Dunque sapete che la confusione politica è grande sotto il cielo. Ma nei piccoli paesi lo è ancora di più. Principalmente per la nascita di una miriade di liste civiche dai contorni politici assai sfumati che non di rado si reggono su ben collaudati gruppi di potere (non trovo un termine più adatto) che gestiscono i piccoli-grandi interessi locali.
I partiti "tradizionali" sono tramontati ed ora vediamo situazioni come quella che vi descrivo.
Dunque. La sede del Partito Democratico sta esattamente nella sede della vecchia D.C. e questo, lasciatemelo dire, in un paese che nel dopoguerra fino agli anni '90 aveva una maggioranza democristiana schiacciante, ha un effetto straniante. Forza Italia e A.N. non hanno una sede, non si sa se alla nascita del nuovo partito del Popolo delle Libertà a Marzo qualcuno sentirà la necessità di fare anche in questo paesello una sede. Vi chiederete dove si trovano ora a discutere di questioni amministrative (visto che reggono, in perfetta continuità col passato democristiano e socialista, anche il Comune). Non si sa. O meglio lo sanno solo i soliti noti e discutono nei salotti privati in perfetto stile berlusconiano. Anche la Lega Nord non ha una sede pur avendo quasi il 15 % dei voti. Il "radicamento" sul territorio secondo i seguaci di Bossi è questo: un "presidio" (così militarmente lo chiamano) c'è in un solo paese vicino e si fa capo lì. Di discussioni politiche locali neanche a parlarne. Altri partiti non ce n'è e quindi la semplificazione è già in atto.
Le segreterie provinciali o regionali direttamente mandano degli emissari a dettare la linea ai fantomatici "segretari" locali (quasi sempre cooptati dai gruppi dirigenti centralizzati) e questa è la democrazia dei partiti nel nostro paese.
Pensiamo seriamente che in un quadro così a qualcuno (onesto e amante della cosa pubblica) venga voglia di fare politica?
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giovedì 12 febbraio 2009
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