , malgrado in italiano si perda questo significato, capiamo perfettamente il senso di tutto.


rom scrive spiritosamente nei commenti...
Il centoventicinquesimo
non ricevette il messaggio
continuava a guardare il mondo
senza sapere nulla del nulla
e il soffione esplose al vento
i suoi flosculi piscialetto.

Lo seguo sulla sua cattiva strada e rilancio...
Il 126^ era lui il messaggero 
e disse al soffione
non spargere la notizia
è riservata...

domenica 24 ottobre 2010

Eremiti sul Lago Maggiore

Ci sono posti che sono incredibili. Mai avresti pensato che un naufrago sbattuto su queste rocce potesse pensare di abitare lì in una grotta, come un eremita. Guardando il Lago non immagineresti una simile furia, eppure il vento di Mergozzo è ancora oggi temibile e ne ha fatto ultimamente (2006) le spese un secolare albero (Cipresso del Kashmir del diametro di 7 metri) dell'Isola Madre che è stato piegato come un fuscello. 


Guido Ceronetti traduce Antonio Machado da Trafitture di tenerezza , Einaudi


In coro con me cantate:
Sapere, nulla sappiamo.
Arcano, il mare da cui veniamo.
Ignoto il mare in cui finiremo.
Posto tra i due misteri
E' il grave enigma: tre
Casse che chiuse una perduta chiave.
La luce nulla illumina,
Il sapiente nulla insegna.
La parola dice qualcosa?
L'acqua, alla pietra, dice qualcosa?  

sabato 23 ottobre 2010

Lanca di Bernate Ticino

Cosa ti è venuto in mente...

Trovami se sei capace altrimenti...



Se vuoi sapere dov'è...


giovedì 21 ottobre 2010

Ogni persona

OGNI PERSONA


(…) Ogni persona che passa nella nostra vita è unica.

Sempre lascia un po' di sé e si porta via un po' di noi. 

Ci sarà chi si è portato via molto, ma non ci sarà mai chi non ha lasciato nulla.

Questa è la più grande responsabilità della nostra vita e la prova evidente che due anime non si incontrano per caso (…).


Jorge Luis Borges 




Pensierino. E' maledettamente vero quello che scrive Borges. Ci sono persone che pensano di poter "cancellare" gli incontri della loro vita e si affannano in esorcismi sempre più crudeli, non capendo che facendo così negano la propria stessa umanità.


martedì 19 ottobre 2010

Scavando, scavando


Gli archivi di fotografie digitali diventano delle miniere senza fondo o dei Pozzi di San Patrizio (come si usavano un tempo che fu). E così per gli "appassionati" lettori di questo blog ecco la "famosa" meridiana che ha ispirato l'omonimo capitolo del mio libro Traversagnetta.
Lo so, dormivate benissimo anche prima di vederla questa immagine ed immagino che continuerete a farlo anche dopo... Ma tant'è...

Digressioni. Rom scrive nei commenti...
Eh, ma qui bisogna che tu ti metta a scavare con la vanga! Infatti: sei sicuro che la scritta sia "segno l'ora serena"? E se invece fosse stata originariamente "segno l'oro sereno"?
A verifica, dovresti arrivare a capire come viene segnato, l'oro sereno, e scavare lì.
Però può darsi che trovi il forziere vuoto: può essere che l'ha svuotato chi ha cambiato le o in a - non voleva che qualcuno s'affaticasse inutilmente a scavare, e, ora, la meridiana segnava ore serene.

 Rispondo a Rom...
Ho visto l'indecisione del costruttore della meridiana, ma sai il committente poteva essere un qualunque ricco signore e la scritta si presta ad essere una velata critica all'amore sfrenato per la ricchezza del proprietario. Ma è la "ballerina" che mi interessa di più. Il suo passo è davvero spericolato, perde l'equilibrio, quell'incrocio di gambe la farà ruzzolare a terra a gambe all'aria. Il tempo fa questo effetto sulla gioia della danza della vita?
Eppure anagrammando "Segno l'ora serena" troviamo "Esso (il tempo) non regalare" e mi pare che funzioni. Ma anche l'altra versione più prosaica "Segno l'oro sereno" anagrammata diventa 
"Loro (le ore) serene sogno" e ci sta pure questa, senza grande scarto di senso (eliso solo un apostrofo)...
Un'ultima cosa che taglia la testa al toro: manca lo stilo e quindi 
questa è la fotografia della felicità, ora: precaria, ma bellissima !

lunedì 18 ottobre 2010

Foto di giornata a La Fagiana (Parco del Ticino)

 Come un velo


Riflessi sulle bacche

Fuochi d'artificio vegetali

Accendi la luce, per favore

domenica 17 ottobre 2010

Prova da lontano

Raggiungere con un pensiero il blog... Che idea balzana! Non potevo lasciarlo stare un po' tranquillo?


