venerdì 22 gennaio 2021

La fascinazione della notte

Céline nel Viaggio al termine della notte attraversa il male del mondo: dalla incomprensibile carneficina della Prima Guerra Mondiale (che aveva vissuto da volontario), al colonialismo brutale dell'Africa nera, al fordismo altrettanto infernale di Detroit, alle misere case (e vite) delle periferie parigine, Tutto questo viaggio sembra fatto al "termine della notte" appunto, ma in realtà pare svolgersi all'inizio della notte, una notte che non vuole finire, che ci prospetta altre miserie e tragedie, ancora più grandi. Céline stesso quella notte non vuole superala e ne sembra prigioniero: dopo il suo "viaggio" (1932), travolto dal suo antisemitismo vede nella Germania nazista un grande liberatore e segue nella ritirata le truppe naziste. Antisemitismo, anticomunismo , ma anche anticapitalismo lo portano all'esilio ed al suo rientro negli anni '50 a rimanere sempre ai margini della vita culturale e politica francese.

Eppure la forza della sua scrittura rimane e trova incredibili estimatori tra i poeti della beat generation americana, sempre in viaggio anche loro e critici col capitalismo imperante. Il suo tratto caratteristico è l' "anarchismo" e non certo l'antisemitismo o antifemminismo.

La fascinazione della notte ha sempre guidato la sua letteratura.



  

venerdì 15 gennaio 2021

La beatitudine dei poeti

 Poesia di Umberto Saba



Il poeta 


Il poeta ha le sue giornate

contate,

come tutti gli uomini; ma quanto, 

quanto variate!

L'ore del giorno e le quattro stagioni,

un po' meno di sole o più di vento,

sono lo svago e l'accompagnamento

sempre diverso per le sue passioni

sempre le stesse; ed il tempo che fa

quando si leva, è il grande avvenimento

del giorno, la sua gioia appena desto.

Sovra ogni aspetto lo rallegra questo

d'avverse luci, le belle giornate

movimentate

come la folla in una lunga storia, 

dove azzurro e tempesta poco dura, 

e si alternano messi di sventura 

e di vittoria. 

Con un rosso di sera fa ritorno, 

 e con le nubi cangia di colore 

la sua felicità, 

se non cangia il suo cuore. 

Il poeta ha le sue giornate 

contate, 

come tutti gli uomini; ma quanto, 

quanto beate!


Pensierino. Mi tocca divertar poeta.

martedì 12 gennaio 2021

Età traditora?

Forse è anche l'età che sopraggiunge, traditora, e ci annuncia il peggio. Non si ha più molta musica in sé per far ballare la vita, ecco. Tutta la gioventù è già andata a morire in capo al mondo nel silenzio della verità. E dove andar fuori, ve lo chiedo, quando uno non ha più dentro una quantità sufficiente di delirio? La verità, è un'agonia che non fì n ì sec rn ai. La verità di questo mondo è la morte. Bisogna scegliere, morire o mentire. Non ho mai potuto uccidermi io. 

(Celine, Viaggio al termine della notte, Traduzione di Ernesto Ferrero, La biblioteca di Repubblica)

Pensierino. L'età è traditora? Certo, se fossimo immortali.



mercoledì 23 dicembre 2020

È il coraggio che in fondo è indecente


Quando vai dietro a una sepoltura, ti fanno tutti delle grandi scappellate. Quello fa piacere. Allora è il momento di comportarsi bene, di avere l'aria a posto, di non scherzare ad alta voce, di rallegrarsi solo nell'intimo. È permesso. Tutto è permesso, nell'intimo. In tempo di guerra, invece di ballare nell'ammezzato, si ballava in cantina. I combattenti lo tolleravano, e, meglio ancora, gli piaceva. Lo chiedevano appena arrivati e nessuno trovava indecenti questi modi. È il coraggio che in fondo è indecente. Fare coraggiosi col proprio corpo? Chiedete un po' anche al verme di essere coraggioso, è roseo, pallido e molle, come tutti noi. 

Non si perde gran che quando brucia la casa del padrone. Ne verrà sempre un altro, se non è sempre lo stesso, tedesco o francese) o inglese o cinese, per presentarti, vero?, il conto al momento giusto... In marchi o franchi? Dal momento che bisogna pagare...

