venerdì 8 marzo 2013

Rimozioni

Ho improvvisamente razionalizzato di non aver mai parlato su questo blog del mio passato da (indegno) musicista. Musicista è una parola grossa, anche perché mio padre con i suoi tre diplomi del Conservatorio di Torino avrebbe qualcosa da ridire. Diciamo che il mio è stato un lavoro da magut della chitarra che per i non lombardi si può tradurre con "manovale" della chitarra.
Ho suonato dal 1975 al 1978 in un gruppo che si chiamava Ticino riva sinistra che era una formazione che portava in giro canzoni in dialetto lombardo scritte e musicate da noi. Animatore del gruppo era Nino Jomini, il Ninone, che è scomparso qualche anno fa e che ho sempre considerato come un mio secondo padre. Per lui ero invece un figlio bastardo e non mi ha mai considerato un gran ché, ma allora c'erano pregiudizi assurdi sulla "piccola borghesia". Gli altri componenti del gruppo erano Vittorio e Angela, la moglie di Nino e cantante. Io e Vittorio eravamo alle chitarre (lui suonava una Ibanez di legno chiaro come "basso"). Nino, per nostra sfortuna, era il front man (come si direbbe oggi) dello spettacolo e suonava le percussioni (bongo e chiucchiai). Dico per nostra sfortuna perché sia come intrattenitore che come bonghista era assai pericoloso: le sue introduzioni duravano minimo il doppio del brano che stavamo per eseguire con infinite divagazioni e, essendo affetto da una sclerosi del timpano, non era il massimo nemmeno come bonghista... Allora tutti avevano almeno 20 anni più di me e quindi ero il ragazzo di bottega che doveva caricare la macchina con gli impianti di amplificazione e gli strumenti e montare il tutto a destinazione.
Al gruppo già così male assortito si era aggregato poi il poeta Giulio Stocchi che aveva intrecciato una bella amicizia con Nino e ha fatto alcuni anni a seguire i nostri spettacoli recitando suoi interventi poetici. Giulio Stocchi è quel poeta che il 21 aprile del 1975 alla Statale in Via Festa del Perdono parla dell'assassinio di Claudio Varalli e il successivo 25 aprile sale sul palco della manifestazione sindacale in Piazza Duomo a Milano (dopo il comizio di Luciano Lama) e arringa la folla degli operai, in particolare di quelli dell'Innocenti che rischiano di perdere il posto di lavoro.
Corrado Stajano ha scritto un bell'articolo su questo giovane poeta che è ancora possibile trovare il rete (vedi qui). Poi sempre Stajano ha curato l'introduzione del libro Giulio Stocchi, Compagno poeta, Einaudi, 1980.
Nel periodo in cui sono stato nel Ticino riva sinistra abbiamo fatto un centinaio di concerti sopratutto in Feste dell'Unità o dell'Avanti, in fabbriche occupate, centri sociali, insomma in "situazioni di lotta" come si diceva un tempo. Era il tempo delle grandi campagne elettorali e dei terribili/fantastici anni dal 1975 e 1978 e non mancava certo il lavoro. Ne uscivamo quasi sempre cavandoci una mangiata a gratis e pochi soldi per pagare l'impianto in affitto e la benzina, ma ci andava bene così, era il nostro modo di fare "militanza politica" senza stare in un partito.
Il collettivo Ticino riva sinistra , come ricorda Franco Fabbri (Stormy six) è stato tra i promotori della Cooperativa l'Orchestra.
In autunno le chiacchierate intorno ai tavoli del Raro Folk Club approdano a qualcosa di più concreto: nello scantinato di una trattoria nel quartiere Isola viene convocata una serie di riunioni, che coinvolgono una buona parte, quasi la totalità, dei gruppi musicali milanesi che suonano nel circuito militante, senza distinzioni di genere. Ci sono canzonieri di lotta, gruppi folk, Cantautori, esponenti del nuovo jazz italiano, musicisti classici e sperimentali: il collettivo ticino riva sinistra, il Gruppo Folk Internazionale (il gruppo di Mony Ovadia, ndr), ì Tecun Uman, Nuestra America, gli Yu Kung, Quarto Stato, i Pan Brumisti, Mario De Leo, Guido Mazzon, Tony Rusconi, Vie Nuove, Riccardo Sinigaglia, gli Stormy Six. Il progetto È quello di formare un coordinamento, un ente che si ponga come interlocutore dei committenti di concerti, e al tempo stesso organizzi spettacoli e altre attività in proprio. Potrebbe essere una cooperativa? Partecipano alle riunioni anche musicisti che poi non aderiranno, come Gaetano Liguori; altri che avranno un ruolo importante (come Alessandro Carrera) si aggiungeranno in seguito. 
Franco Fabbri, Album bianco. Diari musicali 1965-2010, Il Saggiatore, 2011
Di tutta questa stagione non ho nemmeno una foto o almeno non scattate da noi. Questo è dunque anche un appello a chiunque abbia bazzicato per caso quei concerti: andate a scartabellare e recuperare qualche istantanea ed inviatemela (g.gaviani@alice.it).
Ci sono rimasti però due "diari": Vittorio ha sempre avuto il vizio di fare i diari di tutte le sue esperienze. Anche questa volta abbiamo un diario con date, committenti, pezzi suonati , un giudizio sommario della serata e quanto ci avevano pagato. Inutile dire che dove siamo stati pagati meglio è stato alla radio del Canton Ticino in Svizzera di Mascia Cantoni. Ma si sa gli svizzeri hanno sempre amato il dialetto mentre da noi pensiamo sia solo retaggio di qualche pro-loco.





3 commenti:

  1. manovale e facchino, dunque. un vero musicista. anzi, un musicista vero. nel senso che di mio so come, un musicista vero, sia quello a conoscenza dei reali problemi del mestiere. non come si sta sul palco, ma piuttosto quante prese elettriche ci sono nel ristorante :P

    RispondiElimina
  2. Guy, sei una sorpresa continua!:)
    Ciao!

    RispondiElimina

I commenti non sono moderati. Si confida nei lettori che vogliono lasciare una traccia del loro passaggio.