domenica 29 luglio 2012

Libri da evitare: Pinocchio


Ora la storia di Pinocchio nasce storta. Due vecchietti col parrucchino si contendono un pezzo di legno che parla e si azzuffano come matti salvo, quasi subito, promettersi amicizia eterna. Geppetto (uno dei due) poi ottiene il pezzo di legno parlante e lo modella a suo modo per farne un burattino col quale vorrebbe girare il mondo per guadagnare qualche soldo. Ma è alquanto distratto, perché dimentica di fare a Pinocchio le orecchie, pretendendo poi che quello senta le sue ragioni. Geppetto per di più affibbia questo nome alla sua creatura perché gli ricorda una famiglia di miserabili che “il più ricco chiedeva l'elemosina” e pretenderebbe, ancora, che Pinocchio si lasciasse condurre a questo non invitante destino senza ribellarsi e fuggire. Per fortuna che gli abitanti di quel borgo sono un po' più indulgenti di Geppetto e se devono scegliere tra quel vecchietto bizzarro col parrucchino biondo e il burattino non hanno dubbi. Così è Geppetto a finire in galera ben prima di Pinocchio ed è assolutamente secondario che il falegname sia completamente innocente. Ben gli sta.
Ora c'è da dire che il povero Pinocchio, nel frattempo, ha trovato rifugio a casa del padre-padrone e manco a dirlo vi trova un fastidioso grillo parlante che vuol cominciare a fargli la morale ancora prima di sapere che cosa veramente è successo e per di più a stomaco vuoto. Con tono saccente il grillo sostiene di essere arrivato ben prima di lui in quella casa quasi a volergli ricordare che lui, il burattino, è l'ultimo arrivato, anzi la sua presenza è alquanto indesiderata. Ora cosa poteva fare un burattino di legno tirato fuori ad accettate da un ceppo da ardere da un falegname inetto e pasticcione che lo voleva sfruttare per far soldi girando per le piazze ? Prende un martello e lo tira al grillo saccente che gli sta facendo una inutile paternale e, essendo sfigato, lo prende in pieno sulla testa.
Avete un bel dire che la testa di Pinocchio è piena di segatura, si trova bambino senza aver avuto una infanzia, può camminare e correre senza aver gattonato, si trova a parlare senza aver balbettato. Cosa ci si può aspettare da quella testa piena di cibo per tarli e senza alcuna esperienza di nulla ?
Quando infila una serie sfortuna di incontri ne esce sempre con le ossa rotte.
Ma, se ci pensate bene, nella sua sfiga avreste fatto altrimenti e vi sarebbe capitata miglior sorte ?
Se vi avessero proposto di vendere il noioso abbecedario per entrare in una fantasiosa compagnia di teatro, che avreste fatto ? Vabbè c'era Mangiafuoco a dirigerla, ma questo fa parte della sfiga...
Poi , non appena ha 5 zecchini d'oro in mano, Pinocchio incontra quei due gran filibustieri del Gatto e della Volpe e come può un burattino difendersi dall'ingordigia di quei due ?  L'unica arma che ha Pinocchio sono le sue gambe ed allora fugge e dove ti arriva ? Con tutte le case a disposizione, finisce in quella dei morti viventi abitata da una bambina con i capelli turchini ( i capelli i questa storia sono davvero strambi!). Si può essere più disgraziati ?
No, se pensiamo che oggi la storia maledettamente e noiosamente didascalica di Pinocchio possa funzionare con i nostri figli scafati su tutta la linea, ci sbagliamo di grosso. Possiamo solo sperare che Pinocchio lo leggano dopo, lontani dalla scuola, per puro divertimento e allora, forse...

2 commenti:

  1. io l'avrei intitolato "Pidocchio"...

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  2. Caro Alpexex, sto dalla parte di Pinocchio non da quella di Collodi

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