mercoledì 30 maggio 2012

Ti voglio ora ehi ti odio ora


Crackling waterIn the crackling lightAnd the crackling cloudsHere in the crackling nightI want you nowIf this is not hateI don't know howI ever over-underrateHere on earthWhere the wind and the rain prevailIt bends what you build and it rusts what you nailHere on earthWhen the weather is warmAnd the cool rains returnWhen the wind's fully formedAnd the storm we finally earntYeah, i'll returnWhen the weather is warmWith the gray i've earnedAnd my heart now fully formedHere on earthWith the bends and the rustYou hide from the rain and the winds you mistrustHere on earthI hate you nowIf this is not loveThen i don't know whatI've been a party ofHere on earthWith the wind and rainThey love to erode what you love to sustainHere on earth these things remainCrackling waterIn the crackling lightCrackling cloudsIn the crackling nightI want you nowIf this is not hateI hate you nowIf this is not loveIf this is not loveWell, i don't know whatI've been a party ofI want you nowI want you nowI hate you nowI hate you nowI want you nowI want you nowHey...I hate you nowIf this isn't love
(Traduzione improbabile...)
Crepitio dell'acquaAlla luce scoppiettanteE le nubi crepitantiQui nella notte scoppiettanteTi voglio oraSe questo non è l'odioIo non so comeChe io abbia mai sottovalutare oltreQui sulla terraDove il vento e la pioggia prevalgonoCurva quello che Lei costruisce ed arrugginisce quello che Lei inchiodaQui sulla terraQuando il tempo è caldoE le piogge fredde tornareQuando il vento è completamente formatoE la tempesta finalmente fatto guadagnareSì, torneròQuando il tempo è caldoCon il grigio ho guadagnatoE il mio cuore ora completamente formatoQui sulla terraCon le curve e la ruggineSi nasconde dalla pioggia e dai venti che diffidenzaQui sulla terraTi odio oraSe questo non è amorePoi non so cosaSono stato un gruppo diQui sulla terraCon il vento e la pioggiaAmano erodere ciò che si ama per sostenereQui sulla terra queste cose rimangonocrepitio dell'acquaAlla luce scoppiettantecrepitanti nuvoleNella notte scoppiettanteTi voglio oraSe questo non è l'odioTi odio oraSe questo non è amoreSe questo non è amoreBeh, non so cosaSono stato un gruppo diTi voglio oraTi voglio oraTi odio oraTi odio oraTi voglio oraTi voglio oraHey ...Ti odio oraSe questo non è amore

lunedì 28 maggio 2012

Il sambuco non è poi così amaro

Qualche post fa ho scritto del gusto amaro del sambuco, ma , come mi càpita spesso, mi sono dovuto ricredere. Una mia cugina mi ha magnificato proprio la marmellata di sambuco e allora eccola qui.
Ingredienti:
SAMBUCO 1 KG
LIMONE         1
ZUCCHERO 300 GRAMMI
PECTINA (FACOLTATIVO) 1 BUSTA

Il sambuco cresce spontaneo in quasi tutta l'Italia: per procurarvelo  basta quindi fare una passeggiata in campagna o in montagna nel mese di Agosto. Altrimenti chiedetelo ad un buon ortolano e ve lo procurerà facilmente.
Pelate il limone (che dovrebbe essere di agricoltura biologica) e tritate la scorza.
Strizzate poi il succo sulle bacche di sambuco che avrete lavato per bene.
Aggiungete lo zucchero mescolate bene e lasciate riposare per una notte.
Tritate la scorza di limone.
Versate le bacche di sambuco e il loro sugo in una pentola bella grande perchè la marmellata aumenta molto di volume quando prende il bollore.
Unire la scorza di limone e la pectina se la usate. Ve la consigliamo perchè abbrevia i tempi di cottura (il che permette di conservare meglio le proprietà della frutta) e permette di usare meno zucchero, pur essendo certi della conservazione.
Rimescolate bene la marmellata fino a che non comincerà a bollire, poi fatela addensare a fuoco bassissimo.
Quando avrà la consistenza voluta  spegnete la fiamma e invasate subito in vasi pre riscaldati.
Ricordate di proteggere le mani con un guanto da forno o con una "presina" perché la marmellata bollente può causare ustioni gravi.
L'invasatura a caldo è garanzia di conservazione: se utilizzate vasi con la guarnizione in gomma non è necessario farli bollire.
Se invece usate vasi a capsula dovete ottenere il "sotto vuoto" facendoli scaldare a vapore o a "bagno maria" per almeno 20 minuti. In questo modo la marmellata durerà più a lungo.
La ricetta la trovate qui con le immagini.
Pensierino. Vabbè ci sarà sempre il solito brontolone che dirà "Anche l'amaro sambuco con 300 grammi di zucchero diventa buono". Si ma in questa marmellata la proporzione tra frutta e zucchero è (abbondantemente) a favore della frutta (ma il sambuco è un frutto? Mah!). Poi c'è il limone. Insomma è una marmellate che vira decisamente verso l'amaro.