Allora mi sono ammalato, febbricitante, diventato matto, hanno spiegato loro all'ospedale, per la paura. Era possibile. La miglior cosa che puoi fare, no?, quando sei a 'sto mondo, è di uscirne. Matto o no, paura o no.

(Céline, Viaggio al termine della notte, La biblioteca di Repubblica, 2002, Traduzione di Ernesto Ferrero) 

Pensierino. Matto o no, la paura o no, il medico Bardamu è buttato nella mischia della Grande Guerra, con la morte che lo tampina dapprèsso. Persino la morte pare non sia uguale per tutti: c'è sempre chi anche da questa disgrazia ne esce indenne e vincitore, su qualunque fronte si trovi. Feroce la critica di Céline della guerra, lontana anni luce dalle celebrazioni trionfalistiche, dalla retorica di un patriottismo (leggi nazionalismo) che ha solo prodotto disastri in ogni parte del mondo. Chi la guerra l'ha fatta nelle trincee ricorda solo freddo, fame e paura, gli altri "sui letti di lana" (come canta "Gorizia") hanno dato un'altra versione.   

    

giovedì 3 dicembre 2020

Un nuovo libro

 E' uscito per i tipi de ilmiolibro.it il mio nuovo libro. Si trova nella versione cartacea o come eBook.


Per cominciare...

Questo lavoro di ricerca è stato ispirato dalla Pandemia Covid-19 che ha colpito il mondo intero a partire da Febbraio del 2020. Si è voluto cercare un precedente storico altrettanto significativo e lo si è trovato nella Pandemia comunemente chiamata “spagnola” che ha interessato l'Italia in successive ondate a partire dalla primavera del 1918, per poi ripresentarsi in modo virulento a settembre fino a dicembre dello stesso anno con strascichi nella primavera del 1919; gli ultimi casi si sono poi registrati fino a Marzo del 1920.

La “spagnola” è stata una Pandemia che contagiò tutto il mondo, arrivando persino nelle più sperdute isole del Pacifico e del Mar Glaciale Artico. Ancora oggi è difficile stabilire quanti siano stati i contagiati soprattutto perché in alcune aree come il Medio Oriente e l'Asia si sono fatte solo delle stime e comunque molte fonti parlano di un miliardo di persone che si sono ammalate di “spagnola”. I morti furono (anche qui sono stime) dai 17 ai 50 milioni (tra il 2,5 e il 5 per cento della popolazione mondiale), per avere un raffronto, sono più delle vittime della Prima Guerra Mondiale (17 milioni di morti) ma anche si avvicinano ai morti della Seconda Guerra Mondiale (60 milioni). In Italia si stimano tra le 375mila e le 650mila vittime. La “spagnola” rimane, insieme alla “peste nera” che colpì anche l'Italia a partire dal 1347, tra le epidemie mondiali più letali della storia.


lunedì 16 novembre 2020

Ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia/verità


Ciò che ho scritto di noi

Ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia

è la mia nostalgia

cresciuta sul ramo inaccessibile

è la mia sete

tirata su dal pozzo dei miei sogni

è il disegno

tracciato su un raggio di sole

ciò che ho scritto di noi è tutta verità

è la tua grazia

cesta colma di frutti rovesciata sull’erba

è la tua assenza

quando divento l’ultima luce all’ultimo angolo della via

è la mia gelosia

quando corro di notte fra i treni con gli occhi bendati

è la mia felicità

fiume soleggiato che irrompe sulle dighe

ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia

ciò che ho scritto di noi è tutta verità.


Nazim Hikmet,



Pensierino. C'è sempre qualcosa di ambiguo nell'amore. Ciò che all'impronta fa innamorare è la stessa cosa che fa disamorare. E' la nostalgia di un sentimento idealizzato che ci fa prendere degli abbagli.



giovedì 12 novembre 2020

Un moderno Chisciotte

Chisciotte, nella versione moderna di Antonio Moresco, è ricoverato in un manicomio, e per controllare la sua irrequietezza il Direttore della struttura gli mette alle costole un improbabile infermiere di nome (nauralmente) Sancio. Chisciotte la prende malissimo. Sancio gli pare (ed è) un emarginato. Chisciotte lo osserva e vede un ragazzone con "un cespuglio di capelli sopra la testa, i piercing, i tatuaggi scemi, la cintura dei jeans bassa da cui spunta un ciuffo di peli pubici".  

