Un mio amico di Jesi, soffrendo di insonnia e di solitudine, lontano da Jesi per quarantanni aveva ricostruito a memoria tutta la città comprese le sbrecciature del cordolo del marciapiede davanti al portone di quella casa in quella strada. Spinto da un impulso improvviso una mattina prende la macchina, corre a Jesi e naturalmente, bastava pensarci, non ritrova quasi niente: strada, casa, marciapiedi spariti o deformati, demoliti, ristrutturati, restaurati, ripittati.
È scappato subito, non è mai più tornato a Jesi, e quando soffre d'insonnia, non sa più cosa pensare.
da Gianpaolo Dossena, Mangiare banane, il Mulino, p.54
Pensierino. Tornare e non trovare. Qualche post fa ho parlato di "tornare e trovare", una sensazione strana che mi ha preso rivisitando certi luoghi e scoprendoli "indifferenti" alla mia presenza anzi capaci (loro) di evocare sentimenti e sensazioni che pensavo perduti, sepolti dal tempo. Non so come spiegare: mi pare che in quei luoghi ritrovati ci sia una vita mia (non vissuta) che si muove parallelamente a quella che ho scelto e continua nella memoria a farsi e progredire come una possibilità non giocata.
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mercoledì 6 maggio 2009
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