domenica 25 maggio 2014

Sussurro d'amore

Salutandomi mi hai sussurrato "amore".
Ma "amore" è parola proibita tra noi,
come potremmo sostenerla ?
Come potremmo, oggi, rispettarla 
nella sua potenza soverchiante?
Non ne abbiamo più le forze.
Ci siamo esauriti dietro infiniti inganni,
ci siamo perse occasioni irripetibili.
Ora ci rimangono solo sentimenti rotti, 
un po' mortificati.
Ci rimane la paura di sbagliare
la disillusione del fallimento.
Eppure...
Quella parola proibita è lì 
che incombe, come un inevitabile destino
e ci attende, paziente.
Attende che, ancora una volta,
riusciremo a spezzare
il tabù di sussurrarla.




martedì 13 maggio 2014

il 10 maggio è un anniversario particolare: 100 anni fa nasceva mio padre Peppino. Storie di uomini non-illustri

(Un piccolo estratto di una storia famigliare)

Prima c'era solo Peppino (nato il 10 maggio del 1914) e i suoi due fratelli a Roma.


Poi la scuola. Peppino è il primo a destra in prima fila in basso.
Quanto erano dolci i fichi rubati all'Acqua Acetosa ?
Poi il ritorno a Torino (dopo dieci anni nella Capitale) e la tua iscrizione al Conservatorio Giuseppe Verdi per diplomarti in Pianoforte, Violoncello e Composizione e strumentazione per Banda (1934).
All'esame per il pianoforte porta la il Preludio e fuga n. 14 di Bach,  Grandus n. 83-84 di Clementi, Tema con variazioni di Brahams, Preludio n. 4 di Debussy e come "pezzo imposto" l'Op. 8 n.1 di Jensen.

Soldato della leva 1914 del Distretto di Torino. Lasciato in congedo illimitato il 10 Ottobre 1934. Ammesso quale Aspirante Allievo Ufficiale il 1 Giugno 1936 e nominato A.U.C. il 1 Settembre 1936. Giunto al 91 Reggimento Fanteria per prestarvi il servizio di prima nomina il 25 Aprile 1937. Ha prestato giuramento di fedeltà in Rivoli il 24 Maggio 1937.
Partito per la Sicilia perché destinato al 116 Reggimento Fanteria imbarcandosi a Napoli il 3 Ottobre 1937.
Sbarcato a Derna il 5 Ottobre 1937. Partito per l'Italia per l'invio in congedo imbarcatosi a Derna il 2 Gennaio 1938 e sbarcato a Siracusa il 5 Gennaio 1938.
Richiamato alle armi per mobilitazione generale presso il 91 Reggimento Fanteria e giunto il 20 Dicembre 1940. Partito per la Tunisia con il 91 Reggimento Fanteria ed imbarcato a Sciacca il 25 Dicembre 1942.
Prigioniero di guerra nel fatto d'arme di Laghouat il 12 Maggio 1943. E' internato nel campo di concentramento di Saida.
Rientrato dalla prigionia imbarcandosi ad Orano il 25 Novembre 1945. Tale sbarcato a Napoli il 1 Dicembre 1945. Presentatosi al Centro alloggio S. Martino di Napoli il 1 Dicembre 1945. Congedato il 24 Dicembre 1945.

La conquista del tuo "posto al sole"



Al ritorno dalla guerra accetti la proposta di lavoro di tuo fratello diplomato alla Scuola del cuoio di Torino e che ora ricopre la carica di Direttore di una grande conceria nel milanese. E qui l'incontro fatale con mamma, galeotta la passione del padre di lei (Guglielmo) per la musica. Peppino e Guglielmo si divertono a suonare insieme e nasce un feeling non solo tra loro...


Fidanzati


Salotto del nonno con organo e pianoforte


Racconto di quando sono nato. Sono nato il 13/04/1950 a Buscate nella profonda provincia di Milano in Via Regina Elena, 3 alle ore 3 di notte. 
Papà Peppino ha chiamato la nonna Pina e la zia Carla. La nonna non voleva venire, ma ha ceduto alle insistenze di Papà. Poi hanno chiamato l'ostetrica condotta (Signora Vittorina) e lei, per sentirsi più sicura,  a sua volta ha chiesto l'intervento del Dott. Vitalone che è arrivato da Castano con la moglie (anche lei dottoressa).
Sono nato nella camera da letto che era posta al primo piano della casa (la prima stanza verso il giardino che arrivava dal cancello). Sotto, in soggiorno, c'erano Papà e lo zio Battista con sua moglie, la zia Irene.
Il medico in un primo momento ha pensato fosse necessario usare il forcipe, poi ha chiesto di far bollire i ferri e sono nato.
Il Dott. Vitalone con la sua voce tuonante è sceso dalle scale e ha detto “ Dov’è il padre di questo bambino?
Prima foto

Un improvvisato fotografo ci ha ripresi sulla scala di marmo dell'ingresso di casa. Erano passati dieci anni da quella mattina in cui, alla vigilia di Natale, Peppino era sbarcato a Napoli dopo 3 anni di prigionia e non immaginava che lui, diplomato in pianoforte e violoncello, sarebbe finito a fare il rifinitore di pelli in un paesino della provincia di Milano. Io in quella foto potevo avere cinque sei anni. Peppino mi tratteneva leggermente sulle sue ginocchia tenendomi in posa per la foto.  Io avevo quell'aria imbronciata che non mi sono mai tolto di dosso per tutta la vita. Non poteva essere altrimenti essendo nipote di un funzionario dirigente delle Regie Poste e di un Podestà che avevano educato i propri figli al ed all' , uomini d'altri tempi, un po' rigidi, ma saldi come delle rocce nei loro principî. 

Sulla scala di casa
Oggi, papà, io ho gli stessi anni di quando sei scomparso e ti ricordo con grande nostalgia e affetto per la tua schiva e riservata presenza, per la tua pacatezza e mi vedo ancora sul seggiolino della tua bicicletta nera Atala mentre mi porti a passeggio per la strada di campagna che porta a Malvaglio.
Mi rimane di te anche una improvvisata registrazione di poco più di 30 minuti fatta con un vecchio registratore Geloso a nastro. Non si sente una sola tua parola, ma solo la tua musica.


Ciao papà Peppino.