lunedì 11 giugno 2012

Orto o non orto


Devo dire che non sono portato per i lavori manuali e di bricolage. Le scatole di Ikea con dentro quelle maledette istruzioni e sacchettini di viti e brugole mi mettono addosso una grande frustrazione. Nel giardino mi trovo più a mio agio, ma la mia attività si ferma a semplici operazioni di manutenzione: taglio delle rose e della vite, rinvaso di piante e fiori, innaffiatura, ritocco di qualche siepe e poco altro. Così, quando mi sono deciso di fare l'orto, mi sono tenuto, prudentemente, con un profilo basso: innanzitutto la dimensione (1,50 x 2,20 = 3,3 mq), poi la scelta delle piante (erbe aromatiche, pomodori n.3, sedano n.6, menta, melissa, n.1 pianta di peperoncino) e infine la scelta di aggiungerci dei fiori (viole del pensiero e altri di cui ora mi sfugge il nome).

L'epistolario tra Jean Baptiste La Quintinie (il giardiniere) e l'amico medico Philippe Neuville si sviluppa per lunghi anni sulla dicotomia tra i tempi della storia che sembrano a Philippe incalzanti (ma la resa dei conti è sempre rinviata) e quelli della natura molto più lenti (ma inesorabili negli esiti) di Jean Baptiste.
Tutti, oggigiorno, a somiglianza del Re e della sua amante, diventano pii e appassionati di religione. Mi fanno ridere, quelle persone di cui mi parlate, Jean-Baptiste, e che io stesso incontro talora a Notre-Dame o in altre chiese parigine. La cappella di Versailles, se non mi sbaglio, non è molto lontana dal teatro. Che simbolo! C’è da temere che i più vadano all’una pensando all’altro! Infatti, dovendo mostrarsi a Dio, si pensa prima a mostrarsi agli uomini. E ci si agita, e si commenta, e ci si esibisce, e talora ci si batte. Alla fine si esce dal tempio con gli occhi, il cuore e il cervello umidi, quando l’oratore è stato convincente. Asciutti se, per sventura, ha espresso male il proprio pensiero. Ma l’anima? C’è da scommettere che essa sia rimasta estranea a quel sommovimento dei sensi. Ci si vuole salvare l’anima quando non si pensa che a preservare il proprio corpo, la propria ricchezza e il proprio rango dalla putrefazione prossima ventura. Infatti, ciò che più temiamo non è tanto Dio quanto gli insetti, le pietre e la negra terra che ci terranno rinserrati fino al giudizio universale. Cosa volete che se ne faccia, Dio, di tutti codesti simulacri? Sì, da quando abbiamo messo degli uomini al centro del mondo, ne abbiamo fatto sparire Dio stesso. E sicuramente Lui aspetta. oggi lontano, molto lontano, al di là delle stelle fisse, che finiamo di dissolverci per ricostrulre tutto.”
“No, Philippe, Dio non è così lontano da noi. Forse è fin troppo vicino, e proprio per questo non lo vediamo più. Eppure se ne sta lì in piedi fra i rami della notte, sotto il muschio e nei tronchi degli alberi, in mezzo ai sassi e alle nuvole. Dio si fa beffe del marmo e delle dorature dove gli uomini pensano di venerarlo. Non cercate Dio nelle chiese, Philippe: da un pezzo ha tagliato la corda per una porticina che dà sul mondo. ”
Bibliografia minima (dal mio piccolo armadio-libreria):
Pejrone Paolo, In giardino non si è mai soli, Feltrinelli
Pera Pia e Perazzi Antonio, Contro il giardino, Ponte alle grazie
AAVV, Bestiario ed erbario popolare - il medio Ticino, lamodernanovara, 1988
Pierre Lieutaghi, Il libro delle erbe, Rizzoli
Università di Torino, L'erbario dell'Università di Torino 



   

10 commenti:

  1. E non c'è mai più tornato, Dio nelle chiese.
    Cristiana

    RispondiElimina
  2. Vedo che la pensiamo allo stesso modo, Cristiana

    RispondiElimina
  3. Risposte
    1. sì, perché volevo dire un sacco di cose ma non ho il tempo e così l'unica cosa che riesco a digitare è un sorriso.... oggi riesco ad aggiungere che il tuo piccolo orticello è bellissimo, e so quanto impegnativo curarlo ma quante soddisfazioni, vero?? quando il basilico si riempie di foglie e di profumo (che poi va a finire nella pasta!) e i fiori gemmano e poi sbocciano e la salvia rinvigorisce dopo un invernata in cui sembrava in coma! bello e tenero, sì, il tuo orticello!

      Elimina
    2. Devo spostare vicino all'orto ul tavolino con qualche sedia che sta in un altro angolo del giardino... qui c'è più gente e tanti amici -:)))

      Elimina
  4. Questo angolo di orto è di una tenerezza struggente. Mio marito che transitava alle mie spalle e ha visto la foto, ha detto di farti i complimenti perché è bellissimo

    RispondiElimina
  5. Grazie Luz e ringrazia anche il marito -:)))

    RispondiElimina
  6. piccolo, tenero e lievemente anarchico, come quello che aveva un mio zio molto originale e simpatico.
    Inutili dirti che oltre al tuo orticello ho molto apprezzato il passo che hai riportato:)
    Buona giornata!

    RispondiElimina
  7. Leggo che il mio orto ha avuto nella sua piccolezza un grande apprezzamento da parte degli amici che circolano qui. Grazie a tutti , non ultima Giacynta

    RispondiElimina

I commenti non sono moderati. Si confida nei lettori che vogliono lasciare una traccia del loro passaggio.