venerdì 12 gennaio 2018

Come si può essere d'aiuto non dicendo nulla ?

Le parole secondo Eugenio Borgna da L'ascolto gentile - Racconti clinici , Einaudi, 2017

Le parole, si sa, queste creature viventi, queste prigioni sigillate dal mistero, questi pozzi artesiani, sono labili ed effimere, impalpabili e fugaci, ma, sia pure spegnendosi nel momento in cui sono dette, con le loro imprevedibili risonanze possono sfidare l'oblio, il drago dell'oblio, che talora sarebbe un salvagente fragile, e nondimeno salvifico. Non è forse, questo, il senso delle parole di Emily Dickinson? 
Una parola muore
appena è detta
dice qualcuno -Io dico che comincia
appena a vivere
quel giorno. 
Quali parole dire se non quelle che nascano dal cuore, se non quelle fragili e delicate, così le definiva Nietzsche, che svaniscano come stelle cadenti°ma lasciando qualche striscia di luce e di speranza. Ma le parole, anche le più belle e le più ispirate, non sempre aiutano a far rinascere una scintilla, o una goccia di speranza, e allora meglio, molto meglio, le parole dell°ascolto e del silenzio: le parole che sono solo immaginate nel loro mistero. 
...
Come si può essere d'aiuto non dicendo nulla, o quasi nulla, limitandosi ad ascoltare per ore e ore...?


Pensierino. Trovo una grande assonanza con questo psichiatra che impudentemente chiamo "collega" in quanto per un certo periodo sono stato anch'io dipendente del suo stesso ospedale. Dolorosi racconti familiari mi hanno poi fatto conoscere cos'era l'Ospedale psichiatrico di Novara, i suoi reparti, i grandi cameroni con le inferiate alle finestre che raccoglievano malati da tutta la provincia di Novara fin su su nelle valli più lontane dell'Ossola e Vigezzo (allora non era ancora nata la provincia di Verbania). Oggi quell'ospedale è chiuso per quel "miracolo" fatto da Franco Basaglia alla fine degli anni '70 e che rimane ancora oggi una "rivoluzione gentile" impareggiabile. 


sabato 30 dicembre 2017

La moviola della memoria e le api bisbetiche da Cere perse di Gesualdo Bufalino

Quando una vita diventa lunga, e piace cedere al vizio di ripassarsela nella moviola, i vecchi ritratti di gioventù sembrano figli morti, uno se li vede venire incontro col passo nebbioso e zoppo di un esercito di fantasmi. Colpa dell'energia abrasiva degli anni e della loro natura carnivora; ma colpa un poco anche nostra, di noi che con le ombre del tempo insistiamo a intrattenere rapporti di arrogante intimità; e non ci contentiamo dei loro sfoghi spontanei, ma le aizziamo col dito, le provochiamo artificialmente a risorgere.
E' quel che succede con gli anniversari: macchine di scongiuro coatto, crudelmente ripetitive, fatte apposta per stanare dalla loro pace i ricordi, e metterli per forza in riga, sonnacchiosi e di malumore, come coscritti svegliati da una trombetta importuna. C'è bisogno di dire quanto sarebbe meglio distruggere i calendari e affidarsi ai capricci del caso o a sua misteriosa malizia ? Il passato si sa è un alveare di api bisbetici, guai a chiedergli miele a scadenze fisse, guai a non saper aspettare.

Pensierino. Tutti i miei esercizi di memoria è finito in un alveare di api bisbetiche.


giovedì 21 dicembre 2017

L'isola dove è vietato nascere e morire

Non voglio approdare a Delo
Dove è vietato nascere e morire
Per volere di un dio dispettoso e vendicativo.
Rimpiango la Delo vagante nell'azzurro mare
Senza ancora che la trattenga.
Lasciatemi il destino di tutti
Navigare a vista senza meta
Le vele gonfiate dal solo destino
Con l'ansia di nuovi orizzonti.