A Brera ho sempre tirato dritto davanti alla "Natura morta su tavolo rotondo" di Giorgio Morandi: le trovano un "esercizio" da liceo artistico, fredde, senza emozione.
Un'amica mi consiglia di andare a vedere la casa di Morandi a Bologna con il suo studio dove ancora si possono vedere le sue composizioni di bottiglie. Questo particolare mi conferma nell'idea che si tratti di un esercizio un po' maniacale del pittore.
Eppure...
Riprendo in mano la guida di Brera e trovo l'opera e l'interpretazione di Lamberto Vitali (studioso d'arte e fotografia) che dice che questa opera è "popolata non dalle cose, ma dai fantasmi delle cose".
Naturalmente questo cambia tutto e apre orizzonti inesplorati.
PS Mi permetto di mettere una mia foto scattata con una vecchia Lubitel2 che va in quella direzione misteriosa e inesplorata.

