domenica 14 aprile 2013

Non amiamo le sorprese, soprattutto se siamo noi a farcele...

Scadeva ieri una di quelle ricorrenze che portano le poche persone care che conosco a farsi vive per farmi gli auguri. 
Una frase di Vestire gli ignudi di Luigi Pirandello mi è frullata per la mente in questi giorni e dice più o meno così "Io non sono quello che tu credevi e che ti eri immaginato". 
Già, perché ci facciamo sempre, più o meno volontariamente, un'idea di una persona e purtroppo ci affezioniamo a questa immagine, ci pare l'unica credibile e questo un po' ci rassicura. Non amiamo, evidentemente, le "sorprese".
Inevitabilmente poi scopriamo che quella persona è tutt'altro e, per un riflesso condizionato, la guardiamo con sospetto perché si è discostata dal modello che ci eravamo fatti. Non ci sfiora lontanamente l'idea che forse ci sbagliavamo prima.

Ma attenzione: spesso l'abbaglio lo prendiamo di noi stessi. Cioè ci costruiamo una specie di avatar al quale ci affezioniamo perché pensiamo di conoscerci molto bene e così mettiamo in bella evidenza quello che in realtà è solo il nostro sosia. E qui (se arriva) la disillusione sarebbe ancora più pesante da sopportare. Così preferiamo andare avanti come se nulla fosse. 
Il tempo è un medico che guarisce tutto anche dai ricordi.

4 commenti:

  1. Ci credi che è proprio quello a cui pensavo prima?!? A volte non capisco se sono io che ho mal interpreto le persone, se sono loro ad esser cambiate o io che sono diventata paranoica....ma direi che il 90℅ delle volte sono come dici tu....credo in ciò che voglio vedere degli altri...mi illudo!

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  2. Giusto! Ricordo di aver fatto al tuo sosia gli auguri proprio in questo periodo lo scorso anno! :))

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  3. x UnicaLuna. Coincidenze o sfiga comune ?

    x Giacynta. E si li hai fatti sicuramente al mio sosia... E' più fortunato di me -:(((

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  4. Spero nella prima, ma credo nella seconda :-P

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