sabato 26 maggio 2012

L'avrete ormai capito che amo il Trio Rosemberg


Pensierino. La musica è sempre legata a dei momenti della vita, almeno per me. Quando sento musica manuoche mi ricordo di belle serate al Maglio di Torino. Il Festival Manouche c'è stato per 2-3 anni di fila, poi è finito sotto la mannaia dei tagli di spesa. Ha tentato l'emigrazione a Rivoli per un anno e poi è finito un po' sottotraccia proponendo serate spot. 
Maglio di Torino
IL TRIO ROSENBERG & FRIENDS

Stochelo, Nonnie, Nous'che Rosenberg
Christian Van Hermert violino
Pieter Beets, pianoforte
Eddie C. percussioni e voce

si è esibito il 1° maggio 2012 alle ore 21.00 in Piazza Castello chiudendo la manifestazione torinese al Jazz Club Torino in Piazzale Valdo Fusi dalle 23 con una jam session manouche. Ma io non c'ero più, peccato.

giovedì 24 maggio 2012

Silenzio a Milano ?



Dove prima. non c’erano che marciapiedi deserti, scoppiava un’onda di vita.
Era. una cosa oscura, ancora; una massa oscura che, nella mezza-luce, fluttuava vagamente intorno al1’ombra di un treno che un momento prima non c’era, forza ancora fluida, vaga, muta, eppure violenta; rapida si getto ai cancelli, si assottigliò per varcarli, gonfiò nuovamente, si sparse, irruppe dovunque.
Ora vedevamo uomini, uomini, ancora uomini.
Sentivamo voci brevi, serrate, i loro respiri. C’erano donne, anche, giovani e anziane. Non avevano sorrisi, ma solo facce serie, scarne, assonnate. Cominciarono a passarci davanti, alcuni di loro, ma quasi
senza contorni, come ombre, fuggendo. Poco dopo, un’altra ondata circondò un altro treno, si assiepò ai cancelli, rinsanguò la prima. Poi una terza, una quarta, altre ancora. "Operai ", disse una voce vicino a noi.
Mare grigio, battevano all’alba contro le rive della capitale lombarda, ne mordevano la pietra, s’avventavano contro i suoi prodigi di metallo e di pietra. Ritornavano indietro, come un mare triste.
la. sera, si spargevano nel retroterra a riempire coi loro respiri il buio. L`indomani all’alba riapparivano: questo solo era il mare, il mare umano, il respiro profondo di Milano.
Uomini, giovani uomini, quasi raguzzi, ragazzi quasi bambini. L’adolescente che morale correndo il pane, l’uomo giovane, o quasi vecchio, che spegne correndo la cicca; la donna che si avvolge in fretta.
Anna Maria Ortese, da Silenzio a Milano, Una notte alla stazione, La Tartaruga edizioni, 1998

Pensierino. Milano fine anni '50 come oggi, forse un po' più grigio (allora). Forse un po' più sfavillante di luci e vetrine (oggi). La gente che va e che viene è la stessa nel silenzio della solitudine.  

lunedì 21 maggio 2012

Libri che deperiscono stando sugli scaffali

Della mia passione per i libri usati ho già detto più volte. Ma dev'essere un destino perché le occasioni non mancano mai...
La biblioteca del mio paese ha preso questa saggia abitudine: disfarsi, riciclandoli, dei libri più mal messi o in edizione economica che dopo un po' si ingialliscono sui bordi (l'effetto dell'ossidazione dell'amido che è sempre presente nella carta, soprattutto quella di bassa qualità). 
Il riciclo avviene esponendo i libri "espulsi per indegnità" su una bella bancarella messa all'ingresso della biblioteca dalla quale chiunque può pescare liberamente e portarseli a casa.
Inutile dire che non mi sono fatto scappare l'occasione. Dapprima ho adocchiato Metello di Vasco Pratolini, poi sono passato al Quaderno d'appunti di Katherine Mansfield con traduzione, niente popò di meno che, di Elsa Morante.
Cosa ci facesse un libro così nella biblioteca del mio sperduto paesello di provincia frequentata (quasi) esclusivamente da distratti studenti della scuola dell'obbligo, non è dato sapere. 
Non indago oltre, incasso il succulento libro e via, a casa... Il gusto di aver "rubato" un libro dalla biblioteca (rimane la fascetta con la segnatura e la scritta ANNULLATO) è ineguagliabile ! 

