venerdì 28 giugno 2013

Un bès, dam un bès, uno solo ! Che un giorno diventerà tutto splendido. Per me e per voi..

Varcare la soglia del Paolo Pini di Milano è sempre una bella emozione. Anche perché ci si trova di fronte a qualcosa di diverso da quello che ci si aspetta. Innanzitutto le tante piante, essenze pregiate (splendidi i ginkgo biloba) e quelle più comuni (i viale di tigli). Poi trovarci un ristorante all'aperto accogliente ed economico. C'è una associazione di donne (saranno fattucchiere?) che raccolgono erbe aromatiche. Infine un teatro, ricavato dalla cucina, spoglio ed essenziale come deve essere il teatro. L'importante è l'attore, la sua parola ed il gesto.


Il "manicomio cittadino" ha la porta aperta, si entra e si esce, ci si incontra e si parla, si magia in compagnia, puoi andarci a teatro o a fare corsi di lingua per stranieri, c'è persino un ostello. Da luogo di "separazione e reclusione" è diventato luogo di "inclusione e libertà".

Un bès - storia di Antonio Ligabue, uno spettacolo di Mario Perrotta con la regia di Paola Roscioli. Un "escluso" perché "matto", un uomo bisognoso d'amore che non riceve mai. Non smette mai di chiedere un bès per tutta la sua vita.

Una bella serata. 27 giugno 2013.
    

mercoledì 26 giugno 2013

Politically Incorrect. Odiario personale

Matteo Orfini del PD (presidente della Fondazione Italianieuropei di Massimo d'Alema) ha dichiarato al Corriere della sera in merito all'ineleggibilità di Berlusconi «Non ha senso questo voto. L’ho già detto, prendendomi anche qualche critica: io ritengo Berlusconi eleggibile visto che c’è una legge che per vent’anni è stata interpretata così. Dunque semmai si cambia la legge, non si può certo cambiare l’interpretazione». 
Perfetto, non ha senso. Prendiamo atto che lei pensa sia meglio modificare la legge che farla applicare. Però, stia pur certo onorevole Orfini, che ha ancora meno senso votare gente come lei in parlamento.

Con la massima disistima
guglielmo

lunedì 24 giugno 2013

La peggiore delle sciagure

Guido Ceronetti traduce il libro del profeta Isaia

La guardia dice
Il mattino che sta venendo
E' un'altra notte
O domandanti !
Ridomandate
Tornate
Ricominciate

E lo stesso Ceronetti chiosa questo verso "La peggiore delle sciagure è che cessino il venire e il domandare".

Pensierino. C'è chi si ferma, attonito, di fronte a questa domanda che viene spontanea e non la pone, per paura della risposta.

Post pensierino. La CEI sostiene questa "versione" che ritengo  "fuorviante".

«Sentinella, quanto resta della notte?».
La sentinella risponde:
«Viene il mattino, poi anche la notte;
se volete domandare, domandate,
convertitevi, venite!».








giovedì 20 giugno 2013

Gioco d'azzardo


C´era fra noi un gioco d´azzardo,

ma miente ormai nel lungo sguardo

spiega qualcosa,

forse soltanto

certe parole sembrano pianto, 

sono salate, sanno di mare 

chissà, tra noi, si trattava d´amore… .



Ma non parlo di te, io parlo d´altro

il gioco era mio, lucido e scaltro….

Io parlo di me, di me che ho goduto

di me che ho amato

e che ho perduto.…

E trovo niente da dire o da fare,…

però tra noi si trattava d´amore…


C´era fra noi un gioco d´azzardo,

gioco di vita, duro e bugiardo.…

Perché volersi e desiderarsi

facente finta di essere persi…

Adesso è tardi e dico soltanto

che si trattava d´amore, e non sai quanto...


 Paolo Conte: http://www.musictory.it/musica/Paolo+Conte

Pensierino amoroso. Chissà, tra noi, si trattava d´amore / si trattava d´amore, e non sai quanto...

martedì 18 giugno 2013

Ma non mi voltai. Ma sento sempre quel mormorio: “Lì troveresti il riposo”.


Presso il pozzo davanti al cancello
c’ è un tiglio,
nella sua ombra sognai
molti dolci sogni.

