mercoledì 21 agosto 2013

(4) Ferie in pillole. Dove si parla di baliaggio, della finta casa di Orazio e di elusione fiscale

Immaginate a chi ho pensato quando ho letto che l'hotel dove ho soggiornato a Venosa era un antico palazzo del Baliaggio? Si perché il palazzo (ampiamente rimaneggiato nei secoli) era stata l'antica sede del Balì (una specie di priore) dei Cavalieri di Malta dal 1400 al 1808. Un secondo indizio perché vi vedo un po' perplessi: il baliaggio era sinonimo di ospitalità e di protetta immunità dall'autorità costituita. Il mio soggiorno (protetto) in questo bel hotel a gestione familiare è stata tra il 31 luglio e il 7 agosto. Adesso tutto dovrebbe tornarvi chiaro.

Venosa dunque è la città di Orazio (già vi vedevo tremare perché l'inizio di questo post preludeva a tutt'altro, ma mi sono "dirottato" da solo...). Qui a maggio, mi dicono, ci sia persino un concorso di poesia in latino che attira concorrenti da tutta Italia ed anche dall'estero.  Di Quinto Orazio Flacco nato a Venosa l' 8 dicembre 65 a.C. si può ammirare una statua nell'omonima piazza, qualche lapide che riporta suoi celebri versi ed una "finta" casa di natale. Vi parlerò , lo potete immaginare se siete assidui frequentatori di questo blog, di questa finta casa natale di Orazio. In realtà, mi spiega un ragazzo che con spirito imprenditoriale ha messo su con altri ragazzi un'associazione che accoglie i turisti in questo luogo, si tratta di una casa sempre romana , ma molto più tarda, che però ha mantenuto alcune parti architettoniche dell'antico insediamento patrizio. La casa, spiega il ragazzo, è circolare per "ragioni fiscali". Lo guardo perplesso e lui sorridendo mi spiga con un sorriso:"si tratta di elusone fiscale". Ah beh se è "elusione" mi tranquillizzo, poi che l'abbiano fatta gli antichi romani mi mette persino di buon umore. Spiega il ragazzo che la tassa sulla casa i romani la pagavano già (forse bisognerebbe dirlo a Cicchitto). Eh si, si parla degli antichi romani sempre e quindi a noi importa come notizia storica. Ma mi incuriosisce. "Come facevano a farla pagare questa tassa e come a eluderla ?" chiedo per vedere come funzionava l'ingegno romano. Mi risponde:" La tassa si basava sul numero di angoli di una casa e così i proprietari hanno fatto una casa tonda".
Rimango a bocca aperta e mi chiedo se non debba scrivere al primo Ministro Letta e suggerirgli una modifica dell'IMU e contemporaneamente al Mister B. per spifferargli l'imbroglio. Preferisco non fare ne l'una ne l'altro: il primo si incasina già da solo, il secondo è maestro di imbrogli e quindi non posso insegnargli niente...  
Venosa di notte

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