Della mia passione per i libri usati ho già detto più volte. Ma dev'essere un destino perché le occasioni non mancano mai...
La biblioteca del mio paese ha preso questa saggia abitudine: disfarsi, riciclandoli, dei libri più mal messi o in edizione economica che dopo un po' si ingialliscono sui bordi (l'effetto dell'ossidazione dell'amido che è sempre presente nella carta, soprattutto quella di bassa qualità).
Il riciclo avviene esponendo i libri "espulsi per indegnità" su una bella bancarella messa all'ingresso della biblioteca dalla quale chiunque può pescare liberamente e portarseli a casa.
Inutile dire che non mi sono fatto scappare l'occasione. Dapprima ho adocchiato Metello di Vasco Pratolini, poi sono passato al Quaderno d'appunti di Katherine Mansfield con traduzione, niente popò di meno che, di Elsa Morante.
Cosa ci facesse un libro così nella biblioteca del mio sperduto paesello di provincia frequentata (quasi) esclusivamente da distratti studenti della scuola dell'obbligo, non è dato sapere.
Non indago oltre, incasso il succulento libro e via, a casa... Il gusto di aver "rubato" un libro dalla biblioteca (rimane la fascetta con la segnatura e la scritta ANNULLATO) è ineguagliabile !