mercoledì 25 luglio 2012

Forse il cuore ci resta, forse...E ancora attendi, non so che cosa, mia sperduta...


da GIORNO DOPO GIORNO (Quasimodo)

Forse il cuore

Sprofonderà l’odore acre dei tigli
nella notte di pioggia. Sarà vano
il tempo della gioia, la sua furia,
quel suo morso di fulmine che schianta.
Rimane appena aperta l’indolenza,
il ricordo d’un gesto, d’una sillaba,
ma come d’un volo lento d’uccelli
fra vapori di nebbia. E ancora attendi,
non so che cosa, mia sperduta; forse
un'ora che decida, che richiami
il principio o la fine: uguale sorte,
ormai. Qui nero il fumo degli incendi
secca ancora la gola. Se lo puoi,
dimentica quel sapore di zolfo
e la paura. Le parole ci stancano,
risalgono da un’acqua lapidata;
forse il cuore ci resta, forse il cuore...

Pensierino. Ci sono attese senza speranza. Tanto che si è dimenticato persino l'oggetto dell'attesa o rimane, lontanissimo, come appannato. Eppure sono attese tenaci, proprio per questa loro evanescenza. Il cuore dell'uomo è misterioso.

7 commenti:

  1. c'e' la tenacia. a volte quella sola rimane.

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  2. A volte i tuoi pensieri sono più belli dei testi che corredano:)
    Ciao!
    p.s.
    voglio ringraziarti ancora per il bel commento che mi hai lasciato ieri. Ne ho di cose da approfondire! E per i tuoi account segreti che mi porteranno verso Buscate:))

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  3. Una tenacia "misteriosa" diciamo, alpexex...

    Che dire Giacy, mi hai beccato...e grazie per i complimenti che alimentano la mia vanagloria -:)

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  4. forse sono queste attese a tener in vita il cuore, chissà...
    buona giornata, un abbraccio :)

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  5. Aspettare è ancora un’occupazione. E' non aspettar niente che è terribile.
    C.P. MdV

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  6. x ilsoprammobile e Pierluigi. Eh si , forse è l'attesa che ci tiene in vita ! -:)))

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  7. bella la poesia di Quasimodo e terribilmente vero il tuo pensierino. Ciao Guglielmo

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