mercoledì 14 agosto 2013

(2) Ferie in pillole. Aglianico e terremoto

Aglianico si chiama il vino di queste parti della Basilicata (Vulture). E' un vino corposo, rosso rubino (ricco di tannino), ma lascia, imprevedibilmente, in bocca un gusto dolciastro. Il vitigno è quello, ma qualcuno dice che qualche filare di moscato nelle vigne non manca mai. Chiedo al barista che vino fanno intorno a Barile e lui mi elenca dei produttori; insito per sapere che vitigno e lui mi guarda un po' stupito dicendomi "Ma è l'unico che abbiamo, qui...è l'Aglianico".
Mi rendo conto che il vino rappresenta bene questa terra di grande lavoro agricolo e di terremoti e di incendi dolosi: quel sapore forte che lascia il dolce in bocca, ma ti taglia le gambe con i suoi 14 gradi.

Genzano di Lucania. Bella fontana perfettamente restaurata. Bambini intorno ad un cucciolo di cane abbandonato: si danno da fare per dargli una casa ed un padrone. Chiedo ad un gruppo di bambine della Chiesa madre, mi risponde la più grande (forse 11 anni) con begli occhi grandi, scuri e lunghe ciglia che mi fissa un po' imbarazzata forse dalla mia barba bianca: "E' là in fondo al paese vecchio, ma è tutto diroccato, anche la chiesa". Insisto "E la chiesa delle monache ?", risponde: "Anche quella è chiusa: questa parte di paese era tanto bella, ma tutte le case sono lesionate e ci abitano solo i vecchi". "E voi bambine..."  rispondo con un sorriso. Si ritirano in una casa: ad accoglierle una vecchia vestita di nero con un volto che pare terra dissodata dall'aratro e poi passata con l'erpice per smembrare le zolle.
"Siete di Genzano?" chiede la vecchia, le pare incredibile che turisti vengano a visitare proprio questo paese dove sono fuggiti tutti. "Qui era bellissimo prima del terremoto, era un quartiere molto carino e si viveva bene. Ora è tutto abbandonato".



CHIESA DELL'ANNUNZIATA
L'impianto attuale, è del XV-XVI sec., si sovrappone ad una precedente Chiesa databile tra il IX ed il X sec.
Il portale è della prima metà del 1500.
Altre opere pregevoli: il pulpito di legno dorato a sfondo rosso con lo stemma dei Sancia; una tela raffigurante le Sacre Familie (1759) di Paolo De Maio; una tela rappresentante l'Annunciazione dell'Angelo a Maria (XVI e XVII sec.) d'autore ignoto.
Alla Chiesa è annesso il Monastero delle Clarisse fondato da Aquilina Sancia.







1 commento:

  1. non starai girando a vuoto?:)

    ( guarda che chi è del posto dice questo:

    http://www.youtube.com/watch?v=Dc4UWx_RL1I )

    Ciao!:)

    RispondiElimina

I commenti non sono moderati. Si confida nei lettori che vogliono lasciare una traccia del loro passaggio.