domenica 19 gennaio 2014

La pausa

Piovoso sabato di gennaio. Teatro di periferia (ex cinema parrocchiale recuperato). Pubblico formato da 10 persone che , contro ogni buonsenso, sono uscite di casa per andare (non mettetevi a ridere) a TEATRO. Roba da intellettuali sfigati che non hanno nulla meglio da fare. 
Lo spettacolo poi... Una pièce su Camilla Cederna, si quella borghese che scriveva contro i borghesi, quella che è stata il mandante morale della morte del commissario Calabresi, quella che ha osato parlar male di quel galantuomo del Presidente della Repubblica di Giovanni Leone...


Pensierino. La pausa. Il bello del teatro è l'imprevisto. Lo spettatore non distingue nulla,. Non conosce il testo. Non conosce la drammaturgia. Non conosce le pause. Non le sa distinguere.
Ad un certo punto l'attrice ha fatto una pausa. Si vabbè un po' più lunga delle altre. Non c'era smarrimento nei suoi occhi. Non c'era imbarazzo. Era una pausa per il pubblico. Dice "Un buco". Si avvicina al tavolo (unico arredo di un palco spoglio). legge. Due frasi. Riparte. Non si ferma più. Ci saranno altre pause. Ma non si ferma più.
Fosse solo per quella pausa, il teatro è emozione ed è la forma di spettacolo che non tramonterà mai: finché ci saranno emozioni , chi le racconta e chi le ascolta.

3 commenti:

  1. Non sono una praticante del settore, come pubblico intendo, ma mi ha sempre attirato questa forma di espressione, anche se continuo a preferire forme di espressione più spontanee, fonte credo di maggiore qualità emotiva...
    Bello il tuo post, uno spunto interessante

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  2. Emozione spontanea, Onda ? Nel teatro l'emozione è costruita con una finzione. La bravura è far scomparire questa "impalcatura artificiale " che sta dietro...
    Si, Maurizio, è sempre una bella emozione il teatro contrariamente ad altre forme di spettacolo in particolare il film che a volte non reggo più...

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