sabato 26 marzo 2011

La "logica" della guerra


E' sempre la solita storia. Non cambia mai. Vendiamo armi ad un governo di un dittatore "amico" e poi... E chi è implicato sono tutti i governi italiani dal 23 settembre 2004 in poi...


LE CIFRE BALLERINE FORNITE DAL GOVERNOIl governo a volte sconfessa se stesso. Capita anche questo, per confondere le acque sulla "bizzarra" partita delle forniture italiane di armi alla Libia. Su questo tema l’Idv, con i deputati Leoluca Orlando e Fabio Evangelisti, ha presentato un’interrogazione in commissione Esteri. A rispondere si presentò, l’8 marzo, il sottosegretario Stefania Craxi. Che, stando al resoconto ufficiale della Camera, affermò che l’export nostrano «ha avuto un andamento fortemente decrescente», passando dai 111 milioni "autorizzati" nel 2009 ai 93 nel 2009, per poi ridursi l’anno scorso a «soli 37 milioni». Peccato che nel Rapporto del Presidente del Consiglio sul commercio di materiale bellico le cifre siano esattamente invertite e, pertanto, in crescita: 93 milioni (93,218 per l’esattezza) nel 2008 e 111,79 nel 2009. Solo una svista? La Craxi sottolineava per di più che «i volumi effettivamente esportati sono stati al di sotto del valore delle autorizzazioni», fermandosi nel triennio a 170 milioni, mentre i restanti 70 milioni sono stati «bloccati con provvedimenti sospensivi, alla luce della crisi in atto». Inoltre, le forniture di elicotteri e velivoli da soli rappresentano «una quota pari all’81% del valore complessivo».
Eugenio Fatigante e Massimo Calvi
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