martedì 13 dicembre 2016

Chiaro di donna in una notte scurissima



Trovo in un mercatino a Cesano Boscone un libro (Chiaro di donna ed. Casagrande, 2001) di Romain Gary e non posso fare a meno di prenderlo. Questo autore non mi ha mai deluso con gli altri suoi libri (La vita davanti a sé, Le promesse dell'alba, L'angoscia di re Salomone) e quindi mi fido.

La scrittura è quella sua solita: nervosa, a scatti, che lancia bagliori improvvisi e poi tutto è travolto nell'ombra.

Michel è un pilota rientrato temporaneamente a Parigi (un mare di ricordi lo sommerge) e si incontra per un piccolo incidente in strada con Lydia, una misteriosa quarantenne ebrea con un piccolo negozio di anticaglie. I due entrano in un bar per bere qualcosa poi lei se ne va, lasciando il suo biglietto da visita (preludio di un nuovo incontro).
Rimasto solo nel bar, Michel offre da bere ad un ammaestratore di cani che, con una scusa, ha attaccato bottone.


Il barbone reale drizzò le orecchie e sollevò il muso grigio e nudo.
- Forse avrà notato che non mi leva gli occhi di dosso. Si direbbe quasi che conosca il mio problema...
- Smrt (morte in serbo, ndr) - dissi.
- Esatto. Ha paura di rimanere solo. I cani sono tremendamente ansiosi. Anche se è possibile che muoia prima di me, vista l'età... ha quasi quattordici anni.
- Caspita! E siete insieme da molto?
- Da tredici. Apparteneva a una donna che ho molto amato. Se n'è andata con un acrobata ventiduenne... sa, le donne adorano aiutare i principianti... e mi ha lasciato Matto Grosso perché mi sentissi meno solo.

3 commenti:

  1. Leggi Mia Euridice uno dei libri citati e ti renderai conto dello spessore di questo scrittore.
    Ciao Maurizio, grazie per la visita.

    RispondiElimina

I commenti non sono moderati. Si confida nei lettori che vogliono lasciare una traccia del loro passaggio.