martedì 18 settembre 2018

Ho trovato Dio, o forse no...

In compagnia di Waldo sono entrato
nel bosco e ho trovato Dio.

Forse perché non c'erano
prediche funzioni preghiere
spargimento d'incenso confessioni.

(Franco Marcoaldi, Tutto qui, Einaudi, p. 64)

Pensierino. Non ho un cane e mi aggiro nei boschi (forse) inutilmente.


giovedì 13 settembre 2018

Morire di qoheletite

Guido Ceronetti
Morire di qoheletite (o ecclesiale) inveterata, cronica, farei voto, non so, è possibile?. Questo vitale linguaggio di frantumi era una ben acre tentazione per un disintegrato scriba contemporaneo, vittima non rassegnata vittima scontenta di un linguaggio parlato scritto che senza aver vita uccide come un vivo, di un linguaggio che fa tutto , che è "tutto quel che si fa sotto il sole", che è domoniacamente il motore di tutto il male possibile. Se devo pensare un innanzitutto, io credo di aver sentito il richiamo della Scrittura (queste cose sono sempre piuttosto oscure), della Scrittura del canone ebraico, essenzialmente come linguaggio, e proprio perché linguaggio a pezzi e bocconi, tanto più tale quanto più contenga di Presenza di Dio.
...
Se tirassi una memoria accademica, da quel che sto per dire, sarei alla porta, tra i sorrisi dei cattedratici, ma alle porte della scienza non vado a scampanellare, io batto marciapiedi straccioni delle profonde, dimenticate città dell'anima.

(Dalla pre e post fazione di Qohélet o l'Ecclesiaste , Versione e note di Guido Ceronetti, 1988, Einaudi)

giovedì 6 settembre 2018

Evaso


Ce l'ha fatta, è evaso. Ha approfittato dell'apertura delle finestre dopo una estate reclusa in ambienti condizionati ed ermeticamente chiusi, ha superato barriere e cavalli di frisia, è salito in equilibrio sulla ringhiera, ha misurato la distanza dal tetto e calibrato le sue forze per un balzo ed infine è saltato sul tetto e raggiunto il mio giardino. Era la méta che sognava da tempo stando mollemente sdraiato sul pavimento della sua cella ed è bastata una breve distrazione dei secondini per mettere in atto la sua fuga. Ora può liberamente inseguire grilli e lucertole, appiattirsi nella fresca erba del prato, fare agguati ad imprudenti uccellini, strusciare tra le foglie della vite, addentrarsi nell'orto delle aromatiche lasciandosi imbambolare da mille profumi.
Eccolo riacquistare il suo occhio felino, attento, veloce e sembra dimenticato il tempo in cui le sue palpebre sembravano chiudersi pesantemente per la noia nella cella dove l'avevano relegato.
Certo ogni rumore lo scuote come una scarica elettrica e schizza via in un lampo non appena qualcosa di inconsueto si muova fragorosamente nel suo nuovo spazio riconquistato e lo disturbi nelle sue esplorazioni, nei suoi infiniti giochi, nelle sue continue scoperte.
Uno spazio ritrovato e una libertà riconquistata, finalmente !