Auto-dedicato nel giorno del mio 61^ compleanno.
Amiel (1)
No, neanche in sogno la perfezione sognata
esiste, poiché è sogno. O Natura,
così monotonamente rinnovata,
come lenisci questa tristezza?
La dimenticanza temporanea, la strada
per errore imboccata,
il meditare sul ponte e nell'incertezza...
Inutili giorni che lenti consumo
nello sforzo di pensare all'azione,
solo con i miei freddi pensieri
senza una speranza fra le mani.
E' forse nobile per il cuore
questo vuoto essere che il mondo brama,
questo prolisso essere che invano brama,
esanime e profondo.
Tanta grandezza che in se stessa è morta!
Tanta inutile ansia e dolore!
Non si leva la mano verso la chiusa porta,
né il sommerso sguardo verso l'amore!
20 agosto 1925
Fernando Pessoa, Il mondo che non vedo, BUR, 2010, p. 387
(1) Henry Fréderic Amiel, letterato e artista svizzero autore di Journal intime.
Amiel (1)
No, neanche in sogno la perfezione sognata
esiste, poiché è sogno. O Natura,
così monotonamente rinnovata,
come lenisci questa tristezza?
La dimenticanza temporanea, la strada
per errore imboccata,
il meditare sul ponte e nell'incertezza...
Inutili giorni che lenti consumo
nello sforzo di pensare all'azione,
solo con i miei freddi pensieri
senza una speranza fra le mani.
E' forse nobile per il cuore
questo vuoto essere che il mondo brama,
questo prolisso essere che invano brama,
esanime e profondo.
Tanta grandezza che in se stessa è morta!
Tanta inutile ansia e dolore!
Non si leva la mano verso la chiusa porta,
né il sommerso sguardo verso l'amore!
20 agosto 1925
Fernando Pessoa, Il mondo che non vedo, BUR, 2010, p. 387
(1) Henry Fréderic Amiel, letterato e artista svizzero autore di Journal intime.
Pensierino autobiografico. Sono nato in casa il 13/04/1950 nel paese della profonda provincia di Milano dove ora vivo, alle 3 di notte. Papà ha insistito che nonna Pina venisse e lei si è fatta accompagnare da zia Carla. E' stata avvisata l'ostetrica comunale (Sciura Vitorina) e lei, per sentirsi più sicura (mamma era primipara e non giovanissima), a sua volta ha chiesto l'intervento del Sciur Dutur Vito Vitalone che è arrivato da Castano con la moglie (anche lei duturèsa).
Sono nato nella camera da letto che era posta al primo piano della casa (la prima stanza verso il giardino che arrivava con un lungo vialetto dal cancello). Sotto, in soggiorno, c'erano Papà e zio Battista con zia Irene.
Il medico in un primo momento ha pensato fosse necessario usare il forcipe, poi ha chiesto di far bollire i ferri e sono nato.
Il Dott. Vitalone con la sua voce tuonante è sceso dalle scale e ha detto “Dov’è il padre di questo bambino?”
