lunedì 13 gennaio 2014

Sik-Sik, l'artefice magico

Questo post è dedicato a tutti gli illusionisti del nostro povero paese.

"Sik-Sik, l'artefice magico" è l'atto unico scritto da De Filippo nel 1929, presentato cinquant'anni dopo al teatro San Ferdinando in una nuova versione. È l'esilarante storia di un illusionista di terz'ordine, alle prese con una sfortunata esibizione. 
Di questa rappresentazione il critico teatrale Giulio Baffi ha conservato su cassetta una registrazione amatoriale che viene pubblicata dall'editore Guida assieme al cd audio (oltre al testo).
Su youtube si trovano versioni audio di questo atto unico che, potete verificare, sono tutt'altro dal testo scritto che pure circola. L'invenzione teatrale e l'improvvisazione di Eduardo sono continue e l'effetto esilarante sul pubblico è contagioso.


(omissis)...ultimo esperimento: la scomparsa di un culombo. (A Giorgetta la moglie vestita con un improbabile kimono che lascia scoperte le gambe e non nasconde l'incipiente gravidanza ndr) Madamigella il culombo! (Giorgetta fa un inchino e sorridente porge il volatile). Io piglio questo culombo...RAFELE (interrompendo con tono di mistero) Pollastro!...SIK-SIK (lanciandogli un'occhiata di ira) Io piglio questo culombo...RAFELE (C. S.) Pollastro!SIK-SIK (guarda il colombo dubbioso dopo l'affermazione di Rafele) Questo è culombo! Io piglio questo culombo e lo vado a chiudere in una gabia, e in meno di un sicondo il culombo sarà sparito. (Va in fondo, prende la gabbia, introduce il colombo, copre tutto con un misterioso panno nero, poi, dopo alcuni gesti di magia e di esorcismo, scopre la gabbia e la mostra vuota. Poi rivolgendosi al pubblico e battendo con aria di sufficienza e di superiorità una mano sulla spalla di Rafele) Lui non sape niente! (Ride).RAFELE E neanche lui sape niente!... (Ride anche lui).SIK-SIK Adesso 'ave la suppresa...RAFELE No, la suppresa l' 'ave lui...SIK-SIK (riprendendo il suo tono di imbonitore da baraccone) Il culombo che si trovava in quella gabbia, signori, si trova adesso nel cappello del signore. (Mostra Rafele. Poi a costui) Fate vedere il culombo!RAFELE Io direi... facciamo il giuoco del pollastro...SIK-SIK Io ho fatto sparire il culombo!RAFELE Ma ognune sape i fatti suoi... Sentite a me, per il bene di tutti quanti è meglio che io faccio vedere il pollastro...SIK-SIK (gli dà un calcio e gli strappa il cappello) Aggio ditto culombo.RAFELE (tirando fuori dal suo cappello a bombetta un nero pollastro) Pollastro!... V''o sto dicenno 'a mez'ora, 'o palummo se n'è scappato, pe' via 'e Nicola che m'ha pigliato a ponie. E m'avissev' 'a ringrazia c'aggi' arremediato accussì.
Sik-Sik e Giorgetta sono costernati, affranti, senza parole. Si scambiano delle occhiate di avvilimento e di interrogazione. Ma Sik-Sik non si avvilisce mai ed anche questa volta risolve come solamente lui può risolvere.
SIK-SIK Il culombo che si trovava in quella gabia l'ho fatto sparire, l'ho fatto trovare nel cappello del signore... (Una breve pausa che basta a ridargli la sua abituate audacia) E l'ho fatto diventare pollastro!... 
Se l'orchestra non lanciasse i suoi ironici accordi di tromba si udrebbe il singhiozzo di Sik-Sik. Ma la tela, piú pietosa, precipita.

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