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martedì 4 novembre 2008

Altruismo



Si scopre lentamente quale sia l'altruismo che ha mosso la cordata italiana per il salvataggio dell'Alitalia. Oltre a levare di torno i debiti (accollati allo Stato - cioè a noi-) di Alitalia ciascun membro di questa cordata sta ottenendo o ha già ottenuto favori da Berlusconi.
Faccio alcuni esempi pratici: ILVA di Taranto e Genova del gruppo Riva, Autostrade Atlantia (già Autostrade SpA) del gruppo Benetton,

Per l'ILVA di Taranto il Governo Berlusconi si è speso per ritoccare al rialzo i limiti di emissione della diossina e per contrastare attivamente l'applicazione del Protocollo di Kioto.
Per il gruppo Riva di Genova il governo ha concesso una proroga di un altro anno per 550 operai in cassa integrazione.
Per il gruppo Autostrade di Benetton è passato un consistente ritocco delle tariffe autostradali.

Questi presunti imprenditori altruisti solo avvoltoi: predicano il mercato ma vivono ignorandolo. Non conoscono il rischio d'impresa, usano il sistema creditizio delle banche (cioè i soldi che mettiamo noi risparmiatori!) con una disinvoltura impressionante ignorando regole ed etica economica, hanno coperture e connivenze nel Governo e nelle istituzioni che dovrebbero controllare.

Per seguire le battaglie del Comitato per Taranto, visitate questo sito (inserito anche qui a fianco nei Blog preferiti):

http://comitatopertaranto.blogspot.com/

giovedì 11 settembre 2008

Alitalia, una farsa (per i licenziati, una tragedia)...

Per più di due mesi, questa estate, l'Alitalia non è esistita. Fervevano le trattative della "cordata" ed i sindacati hanno pensato bene di non "disturbare il guidatore". Ora invece la trattativa è diventata improvvisamente convulsa e bisogna concludere subito per evitare il fallimento. Chi guarda con un po' di buon senso la faccenda, si rende subito conto che questa fretta è, almeno, sospetta.
Il "piano di risanamento", poi...Anche un bambino delle elementari ha capito che dividere l'azienda in due (la parte "sana" e con i profitti e la parte "malata" con le perdite) e tenersi per se quella sana e liberarsi della malata è un giochino che al capitalismo nostrano piace sempre e soprattutto riesce sempre. Tanto chi volete che paghi anni ed anni di errori imprenditoriali, di assunzioni clientelari (con la complicità anche dei sindacati!) che hanno gonfiato a dismisura gli organici e di malaffari in genere?

martedì 29 luglio 2008

Intervallo 3: politica

La normalità delle morti clandestine sulle spiagge italiane...




Dove sono i bellicosi sindacati di categoria che strepitavano al primo accenno del piano Air France? Intanto Rayanair se la ride con questa pubblicità...



Pietro Garibaldi, Riforme , non imboscate, La Stampa, 28/07/08 (Ovvero: precari a vita)


In Italia vi sono oggi due mercati del lavoro. Da un lato vi è il mercato primario, dove circa 15 milioni di lavoratori sono assunti a tempo indeterminato con grandi tutele sulla stabilità del loro rapporto lavorativo. Nel caso dei dipendenti pubblici e dei lavoratori delle grandi imprese, la certezza del posto è quasi assoluta. Vi è poi un mercato del lavoro secondario, formato da circa 3,5 milioni di lavoratori precari. Questi ultimi sono i lavoratori a termine, i lavoratori a progetto e tutti quei lavoratori che svolgono mansioni simili a quelle dei lavoratori del primario, ma con protezioni decisamente inferiori.

I lavoratori di questo mercato secondario sono circa il 15 per cento del totale, ma si arriva quasi al 50 per cento tra i lavoratori più giovani.

Lo psicodramma di molti giovani lavoratori riguarda la conversione del contratto a termine in contratto a tempo indeterminato. In un anno poco più del 10 per cento dei lavoratori riesce a fare il tanto desiderato salto. Uno dei modi per forzare la conversione del rapporto di lavoro è quello di impugnare presso il tribunale la regolarità del termine apposto al contratto. In questo caso sarà il giudice a decidere se il termine inserito nel contratto era regolare. In caso di irregolarità un lavoratore di una grande impresa avrà così diritto di essere reintegrato in via permanente sul posto di lavoro. Nel caso dei lavoratori a termine delle Poste, la pratica del ricorso era molto diffusa e determinava quasi automaticamente il reintegro permanente sul posto di lavoro.

L’emendamento approvato dalla Camera è volto ad attenuare i diritti dei lavoratori che vincono la causa. Questi lavoratori avrebbero d’ora in poi diritto soltanto a un indennizzo monetario fino a sei mesi, senza poter essere reintegrati sul posto di lavoro.

I venti di Mario Vargas Llosa

 Il protagonista di questo libretto di Vargas Llosa si reca una mattina con l'amico Osorio ad una manifestazione contro la chiusura di u...