sabato 19 maggio 2012

Giant sand (spegnere prima di avviare questa serie di pezzi la musica del sito sulla destra e chiudere gli occhi)


Pensierino. Tucson è una città quasi al confine col Messico. Terra di antichi ed ingegnosi contadini. Queste ballate aprono su questi luoghi lontani orizzonti sconosciuti.  

giovedì 17 maggio 2012

Antica cantina di Circolo operaio e contadino (cose di un altro mondo)



Sul cancello due lucchetti: i cantinieri scendevano sempre in due nel luogo più sacro del Circolo, dove si custodiva il vino, l'unica bevanda di contadini ed operai fino a pochi decenni fa e la più preziosa. Ciascuno dei cantinieri aveva una chiave del cancello e tutte e due erano necessarie per entrare. Saggezza e prudenza contadina che oggi fanno sorridere i ladroni impenitenti ed impuniti che scorrazzano per questa povera Italia

martedì 15 maggio 2012

Il profumo amaro

Arrivato, un po' affannato, al grande muro di cinta, fece un ampio sospiro che si scontrò subito col profumo amaro del sambuco... 

domenica 13 maggio 2012

Posture


Nippers, il secondo della lista, era un giovinotto di circa venticinque anni, con un paio di favoriti, un colorito olivastro, e, nel complesso, un aspetto piuttosto piratesco. L'ho sempre considerato vittima di due poteri malefici: l’ambizione e la cattiva digestione. L'ambizione era rivelata da una certa impazienza verso i doveri di semplice copista, un'ingiustificabile tendenza ad usurpare pratiche d'ordine strettamente professionale, come la stesura originale di documenti legali. La cattiva digestione pareva segnalarsi con occasionali forme di nervosismo e smorfie d’insofferenza, tali da produrre un percepibile stridio di denti per errori commessi nel copiare; con maledizioni non necessarie, sibilate più che pronunciate, nel fervor del' lavoro; e, soprattutto, con una persistente insoddisfazione circa l’altezza del suo tavolo di lavoro. Quantunque persona molto ingegnosa e pratica, Nippers non riusciva mai ad adattare a sé il proprio tavolo. Sotto, vi infilava schegge, zeppe d’ogni sorta, strisce di cartone, ed infine giunse al punto di cimentarsi in sofisticate sistemazioni, mediante strisce ripiegate di carta assorbente.
Ma nessuna invenzione raggiungeva lo scopo. Se, per dar sollievo alla propria schiena, sistemava il coperchio del tavolo ad angolo retto e sollevato fino al proprio mento, scrivendo cosi come chi usasse per tavolo il ripido tetto d'una casa olandese, allora dichiarava egli che tale posizione gli bloccava la circolazione nelle braccia. Se, invece, abbassava il tavolo all'altezza della vita, curvandovisi sopra per scrivere, sentiva un dolore alla schiena. In breve, la realtà dei fatti era che Nippers non sapeva ciò che volesse. O, se mai voleva qualcosa, era di liberarsi affatto del tavolo da copista. 
Herman Melville, Bartleby lo scrivano, Feltrinelli (Traduzione di Gianni Celati).


Pensierino ergonomico (effetto collaterale di deformazione professionale).

venerdì 11 maggio 2012

Cause perse : no al finanziamento pubblico dei partiti

Il testo base per la riforma dei finanziamenti ai partiti e dei controlli sui bilanci è stato presentato dai relatori Gianclaudio Bressa (Pd) e Peppino Calderisi (Pdl) in commissione Affari costituzionali, alla Camera. Sigla un accordo tra i partiti che sostengono il Governo Monti (Alfano, Bersani e Casini).

Il testo prevede una delega al governo, entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, per la messa a punto di un testo unico delle leggi in materia di finanziamento di partiti e movimenti politici.

Si prevede che dei 91 milioni di euro annui di contributi pubblici ai partiti e ai movimenti politici, il 70%, pari a 63.700.000 euro, è corrisposto come rimborso delle spese per le consultazioni elettorali e quale contributo per l'attività politica.

