venerdì 28 giugno 2013

Un bès, dam un bès, uno solo ! Che un giorno diventerà tutto splendido. Per me e per voi..

Varcare la soglia del Paolo Pini di Milano è sempre una bella emozione. Anche perché ci si trova di fronte a qualcosa di diverso da quello che ci si aspetta. Innanzitutto le tante piante, essenze pregiate (splendidi i ginkgo biloba) e quelle più comuni (i viale di tigli). Poi trovarci un ristorante all'aperto accogliente ed economico. C'è una associazione di donne (saranno fattucchiere?) che raccolgono erbe aromatiche. Infine un teatro, ricavato dalla cucina, spoglio ed essenziale come deve essere il teatro. L'importante è l'attore, la sua parola ed il gesto.


Il "manicomio cittadino" ha la porta aperta, si entra e si esce, ci si incontra e si parla, si magia in compagnia, puoi andarci a teatro o a fare corsi di lingua per stranieri, c'è persino un ostello. Da luogo di "separazione e reclusione" è diventato luogo di "inclusione e libertà".

Un bès - storia di Antonio Ligabue, uno spettacolo di Mario Perrotta con la regia di Paola Roscioli. Un "escluso" perché "matto", un uomo bisognoso d'amore che non riceve mai. Non smette mai di chiedere un bès per tutta la sua vita.

Una bella serata. 27 giugno 2013.
    

3 commenti:

  1. ehi!!! dov'è il post del tuo quderno da bambino?????!!!!! tiralo subito fuori!!! il post, dico, ovviamente :-D (il quaderno puoi lasciarlo nella scatola:)

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  2. Mi è scappata un "pubblica" invece di "salva" , ma il post del quaderno ha l'ambizione di essere un mini racconto e ci vuole il suo tempo per prepararlo e limarlo. In settimana dovrei farcela. Grazie per l'attenzione , Frammentaria.

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