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Discretamente


Si affaccia discretamente dal folto di siepi e cespugli
Non irrompe sulla scena, sfacciata
Resta lì, nascosta
Quel tanto che basta per immaginare...

giovedì 14 ottobre 2010

La sveglia sul cuscino

Devo proprio dirlo: i vecchi sono strani. Non storcete il naso, non è una forma di razzismo e nemmeno un tributo alla società dell'efficienza che guarda male tutti quelli che l'hanno persa (l'efficienza), ma non hanno affatto perso le altre loro facoltà. Anzi. In un certo senso le loro "facoltà residue" si sono come moltiplicate: sono molto più sensibili e suscettibili, più paurosi e permalosi, più scrupolosi e intolleranti ed ora , quasi sempre, sono più ricchi dei loro figli (pre-pensionati) ed ancora di più dei loro nipoti che annaspano nei "nuovi lavori flessibili". Quando ad un tipo con questi tratti psicologici gli metti in mano anche una discreta autonomia finanziaria diventa una persona difficilmente sopportabile. Quindi ricevono dai "sottoposti" (in età intendo) eguale trattamento e la vendetta dell'isolamento. Già perché anche il più scontroso e burbero degli uomini ha pur sempre bisogno di qualcuno che l'ascolti (non vogliono sentire nessuno, ma tutti devono sentire almeno cosa dicono loro). E così la condanna all'isolamento unita ad una progressiva difficoltà al movimento che con l'età è inevitabile, fanno diventare questi vecchi dei "reclusi civili". I reclusi, si sa, hanno manie autodistruttive e soffrono di ogni genere di male psichico dovuto al loro stato di cattività e figuratevi se mettete un vecchio normo-dotato di facoltà mentali in una prigione: diventa una belva inavvicinabile, pronto a ghermirvi con le sue affilate unghie che sono parole arrotate ad una ad una, rese appuntite da infiniti rimuginamenti, esplosive da compressioni incredibili...
Tenersi una sveglia sul cuscino è uno di quei tic incomprensibili ai più, sintomo di un'altra malattia, quella  dell'anima (ebbene si, anche l'anima si ammala ed a volte muore proprio). Se chiedi ingenuamente il perché di quella sveglia, vieni fulminato con una risposta di una disarmante semplicità, questa :"per sapere che ora è...". Non contento, persisti nel tuo errore e continui imprudente:"ma cosa ti serve sapere l'ora quando dormi?" La partita si chiude e l'hai già persa, arriva la stoccata finale: "ma mi serve sapere quando mi sveglio che ora è !". Il risultato è che ogni ora (circa) vogliono sapere che ora è, grazie all'insonnia e questo dimostra il grave problema dei vecchi col tempo (malattia questa dalla quale non sono immuni anche i più giovani).
Lo sguardo dei due contendenti durante questo dialogo surreale muta progressivamente: l'ingenuo richiedente passa dal sorridente premuroso, al pensoso al perso; quello del vecchio da indispettito a furbo e , infine, trionfante.
Devo proprio ribadirlo: i vecchi sono strani.

Si vieni...


Si vieni , morbida nebbia, e tutto avvolgi...

martedì 12 ottobre 2010

domenica 10 ottobre 2010

Segno l'ora serena

La meridiana

Non si era mai accorto, Enrico, della meridiana posta sul lato sud della serra. Da bambino non poteva certo scorgere tra il fitto rampicante il quadrante e lo spuntone. Anche oggi la si poteva intravedere alzandosi sulla punta dei piedi ed osservando attentamente si notava anche un sole fiammeggiante al centro dai colori ormai stinti ed un cartiglio a fregio che riportava il motto "Segno l'ora serena". Nell'angolo una figura femminile dalla lunga veste nella posa plastica di un passo di danza.
Enrico si chiedeva ora che ci facesse una meridiana nel giardino: il tempo in quello spazio gli era sembrato sempre dilatato e scandito solo dalle stagioni. Invece qualcuno aveva pensato di fare quell'intrusione come a voler ricordare che esisteva un tempo più breve, scandito dal passaggio del sole. Nello stesso tempo e contraddittoriamente la sua posizione era infelice per quel compito di orologio solare. Stretta tra una fitta coltre di alberi l'asta della meridiana rimaneva senza ombra, diventando monito di un tempo che trascorreva senza la possibilità nemmeno di misurarlo. "Segno l'ora serena" suonava frase crudele dal momento che non segnava alcuna ora. (Guglielmo Gaviani, Traversagnetta, ed. ilmiolibro.it, 2009. Racconto Il giardino).