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martedì 17 settembre 2019
sabato 14 aprile 2012
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Sai che cosa si scopre quando si invecchia? Si scopre la propria giovinezza.
Romain Gary, L’angoscia del re Salomone
Pensierino post compleanno. Ridete, ma non credeteci.
lunedì 2 gennaio 2012
La voglia di frutta
Quando si diventa molto anziani (o forse prima ! Non l'ho ancora sperimentato di persona...) ci sono solo due tempi: il presente, anzi l'ora immediato, e il passato. Il resto si è perso nelle pieghe (160 km di neuroni, dicono) di quella modernissima/antichissima e delicata macchina che è il cervello.
Il presente è incombente, scomodo, rattrappito nella non azione, nell'impossibilità di fare la gran parte delle cose che si sono sempre fatte nella propria vita. Il passato è remoto non è l'ieri, è molto più indietro, dalle parti dell'infanzia, nella vita che sembra di un'altra persona, di altri che pure ci somigliano lontanamente, non più la propria vita che è l'oggi , l'adesso, rappreso.
"Dammi un po' di frutta, C...."
"L'hai mangiata a pranzo, mamma"
"Possibile ?"
"La mia non era una domanda, ti sto dicendo che l'hai mangiata un'ora fa"
"Non è vero..."
Il passato prossimo è già scomparso e rimane la voglia di frutta, ora...
domenica 30 maggio 2010
Da fiö sa nòs e da fiö sa mór
Un vecchio proverbio lombardo dice "da fiö sa nòs e da fiö sa mór" (si nasce e si muore bambini). Devo dire che la saggezza popolare semplifica troppo: il tornar bambini da vecchi non è regredire, non è ritrovarsi con i bisogni essenziali, primordiali , del vivere propri dei bambini. I vecchi ridiventano bambini fisicamente perché devono rinunciare (con grande imbarazzo e riluttanza) alla loro autonomia, ma hanno nella loro testa tutta una vita e non possono tornar bambini con quella. La mente li porta altrove, lontano, ben al di là delle loro possibilità mortificate di movimento.
mercoledì 30 aprile 2008
J.L. Borges, Elogio dell'ombra
La vecchiaia (è questo il nome che gli altri gli danno)
può essere per noi il tempo più felice.
E' morto l'animale o quasi morto.
Vivo tra forme luminose vaghe
che ancora non son tenebra.
...
Nella mia vita son sempre state troppe le cose;
Democrito di Abdera si strappò gli occhi per pensare;
il tempo è stato il mio Democrito.
...
Posso infine scordare. Giungo al centro,
alla mia chiave, all'algebra,
al mio specchio.
Presto saprò chi sono.
può essere per noi il tempo più felice.
E' morto l'animale o quasi morto.
Vivo tra forme luminose vaghe
che ancora non son tenebra.
...
Nella mia vita son sempre state troppe le cose;
Democrito di Abdera si strappò gli occhi per pensare;
il tempo è stato il mio Democrito.
...
Posso infine scordare. Giungo al centro,
alla mia chiave, all'algebra,
al mio specchio.
Presto saprò chi sono.
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