Devo proprio dirlo: i vecchi sono strani. Non storcete il naso, non è una forma di razzismo e nemmeno un tributo alla società dell'efficienza che guarda male tutti quelli che l'hanno persa (l'efficienza), ma non hanno affatto perso le altre loro facoltà. Anzi. In un certo senso le loro "facoltà residue" si sono come moltiplicate: sono molto più sensibili e suscettibili, più paurosi e permalosi, più scrupolosi e intolleranti ed ora , quasi sempre, sono più ricchi dei loro figli (pre-pensionati) ed ancora di più dei loro nipoti che annaspano nei "nuovi lavori flessibili". Quando ad un tipo con questi tratti psicologici gli metti in mano anche una discreta autonomia finanziaria diventa una persona difficilmente sopportabile. Quindi ricevono dai "sottoposti" (in età intendo) eguale trattamento e la vendetta dell'isolamento. Già perché anche il più scontroso e burbero degli uomini ha pur sempre bisogno di qualcuno che l'ascolti (non vogliono sentire nessuno, ma tutti devono sentire almeno cosa dicono loro). E così la condanna all'isolamento unita ad una progressiva difficoltà al movimento che con l'età è inevitabile, fanno diventare questi vecchi dei "reclusi civili". I reclusi, si sa, hanno manie autodistruttive e soffrono di ogni genere di male psichico dovuto al loro stato di cattività e figuratevi se mettete un vecchio normo-dotato di facoltà mentali in una prigione: diventa una belva inavvicinabile, pronto a ghermirvi con le sue affilate unghie che sono parole arrotate ad una ad una, rese appuntite da infiniti rimuginamenti, esplosive da compressioni incredibili...
Tenersi una sveglia sul cuscino è uno di quei tic incomprensibili ai più, sintomo di un'altra malattia, quella dell'anima (ebbene si, anche l'anima si ammala ed a volte muore proprio). Se chiedi ingenuamente il perché di quella sveglia, vieni fulminato con una risposta di una disarmante semplicità, questa :"per sapere che ora è...". Non contento, persisti nel tuo errore e continui imprudente:"ma cosa ti serve sapere l'ora quando dormi?" La partita si chiude e l'hai già persa, arriva la stoccata finale: "ma mi serve sapere quando mi sveglio che ora è !". Il risultato è che ogni ora (circa) vogliono sapere che ora è, grazie all'insonnia e questo dimostra il grave problema dei vecchi col tempo (malattia questa dalla quale non sono immuni anche i più giovani).
Lo sguardo dei due contendenti durante questo dialogo surreale muta progressivamente: l'ingenuo richiedente passa dal sorridente premuroso, al pensoso al perso; quello del vecchio da indispettito a furbo e , infine, trionfante.
Devo proprio ribadirlo: i vecchi sono strani.
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giovedì 14 ottobre 2010
domenica 18 aprile 2010
Avvicinamento senza fuga
Una torre nel bel mezzo della pianura che ci faceva? Si poteva scrutare l'orizzonte, scoprire che malintenzionati si avvicinavano e ... non si poteva scappare da nessuna parte, al massimo si potevano chiudere le porte della cascina fortezza, ma la resistenza sarebbe stata minima, i bastioni erano così bassi, non c'erano fossati né impervi dirupi dove bloccare nemici veri o presunti. Non c'era scampo.
E allora cosa serviva quell'alta torre? Forse era solo una torre di un sistema più vasto, di una rete di torri che si "davano la voce" con segnali di fuoco, spargevano velocemente la notizia dell'arrivo di una armata, di un manipolo di malintenzionati armati, non lavoravano per la sicurezza della piccola corte agricola, ma per quella altrui, quella di un più solido e potente castello fortificato. Quello doveva essere inespugnabile, questa piccola corte agricola raccolta intorno alla sua torre di avvistamento poteva essere sacrificata, era una pedina nelle mani di un giocatore scaltro e spietato che sapeva come muovere i suoi pezzi e quale valore dare a ciascuno di essi.
Questa torre era un luogo solitario, dove anonimi armigeri passavano intere giornate in solitudine: la notte attenti a notare ogni piccolo bagliore di accampamento sconosciuto o, di giorno, la polvere alzata da una colonna in movimento sulle strade bianche che fendevano i campi. Il loro era un compito delicato ed essenziale, ma misconosciuto: potevano, nella peggiore delle ipotesi, non accorgersi di nulla e cadere sotto un agguato micidiale: sarebbero stati loro stessi segnale evidente per altri più lontani avamposti che avrebbero interpretato meglio movimenti e mosse del nemico. Ma forse anche peggio sarebbe stato l'avvistamento da parte loro: avrebbero visto inesorabilmente avvicinarsi i nemici con la consapevolezza che nulla avrebbero potuto fare per contrastarli. Di loro, comunque, nessuno si sarebbe preoccupato, nessuno sarebbe andato in soccorso...
Una torre nel bel mezzo della pianura era tremendamente sola.
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