venerdì 14 gennaio 2011

La casa di Alda Merini

La mostra su Alda Merini a Palazzo Reale a Milano è l'occasione per vedere alcune foto della sua casa. Dimenticate l'idea di entrare in una casa-museo (come per altro qualcuno vorrebbe trasformarla): è innanzitutto un grande letamaio, un cumulo di immondizia coperto di mozziconi e cenere, i muri pieni di graffiti (poesie, numeri di telefono, disegni, fumetti), un pagnericcio sfatto è il letto/divano/alcova, foto ritagliate da giornali e manifesti di vecchi film alle pareti costituisco una lercia tappezzeria. Un crocifisso e la foto di Papa Wojtyła. Non si vedono libri in giro,  solo fogli di ogni tipo scritti a mano, scarabocchiati, stracciati.
Questa stanza era lo specchio della sua anima, strabordante di eccessi, matta da legare e sottoporre ad elettrochok, sporca femmina in cerca costante dell'amore e del denaro che le manca. Sublime poetessa.

Amo la sporcizia

La amo
La desidero
La bramo.



Prima di venire

Prima di venire
Portami tre rose rosse
Prima di venire
Portami un grosso ditale
Perché devo ricucirmi il cuore
E portami una lunga pazienza
Grande come un telo d'amore
Prima di venire
Dai un calcio al muro di fronte
Perché li dentro c'è la spia
Che ha guardato in faccia il mio amore
Prima di venire
Socchiudi piano la porta
E se io sto piangendo
Chiama i violini migliori
Prima di venire
Dimmi che sei già andato via
Perché io mi spaventerei
E prima di andare via
Smetti di salutarmi
Perché a lungo io non vivrei.



Ho le stigmate e da sempre,
da quando cioè ho peccato
contro la dura sorte
con un momento d’amore
[…]
dentro le mie turgide mammelle
che da sempre allattano gli angeli
da quando io fui generata.



 A volte Dio

A volte Dio
uccide gli amanti
perché non vuole
essere superato
in amore.

(Al funerale di Papa Giovanni Paolo II)
Commiato
Siamo venuti tutti alle tue esequie
e con piedi di piombo
che non volevano camminare,
nemici, nemici della tua morte,
abbiamo alzato i pugni
come anarchici risoluti
di fronte a questo mistero.
Così è il pianto che scorre dagli occhi,
così è l’ira di chi ama;
ma tutti hanno continuato a scrivere versi
pensando a te che eri
un poeta.


7 commenti:

  1. Alda Merini era imbarazzante come tutte le persone al di fuori degli schemi.
    Oggi ci "cibiamo" della sua immagine e delle sue parole perchè siamo piccoli miserabili in cerca di una "via d'uscita" che ci dia respiro indiretto.

    I matti sono simpatici, non così i dementi, che sono tutti fuori, nel mondo. - Alda Merini

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  2. "Spazio spazio, io voglio, tanto spazio
    per dolcissima muovermi ferita:
    voglio spazio per cantare crescere
    errare e saltare il fosso
    della divina sapienza.
    Spazio datemi spazio
    ch’io lanci un urlo inumano,
    quell’urlo di silenzio negli anni
    che ho toccato con mano"
    Alda Merini, da "Vuoto d'amore"

    IO L'AMAVO, L'AMO E L'AMERò SEMPRE, NELLA SUA INCONTESTABILE GENIALE PASSIONALE FOLLIA
    :)

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  3. Ho appena pubblicato qualcosa sui bipolari che disegna una traccia di quanto e come potesse sentire il mondo.

    Mi piace moltissimo lei poetessa. Schumann morì in un ospedale per matti non capito, dissero che oggi forse sarebbe sopravvissuto, lei è vissuta oggi ma viene da chiedersi se sia stata capita.

    Tanti la ricordano e la citano, così lei vivrà ancora tanti e tanti giorni.

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  4. Prima di venire
    Dimmi che sei già andato via
    Perché io mi spaventerei

    Genio puro!

    P.S.
    Il ricordati che devi soffrire che ha vicino al letto acquista un senso più pieno nella camera di Alda.

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  5. Una grande poetessa... Mi piace molto
    Giulia

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  6. xAnonimo. Zitti ? Perché mai? Lasciaci dire le nostre stronzate in pace...

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