Nella sua corteccia incisi
molte parole d’ amore;
nella gioia e nel dolore
mi sentii sempre attratto da lui.

Anche oggi ho vagato
davanti a lui fino alla fine della notte
ed anche nell’ oscurità
ho chiuso gli occhi.

E i suoi rami sussurravano,
come se mi stessero chiamando,
“Amico, vieni qui da me –
qui troverai il riposo”.

I venti freddi soffiavano
proprio sul mio volto,
il cappello volò via dalla mia testa,
ma non mi voltai.

Ora sono a molte ore di viaggio
lontano da quel luogo,
ma sento sempre quel mormorio:
“Lì troveresti il riposo”.

 “Der Lindenbaum” di Franz Schubert

domenica 16 giugno 2013

Buona notte e Dos gardenias


BUONA NOTTE
Come un estraneo sono comparso,
come un estraneo me ne vado.
Maggio mi è stato benevolo,
con qualche mazzo fiorito.
La fanciulla parlava d'amore,
la madre addirittura di matrimonio;
ed ora il mondo è tanto triste,
la strada è sepolta nella neve.

Per questo viaggio non m'è dato
di scegliere il tempo,
da me devo trovare la via
in quest'oscurità.
Mi accompagna
l'ombra della luna,
e sulla bianca terra
cerco la traccia di bestie selvagge.

Che cosa mi trattiene,
da quando mi hanno cacciato?
Guaite, cani randagi,
davanti alla casa del padrone!
L'amore ama girovagare -
così l'ha fatto Dio -
dall'uno all'altro.
Amore mio, buona notte!

Non ti turberò nel sonno,
voglio la tua pace;
camminerò in punta di piedi,
pian piano chiuderò la porta!
Passando ti scriverò
sull'uscio: buona notte.
Così avrai la prova
che io t'ho pensato.




Due gardenie per te
che vogliono dirti:
"Ti amo, ti adoro, vita mia"
curale con attenzione,
perché rappresentano il tuo cuore ed il mio.

Due gardenie per te
con tutto il calore di un bacio
di quei baci che ti ho dato
e che tu non troverai mai
nell'abbraccio di un altro.

Saranno vicino a te e ti parleranno
come se tu fossi con me
e ti sembrerà che ti diranno:
"ti voglio"
Ma se una sera tardi
le gardenie dovessero morire
è perchè hanno saputo
che tu mi hai tradito
perchè hai un altro.


venerdì 14 giugno 2013

L'orto senza ortaggi

Aglio ornamentale
Non so bene perché, ma quest'anno mi è venuto un orto senza ortaggi. O meglio un orto in cui gli ortaggi sono in minoranza. Avevo iniziato già l'anno scorso a mettere tra pomodori e basilico dei fiori (garzanie, tageti). La "scusa" era che certe piante allontanano gli insetti senza dover ricorrere ad insetticidi e polverine velenose varie. Non è che sia un fanatico delle colture biologiche e nemmeno un animalista integralista. Per intenderci ho visto con i miei occhi persone che sgridavano le formiche perché erano entrate nell'orto e le invitavano ad uscire o riempivano l'orto di una accozzaglia tale di piante "compatibili" che alla fine non si raccoglieva nulla. Il massimo della mia "attenzione" agli animaletti che frequentano l'orto è stata quella di prelevare fastidiose lumache che si nutrivano di insalate tenere e ... buttarle dal vicino oltre la cinta... Il fatto che fosse l'orto delle suore di Maria Ausiliatrice non mi poneva nessun problema morale.
Dicevo delle scelte iniziali dell'orto... man mano che andavo avanti mi sono accorto della svolta: alle insalate ho preferito l'achillea, alle zucchine (troppo invadenti) l'aglio decorativo. I tageti, che ho sempre odiato per il loro odore fastidioso (come capisco gli insetti!), sono entrati alla grande nell'orto anche perché fanno una bella macchia di colore sia giallo che screziato arancione. L'anima del "tintore tessile" è prevalsa su quella "contadina".
Da un po' di tempo ho capito che gli ortaggi se la sono presa per questa trascuratezza nei loro confronti ed infatti i pomodori stentano a crescere, le cipolline sono rimaste tali e quali a quando le ho piantate senza crescere di un millimetro, solo le fragole mi hanno dato un po' di soddisfazione, ma solo di gran belle foglie verdi e niente frutti... Una rivolta insomma, silenziosa, ma efficacissima.
Insomma il bilancio di questo "nuovo" orto è contraddittorio e forse alla fine della stagione tirerò le somme per decidermi se trasformarlo definitivamente in un vivaio di fiori o se proseguire la "produzione" di ortaggi.

lunedì 3 giugno 2013

Opera d'altri tempi




Maria Callas e Mario del Monaco cantano "In mia man alfin tu sei"
dalla Norma di Vincenzo Bellini. Teatro alla Scala di Milano. Direttore Antonino Votto. 7 dic.1955.