Eppure...

«Visto che mi è stato dato in sorte questo miserrimo e abominevole compagno di viaggio,» dice all'improvviso, a bassa voce, nella penombra «proverò lo stesso ad aprire il mio cuore a lui...»

Si interrompe per un istante, poi riprende: «Perché il mio cuore è troppo colmo e a qualcuno devo pur aprirlo, anche a costo di farlo con una simile bruttura, un simile scempio umano senza speranza...».

Lui Chisciotte è qui prigioniero, ma all'improvviso trova in una stanza attigua al suo reparto una ricoverata in ortopedia ingessata dalla testa ai piedi che lui riconosce essere Dulcinea. Ma poi riconosce in altri ricoverati i letterati di tante epoche bistrattati ed emarginati, ma che formano un esercito resistente ad un mondo che sta per crollare.

Antonio Moresco, Chisciotte, SEM, 2020

  

mercoledì 28 ottobre 2020

Erano, quelle, notti di pericoli e di spaventi.

Nel tempo che gli eserciti alleati, a causa dell'inverno, sostavano al di là del fiume Garigliano,
io vivevo rifugiata in cima a una montagna, al di qua del fiume. Un giorno, per la salvezza di persone che amavo, fui costretta ad un breve viaggio a Roma. Era un amaro viaggio, poiché Roma, la citta dove nacqui e dove ho sempre vissuto, era per me in quel tempo una città nemica. Il treno partiva la mattina presto. Io scesi dalla montagna il pomeriggio del giorno avanti per trovarmi in pianura prima che facesse buio; dovevo trascorrere una notte in pianura e all'alba avviarmi verso la più vicina stazione. Trovai ricovero per la notte presso la famiglia di un carrettiere di nome Giuseppe. L'abitazione di Giuseppe si componeva di tre capanne: una faceva da riparo all'asino e al carretto, nell'altra dormiva Giuseppe con la moglie Marietta e le tre bambine, e nella terza si cucinava, sopra un fuoco di legna acceso in terra, Fu deciso che le due ragazzine maggiori mi avrebbero ceduto il loro letto, e avrebbero dormito nel letto matrimoniale, con la madre e la bambina lattante. Quanto a Giuseppe, si adattò volentieri a dormire in cucina, sopra un mucchio di paglia. Erano, quelle, notti di pericoli e di spaventi.

Elsa Morante, Il soldato siciliano, in Lo scialle andaluso, Einaudi

Pensierino. Chissà perché il racconto è stato sempre considerato letteratura "minore". Eppure leggendo questa classica raccolta di Elsa Morante (Lo scialle andaluso, appunto) ci si trova di fronte a delle vere opere d'arte, in miniatura se volete, ma certo con tutti gli elementi di una grande letteratura.

Forse il mio giudizio è un po' condizionato per l'amore verso il racconto breve, ma vi assicuro che condensare il poche pagine una trama, con i suoi sviluppi, i personaggi e le atmosfere non è cosa da tutti. 

La maggior parte di questi e di altri racconti di Elsa Morante è stata pubblicata anche su riviste come Il Corriere dei Piccoli, Oggi, L'Europeo e la considero una grande fortuna per i lettori di quelle riviste.

martedì 20 ottobre 2020

Paese

---Paés paés ---


di Elio Pisoni




Paés paés

Paés paés

tré cö un paés

da bocia t'ho lasòo

da végiu sun turnòo

a stòla a mé casina ho cercòo

ma nanca a cò ho pü truòo.

Citò citò scurtés

dòmi indrée ul mé paés

paées curtés.





Paese paese

tre case un paese

da ragazzo ti ho lasciato

da vecchio son tornato

la stalla, la mia cascina ho cercato

ma neanche la casa ho trovato.

Città città scortese

dammi indietro il mio paese

paese cortese.

La fascinazione della notte

Céline nel Viaggio al termine della notte attraversa il male del mondo: dalla incomprensibile carneficina della Prima Guerra Mondiale (che a...