lunedì 18 giugno 2012

Coelett



Luis Balocch
E 'l Coelett 'l diseva: né amour né odi.
L'òmm che 'l se creda de vess chissà che
rôba, l'òmm, 'l sa on figh secch. Tucc
ball de fà buj quel ch'e1 dis. Tutt quel che
gh'emm, tutt quel che femm, tusscòss l'è
vanità e fiaa traj via.
Num e i besti a gh'emm on medesim
destin. Andà sott terra. E per sti pòch dì che
vivom semm bordegaa de tucc i malann
del mond.
I mòrt, quej, san piûu nient. Gh'è pûu nient
per lor. Nissun guadagn. Amour. Gramità.
Tutt quell che in vita a gh'even a l’è bella
che finii.
De quel che femm incoeu, doman, fra on
ann, fra on secol, ghe restarà on bel nient.
E allora vadavia ’l cùu su la proeusa di besii!

 da Coelett di Luigi Balocchi (Luis Balocch), La memoria del mondo libreria editrice, 2011

(traduzione -all'impronta- mia)

Il Qoelet diceva: né amore né odio.
L'uomo che si crede di essere chissà che
cosa, l'uomo, non sa un fico secco. Tutte
balle da far bollire quello che dice. Tutto quello che
abbiamo, tutto quello che facciamo, tutto è
vanità e fiato sprecato.
Noi e le bestie abbiamo un medesimo
destino. Andare sotto terra. E per questi pochi giorni che
viviamo siamo sporcati da tutti i malanni
del mondo.
I morti, quelli non sanno più niente. Non c'è più
niente per loro. Nessun guadagno. Amore. Sofferenza.
Tutto quello che avevano in vita è bell'e
finito.
Di quello che facciamo oggi, domani, fra un
anno, fra un secolo, non resterà un bel niente.
E allora vada via al culo su un'aiuola di ortiche.

Pensierino. Va bene Qoelet o Coelett come ti chiama Luis Balocch, tutto sarà vanità, ma tu perché lo scrivi ? Perché hai messo tutto il tuo ingegno, la tua passione, la tua fantasia per dirci che ingegno, passione e fantasia non sono niente ? C'è un corto circuito nel tuo ragionamento che mi convince un attimo e poi mi rivela il suo scopo profondo e inconscio. La tua cantilena è un esorcismo contro l'inutilità della vita che ci assale tutti, ogni giorno, con gli argomenti che tu ci snoccioli copiosi e convincenti. Ma tu ce li racconti questi argomenti, li sviluppi, li macini nel tuo mulino ed allora noi li abbiamo ben presenti, chiari, illuminati sotto potenti riflettori. Ora li conosciamo bene. Ecco la loro potenza svanisce o comunque si ridimensiona. Si, sono alla nostra portata questi argomenti, non ci sovrastano più, possiamo tentare di superarli, senza paura. 


2 commenti:

  1. mi regali un paio di lamette guglielmo? :-O (faccina perplessassai:)

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  2. Mi sembra , Frammentaria, che il mio pensierino vada proprio nel senso contrario di Qoelett e non c'è affatto bisogno di lamette, anzi -:)))

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