mercoledì 6 marzo 2013

Note autobiografiche

Questo flash di ricordi inizia quando per caso un giorno passo davanti alla Statale...

Mi sono iscritto a Lettere Moderne nel 1969 alla Statale di Via Festa del Perdono di Milano. Era una reazione all'abbrutimento della scuola tecnica che avevo fatto prima e che mi aveva fatto diventare, senza alcun merito, un chimico. Mi sembrava che quella formazione esclusivamente "tecnica" fosse monca, bisognava capire qualcosa di più, ampliare le conoscenze perché se mi fossi fermato a quello avrei finito per fare il capo-reparto in qualche tintoria del varesotto ed era una prospettiva che detestavo. La mia famiglia, insensatamente, mi aveva appoggiato in questa aspirazione e allora... 
Milano mi era apparsa subito estranea, come lo era la Statale. Non era il mio mondo: mi chiedevo continuamente che ci stessi a fare io lì. Così cominciavo a fare corsi assolutamente marginali, coerenti con un piano di studi personalizzato (allora si poteva fare così): Geografia umana con l'allora assistente Virginio Bettini (poi diventato titolare a Venezia della prima cattedra di Ecologia in Italia nel 1970) e un corso di Psicologia applicata tenuto da un professore (di cui non ricordo il nome, forse Caracciolo) al Politecnico. Già, il Politecnico: che ci facevo (anche) lì ? Due miei amici frequentavano uno Ingegneria e l'altro Scienze politiche. Tutti e tre avevamo le idee poco chiare e passavamo interi pomeriggi a discutere nei giardinetti davanti al Politecnico. L'unica idea che era nata lì portava all'abbandono dell'università almeno per due di noi.
Si ma per fare cosa? 
L'unica strada che mi trovavo davanti era quella della professione da chimico e quella ho cominciato a fare con una grande amarezza. Non mi ci trovavo in quella tintoria addossata all'Olona in un paese a due passi da Milano e poi in un'altra vicino a Varese. Eppure sono passati sette anni così...
Poi la svolta e l'accesso con un concorso a quello che ho sempre considerato il "mio lavoro": la sicurezza sul lavoro. Avevo cominciato ad occuparmene in azienda e ora si apriva un mondo professionale nuovo, quello che mi ha portato fino alla pensione.
Quella è stata poi un'altra storia...

6 commenti:

  1. lo so, potrei commentare esprimendo un "giudizio", oppure cogliere l'occasione per raccontare di me, o per snocciolare un elenco di occasioni perdute, o esprimere apprezzamento per chi ad imboccare la via....
    ed invece me lo rileggo, con piacere, un piccolo frammento di vita, tuo.

    (grazie)

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  2. E' sempre un bel ricordo la vita, anche se credimi chimico non ti facevo proprio Guglielmo.
    Un abbraccio
    Maurizio

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  3. grazie di questo spicchio di vita...
    ciao Arnica

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  4. Per me l'ispirazione passa sempre per la vista. E' bastato passare davanti all'Università ed ecco che sono nati questi pensierini.
    Grazie a tutti per la visita...

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  5. Ho sempre apprezzato chi ha dubbi, chi si sente incompleto e vuole tastare altri territori, chi ha gli occhi spalancati. Adesso aspetto le prossime puntate.

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  6. Eh si Nidia, è programmato qualche altro flash di vita -:)))

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I commenti non sono moderati. Si confida nei lettori che vogliono lasciare una traccia del loro passaggio.