SCENA X

NORMA
In mia man alfin tu sei:
Niun potria spezzar tuoi nodi.
Io lo posso.

POLLIONE
Tu nol dei.

NORMA
Io lo voglio.

POLLIONE
E come?

NORMA
M'odi.
Pel tuo Dio, pei figli tuoi,
Giurar dei che d'ora in poi
Adalgisa fuggirai,
All'altar non la torrai,
E la vita io ti perdono,
E mai più ti rivedrò.
Giura.

POLLIONE
No. Si vil non sono.

NORMA
Giura, giura!

POLLIONE
Ah! Pria morrò!

NORMA
Non sai tu che il mio furore
Passa il tuo?

POLLIONE
Ch'ei piombi attendo.

NORMA
Non sai tu che ai figli in core
Questo ferro?

POLLIONE
Oh Dio! Che intendo?

NORMA
Sì, sovr'essi alzai la punta.
Vedi, vedi a che son giunta!
Non ferii, ma tosto, adesso
Consumar potrei l'eccesso.
Un istante, e d'esser madre
Mi poss'io dimenticar!

POLLIONE
Ah! Crudele, in sen del padre
Il pugnal tu dei vibrar!
A me il porgi.

NORMA
A te?

POLLIONE
Che spento cada io solo!

NORMA
Solo? Tutti!
I Romani a cento a cento
Fian mietuti, fian distrutti,
E Adalgisa …

POLLIONE
Ahimè!

NORMA
Infedele a suoi voti …

POLLIONE
Ebben, crudele?

NORMA
Adalgisa fia punita,
Nelle fiamme perirà, sì, perirà!

POLLIONE
Ah! Ti prendi la mia vita,
Ma di lei, di lei pietà!

NORMA
Preghi alfine?
Indegno! È tardi.
Nel suo cor ti vo' ferire,
Sì, nel suo cor ti vo' ferire!

Già mi pasco ne' tuoi sguardi,
Del tuo duol, del suo morire,
Posso alfine, io posso farti
Infelice al par di me!

POLLIONE
Ah! T'appaghi il mio terrore!
Al tuo piè son io piangente!
In me sfoga il tuo furore,
Ma risparmia un'innocente!
Basti, basti a vendicarti
Ch'io mi sveni innanzi a te!

NORMA
Nel suo cor ti vo' ferire!

POLLIONE
Ah! T'appaghi il mio terrore!

NORMA
No, nel suo cor!

POLLIONE
No, crudel!

NORMA
Ti vo' ferire!

POLLIONE
In me sfoga il tuo furore,
Ma risparmia un'innocente!

NORMA
Già mi pasco ne' tuoi sguardi, ecc

POLLIONE
Ah! Ti basti il mio dolore
Ch'io mi sveni innanzi a te!
Dammi quel ferro!

NORMA
Che osi? Scostati!

POLLIONE
Il ferro, il ferro!

NORMA
Olà, ministri, sacerdoti, accorrete!





sabato 1 giugno 2013

Itinerario fotografico: Bologna e Sant'Agata, Casa di Giuseppe Verdi

Torri legate
Torre ad energia elettrica
Bagaglio da strada
Calzolaio
Panorama dal Palazzo comunale
Fontana Nettuno

Santo Stefano a merletti
Dietro la grata in Santo Stefano

Il Gallo di San Pietro in Santo Stefano
Abbondanza ?
Torre e bus 
Croce con strumenti di tortura chiesa di Le Roncole

Peppone e Don Camillo insegne per negozio alimentari a Le Roncole
Facciata di Sant'Agata una frazione di Villanova sull'Arda (Pc) 
Il cancello in fondo al parco di Villa Sant'Agata