Per l'ultima tranche dei rimborsi ancora da erogare (arretrati) non viene cancellata ma resta, ridotta del 33%. 

In particolare il deputato Gianclaudio Bressa ha dichiarato:
 "Così togliamo finalmente la cappa ideologica che ai partiti non si può dare finanziamento pubblico. Per cancellarlo occorrerebbe abrogare l'articolo 49 della costituzione. Finché ci sarà l'articolo 49 il finanziamento pubblico è un diritto costituzionalmente condiviso"
A dir la verità nell'Art. 49 della Costituzione non c'è traccia del finanziamento ai partiti che è una "cappa ideologica" di Lor Signori, infatti recita:
Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.
Il referendum abrogativo del finanziamento pubblico ai partiti (introdotto dalla legge Piccoli n. 195 del 2 maggio 1974) è promosso dai Radicali Italiani nell'aprile 1993 ve ede il 90,3% dei voti espressi a favore dell'abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti. Per correttezza diciamo che quel voto del referendum è caduto nel bel mezzo di Tangentopoli, ma oggi non sembra molto diversa la situazione del finanziamento illegale dei partiti come è denunciato puntualmente dalla Corte dei Conti in ogni relazione annuale.

Conclusione e commento. E' uno scandalo il finanziamento pubblico dei partiti e i Cittadini si sono già espressi per la sua abrogazione. Gran parte dei mali dell'Italia sono dovuti alla invadenza di un ceto politico in tutta la società con forme di intermediazione burocratica, che si trasforma spesso in clientela e che grava su tutti i costi essenziali per una società moderna (nella sanità, nella scuola , nell'assistenza, nelle opere pubbliche, nelle più semplici pratiche burocratiche ecc ecc). 
Non è una pretesa quindi chiedere uno snellimento drastico della politica, dei suoi apparati, dei suoi funzionari, delle decine e migliaia di persone che vivono su questa intermediazione capillare, onerosa e inutile della società italiana. Sogno una politica di non-professionisti, con un ricambio forte di persone che se ne occupano e quindi (contrariamente a quello che avviene oggi) con una maggiore partecipazione di Cittadini non il restringimento ad un "ceto" privilegiato ed autoreferenziale.

Se volete mandare due paroline a questi deputati sulla loro proposta, ecco l'indirizzo:

bressa_g@camera.it

P.S. Interessante ed illuminante andare a leggere la biografia di questi due deputati che "poverini" sono solo gli emissari dell'ABC (Alfano, Bersani e Casini):

mercoledì 9 maggio 2012

Over the rainbow




Da qualche parte sopra l'arcobaleno proprio lassù, ci sono i sogni che hai fatto una volta durante la ninna nanna da qualche parte sopra l'arcobaleno volano uccelli blu e i sogni che hai fatto, i sogni diventano davvero realtà.
Un giorno esprimerò un desiderio su una stella cadente mi sveglierò quando le nuvole saranno lontane dietro di me dove i problemi si fondono come gocce di limone lassù in alto, sulle cime dei camini è proprio lì che mi troverai da qualche parte sopra l'arcobaleno volano uccelli blu e i sogni che hai osato fare, oh perché, perché non posso io?
Beh vedo gli alberi del prato e anche le rose rosse le guarderò mentre fioriscono per me e per te e penso tra me e me "che mondo meraviglioso!"
Beh vedo cieli blu e nuvole bianche e la luminosità del giorno mi piace il buio e penso tra me e me "che mondo meraviglioso!"
I colori dell'arcobaleno così belli nel cielo sono anche sui visi delle persone che passano vedo degli amici che salutano dicono "come stai?" in realtà stanno dicendo "ti voglio bene" ascolto i pianti dei bambini e li vedo crescere impareranno molto di più di quello che sapremo e penso tra me e me "che mondo meraviglioso!"
Un giorno esprimerò un desiderio su una stella cadente mi sveglierò quando le nuvole saranno lontane dietro di me dove i problemi si fondono come gocce di limone lassù in alto, sulle cime dei camini è proprio lì che mi troverai da qualche parte sopra l'arcobaleno ci sono i sogni che hai osato fare, oh perchè, perché non posso io?


