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sabato 5 marzo 2011

Altrove

Galleria Subalpina

Chiesa sconsacrata in Via Lagrange

Suonatori in Piazza Carignano
Pensierino. Ci sono luoghi che non si dimenticano. Anche persone. Quando ritorni dopo molto tempo, scopri che luoghi e persone sono ancora lì. Sei tu che non ci sei più, ma loro hanno continuato la loro vita. E' bello riconoscere la signora di Cuneo che vende verdura al mercato di Corso Palestro, il vucumprà marocchino allampanato e col suo soprabito grigio che insegue passanti con i suoi accendini e spugnette lungo la Via Garibaldi, il suonatore di arpa sull'angolo del Parlamento albertino, per non parlare della vecchia libraia con la sua bancarella sotto i portici di Via Po che mi vende a metà prezzo e spolvera con cura Novelle K 666.
La mia pare una incursione in un mondo che viaggia mentre io sto altrove. Si, mi sento sempre altrove.



lunedì 5 ottobre 2009

Racconto flash. Altrove

Aveva pensato, tra sé, “è proprio necessario?” e subito si era risposto che poteva rinviare. Il rinvio era diventata la sua arte preferita. Di fronte a qualsiasi ostacolo, metteva in campo tutta la sua arte del rinvio. All'inizio l'aveva fatto con le piccole cose, incombenze fastidiose, visite a vecchi amici o petulanti parenti. Poi era passato agli impegni più seri sia di lavoro che sentimentali. Ci si era applicato con meticolosità ed i risultati erano stati immediatamente incoraggianti. Si ricordava di quel piccolo innocuo stratagemma del padre che il sabato lo festeggiava andando a spasso al Valentino dicendo in Conservatorio che doveva onorare il Sabato fascista con il raduno delle camicie nere e alla Casa Littoria che non poteva mancare ad un importante lezione al Conservatorio. Ecco la tecnica era quella: era sempre altrove per tutti.


Eppure c'era stato un tempo che aveva sentito il profumo della rosa sott'acqua: aveva percepito la fragranza dolciastra dei suoi petali, poteva sentire sotto la sua pelle la vellutata superficie che lasciava sulle dita un profumo sottile ed evanescente.
Il profumo della rosa sommersa. Già! Che assurdità. Erano gli scherzi dei sentimenti. Lo prendevano in giro, lo facevano girare come una trottola e poi alla fine, quando perdeva l'equilibrio dal gran girare, i sensi erano come accelerati, sentiva e vedeva tutto, ogni odore o barluccichio era amplificato, bastava un tocco di mano e sentiva svelarsi una poesia, un sentimento, un pensiero, un umore. Peccato che non potesse fare un passo in nessuno direzione, perché barcollava, cadeva a terra; inutilmente ci riprovava e allora aspettava e, quando la testa non gli girava più, era svanita anche quella iper-attività dei sensi. Anzi, come se si fossero spossati dal gran lavoro, sembravano assopiti, esausti. Il mondo dei sentimenti allora si allontanava e lui lo guardava con diffidenza, rassegnato a non capirci nulla se non in rari, particolari momenti di grazia. All'esaltazione seguiva la malinconia.


In un attimo trovarsi davanti allo specchio e scoprire di non riconoscersi e guardando il bagno riflesso anche quello gli pareva un altrove sconosciuto. Così si era fatta una sua difesa, testarda: trovava soddisfazione solo nell'altrove e con l'altro. Rifiutava il qui e il tu.
E fantasticava, sognava. Sperava che ci fosse uno stato di grazia assoluto che un giorno l'avrebbe preso e condotto in quell'altrove senza ritorno con qualcun altro che l'avrebbe accolto.


Si sbagliava? Non lo sapremo mai.

(copyright 2009 Guglielmo Gaviani)

giovedì 1 gennaio 2009

lunedì 21 luglio 2008

Dedicato a... una poesia di Wislawa Szymborsk

LA STAZIONE

Il mio non arrivo nella città di N.
è avvenuto puntualmente.

Sei stato avvertito
con una lettera non spedita.

Hai fatto in tempo a non venire
all'ora prevista.

Il treno è arrivato sul terzo binario.
E' scesa molta gente.

La mia persona, assente,
si è avviata all'uscita tra la folla.

Alcune donne mi hanno sostituita
frettolosamente
in quella fretta.

A una è corso incontro
qualcuno che non conoscevo,
ma lei lo ha riconosciuto
immediatamente.

Si sono scambiati
un bacio non nostro,
intanto si è perduta
una valigia non mia.

La stazione della città di N.
ha superato bene la prova
di esistenza oggettiva.

L'insieme restava al suo posto.
i particolari si muovevano
sui binari designati.

E' avvenuto perfino
l'incontro fissato.

Fuori dalla portata
della nostra presenza.

Nel paradiso perduto
della probabilità.

Altrove.
Altrove.
Come risuona questa parolina.

da "Vista con granello di sabbia".- Adelphi

I venti di Mario Vargas Llosa

 Il protagonista di questo libretto di Vargas Llosa si reca una mattina con l'amico Osorio ad una manifestazione contro la chiusura di u...