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mercoledì 7 marzo 2012

Mischiare caramelle

Da bambino andavo all'oratorio. Era vicino casa, ma ci andavo in bici. La bici si appoggiava fuori, sul muro di cinta insieme a tutte le altre e poi si entrava. L'oratorio era formato dal campo di calcio in terra battuta abbastanza piccolo e, di fianco, da un altro spazio delimitato da quattro tigli e da una parte c'era la chiesa e dall'altra dal cancello secondario di uscita. Quello spazio era utilizzato dai più piccoli come campo da calcio di riserva. Naturalmente le porte diventavano il cancello da una parte e la porta della chiesa dall'altra.
Accanto alla chiesa c'era il cinema e poi subito dopo altri locali di cui uno adibito a bar (l'unico riscaldato), uno per il ping pong e una saletta con un televisore su un trespolo alto alto, ma non ci andava nessuno a guardarla, allora e alla fine il televisore è sparito.

Com'è oggi
Il gioco del calcio era l'unico praticato. Le squadre erano presto fatte: chi arrivava per primo cominciava a giocare "tirando in porta" (una sola). Poi, quando c'era un numero sufficiente di giocatori, si diceva "Beh adesso possiamo fare la partita" e ci si spartiva i giocatori in modo equilibrato. E si perché le squadre non potevano essere una forte ed una debole, sennò che partita era ?
Quando poi arrivavano altri, a partita iniziata, si aspettava che ci fossero almeno due giocatori e poi le due squadre se li spartivano con il criterio di prima o per simpatia verso questo o quel giocatore.

Con la paghetta compravo le caramelle: dentro il bar c'era un bancone inclinato verso l'esterno, col vetro scorrevole sopra e dentro la perpetua di Don Luciano teneva le caramelle sciolte e divise per tipo. Le caramelle si compravano "a pezzo": 5 di queste , 3 di queste, 2 di quelle lì... Ed il bello erano i colori. Poi c'erano le stringhe  e i bastoncini di liquirizia. Si beveva spuma di vari colori (verde, rossa, marrone) e spesso si mischiava. Ma a me più di tutto piaceva mischiare le caramelle, ci andavo matto: liquirizia con menta, limone con rabarbaro ecc ecc Ancora oggi, quando sono in vena di caramelle e posso farlo me ne metto in bocca due e via...

I venti di Mario Vargas Llosa

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