sabato 28 settembre 2019

Lumi potete piangere

Lumi potete piangere

La divisione del mondo
Dramma per musica
Testi di Giulio Cesare Corradi
musiche di Giovanni Legrenzi

Politici spudorati

Ai piedi della Statua della Libertà di New York nel 1903 è stata apposta una targa con i versi della leggendaria poetessa Emma Lazarus :"Mandatemi i vostri stanchi, i vostri poveri, le vostre masse infreddolite desiderose di respirare libere, i rifiuti miserabili delle vostre spiagge affollate. Mandatemi loro, i senzatetto, gli scossi delle tempeste, e io solleverò la mia fiaccola accanto alla porta dorata".
Alla domanda fatta da un giornalista a Ken Cuccinelli (nominato da Trump come Capo dei servizi per la cittadinanza e l'immigrazione) se questa frase rappresentasse ancora oggi l'American Dream, ha corretto la frase della poetessa così :" Mandatemi i vostri stanchi, i vostri poveri, ma quelli che possono stare in piedi da soli e non diventeranno una zavorra pubblica".
Che Cuccinelli sia figlio di immigrati (il padre è di origini italiane e la madre di origini irlandesi), è un'aggravante ed un segno della smemoratezza che ha colpito tanti politici.


martedì 17 settembre 2019

Invecchiando

In una intervista nel 1975 in RAI2 (mai trasmessa) Enzo Biagi chiede a Pier Paolo Pasolini -Lei ha detto che "invecchiando si diventa allegri". Perché?-
PPP risponde -Perché si ha meno futuro e quindi meno speranze e questo è un grande sollievo"-

lunedì 9 settembre 2019

Leggere l'infinito

L'INFINITO
Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s'annega il pensier mio:
E il naufragar m'è dolce in questo mare.



Un libro per capire o, meglio, per entrare in sintonia con questa poesia che conosciamo tutti, ma che riserva molte sorprese.
















mercoledì 4 settembre 2019

L'isola a mezzogiorno

Il traghetto che da Olbia porta a Piombino si infila nell'arcipelago toscano. Prima solo mare, piatto, uniforme, incredibilmente vuoto. Un'isola appare ad un tratto come se uscisse calda e vaporosa dall'acqua. Non conosco il suo nome: potrebbe essere l'Isola del Giglio, non di sicuro l'Isola di Montecristo che misteriosamente si nasconde per tutta la giornata per apparire solo al tramonto o all'alba. Ma potrebbe essere anche la Xiros del racconto di Julio Cortazar, raggiunta dal mio traghetto a seguito di un fantastico dirottamento verso l'Egeo (Cortazar ne sarebbe contento). L'aria di mare non porta fin sulla nave i profumi di quelle isole toscane che conosco bene: odori di rosmarino e alloro selvatici, di salvia al gusto di salsedine. L'odore di salvia è la stesso della macchia raggiunta da Marini (lo steward che fugge dal suo lavoro sulla linea Roma-Teheran per rifugiarsi sull'isola che vedeva ogni viaggio a mezzogiorno passando con l'aereo) nella sua scalata alla collina che domina il mare. Ma su Xiros c'è anche il profumo del timo.
Chi non ha mai pensato di rifugiarsi su un'isola per vivere di pesca come lo steward Marini? 
A dir la verità ho conosciuto una persona che non l'avrebbe mai fatto: era il mio amico Nino. Lui ci aveva provato ad andare su un'isola in vacanza: l'aveva scelta un po' grande (l'Isola d'Elba) , ma non di meno dopo due giorni aveva cominciato a girare in macchina per l'isola come un calabrone dentro un paralume. Gli sembrava di stare stretto, di sentirsi soffocare come in una cella, di aver bisogno di spazi aperti e quel mare gli pareva un muro opprimente. Anche il mare con il suo costante sciabordio, lo innervosiva, come il ticchettio di un orologio a cucù in una notte insonne.
Come ho cercato di raccontarvi non è necessario veder cadere il proprio aereo come ha fatto Marini per essere riportati pesantemente alla realtà.