Questa canzoncina del Mago di Oz riecheggia tanti ricordi. E' come un fiume in piena: immagini, volti, persone, situazioni, angoli di una lontana città... La musica ha sempre un potere di rievocazione, almeno per me, di una potenza enorme, fino alla commozione.

domenica 6 maggio 2012

Cose che càpitano a Milano in una domenica di maggio

Andare al Palazzo Reale di Milano per la mostra su/di Dario Fo e trovarci Dario Fo in persona che intrattiene 50 persone per un'ora e mezza raccontando i "suoi" quadri , la sua idea di teatro e di libertà. I quadri, spiega, li costruisce spesso con una decina di allievi di Brera alla volta che collaborano a ideare l'opera e a realizzarla. Il quadro è l'occasione per una incursione nella realtà, ironica, irridente soprattutto verso il potere che è sempre un po' volgare, sciatto, tutto preoccupato di riprodursi in eterno. Non importa se ad esercitarlo siano grigi tecnici della Bocconi prestati alla politica o alti prelati maledettamente occupati a "governare" le anime dei "fedeli".
Una occasione "militante" per confrontarsi con i temi più scomodi: la povertà, la violenza del potere, i respingimenti e i morti in mare, le morti sul lavoro, l'uso del corpo delle donne, l'assurdità della guerra ecc ecc ecc
Dario Fo non si è risparmiato (gli anni avanzano anche per lui), regalandoci un bel pomeriggio ricco di spunti e idee.  

Cose che càpitano a Milano in una domenica primaverile di maggio.


sabato 5 maggio 2012

Arturo Ghergo (1901 - 1959)

Alberto Sordi

Alida Valli

Adriana Benetti

Marella Caracciolo Agnelli

Massimo Girotti

Monica Vitti

venerdì 4 maggio 2012

Divagazioni tra le vigne

E' incredibile come le Langhe da terra desolata di fatiche inaudite e di fame nera (così ci viene descritta nei testi di Cesare Pavese e di Beppe Fenoglio), sia diventata nel giro di pochi decenni terra del buon mangiare e bere, imponendosi a livello internazionale come promotrice di una ricca agricoltura e, persino, disponga di una Università degli studi di scienze gastronomiche (Pollenzo) che ci invidia tutto il mondo.
"...a mezzogiorno come a cena passavano quasi sempre la polenta da insaporire strofinandola a turno contro un'acciuga che pendeva per un filo della travata; l'acciuga non aveva più nessuna figura di acciuga e noi andavamo avanti a strofinare ancora qualche giorno..." da La Malora di Beppe Fenoglio.

Università di Pollenzo
Ma se pensiamo bene la campagna italiana dal Piemonte al Veneto, dal Friuli alla Sicilia aveva, purtroppo, uno stesso profilo: tanto lavoro, tanta miseria, malnutrizione endemica e pochi che si arricchivano in maniera smisurata. Tra questi ultimi c'erano anche molti Curati che gestivano le immense proprietà della Chiesa e per il contadino non faceva molta differenza lavorare sotto padrone o curato. Naturalmente la classe dirigente conosceva approfonditamente al situazione: la popolazione era soggetta a minuziose "inchieste" che puntualmente descrivevano malanni e miserie. Famose quelle storiche sulle condizioni dell'agricoltura di Stefano Jacini che "sorvolavano" sulla pellagra che affliggeva la popolazione agricola, ma anche nel 1951 i deputati Vigorelli, Cornia, Tremelloni, Saragat, Zagari, Chiaramello e Bellinardi depositavano alla Camera la proposta per un'indagine parlamentare sulla miseria del popolo italiano e sui modi per combatterla

Casa padronale sul sentiero Fenoglio
Ho letto tempo fa su un libro di Eugenio Scalfari che questo capitalismo da rapina è stato necessario per l'accumulazione primaria di capitali senza la quale nulla si sarebbe mosso poi nell'industria e l'umanità si sarebbe eternamente dibattuta in una economia di sussistenza. Le giustificazioni di Lor Signori sono sempre eleganti e convincenti soprattutto quando utilizzano fini intellettuali per confezionarle. 

  

martedì 1 maggio 2012

Sulle tracce di Beppe Fenoglio

Dopo i 23 giorni di Alba, Beppe Fenoglio lascia la sua città occupata dai fascisti:
“paiono viaggiare con me le colline alla mia destra, che guardano la mia piccola città tenuta da loro”
da Beppe Fenoglio, Appunti partigiani 1944-1945, Einaudi

La mappa dell'itinerario da Barbaresco ad Alba

L'erta salita che sale da Casa Ressia

Ed ecco, finalmente, si imbocca il sentiero

Il dolce panorama delle colline della Località Altavilla

La strada bianca si snoda tra cespugli di biancospino, ciliegi e vigneti

Ed ecco le torri di Alba (sopra un cielo che non promette nulla di buono, ma garantisce una bella foto)