Dopo un tentativo di leggere il libro di Paola Mostracola "L'esercito delle cose inutili", mi sono dovuto trovare un antidoto. "Cere perse" di Gesualdo Bufalino mi sembrava adatto, ma mi è sembrato ancora troppo aggrovigliato e faticoso nelle sue pesanti citazioni, nelle involuzioni della sua lingua barocca. E così sono approdato ai "Racconti" di Anton Cechov e finalmente ho trovato la pace in questa scrittura piana e distesa, in queste trame semplici e precise, una vera delizia.
Al diavolo tutta questa scrittura moderna nervosa, arrogante e sincopata frutto di tecnica piuttosto che di inventiva.
Al diavolo tutta questa scrittura moderna nervosa, arrogante e sincopata frutto di tecnica piuttosto che di inventiva.
