venerdì 4 maggio 2012

Divagazioni tra le vigne

E' incredibile come le Langhe da terra desolata di fatiche inaudite e di fame nera (così ci viene descritta nei testi di Cesare Pavese e di Beppe Fenoglio), sia diventata nel giro di pochi decenni terra del buon mangiare e bere, imponendosi a livello internazionale come promotrice di una ricca agricoltura e, persino, disponga di una Università degli studi di scienze gastronomiche (Pollenzo) che ci invidia tutto il mondo.
"...a mezzogiorno come a cena passavano quasi sempre la polenta da insaporire strofinandola a turno contro un'acciuga che pendeva per un filo della travata; l'acciuga non aveva più nessuna figura di acciuga e noi andavamo avanti a strofinare ancora qualche giorno..." da La Malora di Beppe Fenoglio.

Università di Pollenzo
Ma se pensiamo bene la campagna italiana dal Piemonte al Veneto, dal Friuli alla Sicilia aveva, purtroppo, uno stesso profilo: tanto lavoro, tanta miseria, malnutrizione endemica e pochi che si arricchivano in maniera smisurata. Tra questi ultimi c'erano anche molti Curati che gestivano le immense proprietà della Chiesa e per il contadino non faceva molta differenza lavorare sotto padrone o curato. Naturalmente la classe dirigente conosceva approfonditamente al situazione: la popolazione era soggetta a minuziose "inchieste" che puntualmente descrivevano malanni e miserie. Famose quelle storiche sulle condizioni dell'agricoltura di Stefano Jacini che "sorvolavano" sulla pellagra che affliggeva la popolazione agricola, ma anche nel 1951 i deputati Vigorelli, Cornia, Tremelloni, Saragat, Zagari, Chiaramello e Bellinardi depositavano alla Camera la proposta per un'indagine parlamentare sulla miseria del popolo italiano e sui modi per combatterla

Casa padronale sul sentiero Fenoglio
Ho letto tempo fa su un libro di Eugenio Scalfari che questo capitalismo da rapina è stato necessario per l'accumulazione primaria di capitali senza la quale nulla si sarebbe mosso poi nell'industria e l'umanità si sarebbe eternamente dibattuta in una economia di sussistenza. Le giustificazioni di Lor Signori sono sempre eleganti e convincenti soprattutto quando utilizzano fini intellettuali per confezionarle. 

  

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