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venerdì 14 maggio 2010

Libri che non avrei dovuto leggere

Ho una attrazione per i libri difficili, quelli che fatico a capire e che, naturalmente, mi impunto di leggere. Sono attratto dall'argomento, dalla recensione che ascolto occasionalmente alla radio ed, immancabilmente, finisco per comprarli. Tra questi in prima fila sono i libri di poesia. Ho fatto un post qualche tempo fa sulla mia incapacità a sentire certa poesia. Ma ci sono esempi di incomprensione anche in altri campi della letteratura e della saggistica.
Ne faccio un breve escursus.
Irritante il libro di Antonio Moresco, Lettere a nessuno, Bollati Boringhieri. Un livore acido percorre tutto il libro. Già il suo romanzo Lo sbrego mi aveva prima appassionato e poi via via deluso, quasi che l'autore si fosse ripiegato nel finale su sé stesso.
Troppo esteso l'orizzonte (seppur interiore) di Thomas Moore, Pianeti Interiori, Moretti e Vitali.
Cristina Campo, Gli imperdonabili, Adelphi. L'ho comprato per un saggio su Chopin ( e da cui speravo di poter ricavare qualche idea su una serata su questo grande pianista e compositore), ma la sua lettura ha portato solo ombre. Mi sono consolato con i bei saggi sui Padri del deserto e l'introduzione al Racconto di un pellegrino russo.
Totalmente su un altro pianeta la poesia di Amelia Rosselli. Confesso la mia abissale impermeabilità a questa poesia.

venerdì 2 ottobre 2009

La poesia che non c'è (per me)

Devo dire che non ho mai avuto dubbi: non capisco la poesia. L'amica Francesca dice che la mia è una ostinazione sbagliata: la poesia non deve essere "capita", ma "sentita". Allora riformulo l'incipit di questo post: non sento la poesia. L'ultima riprova l'ho avuta con la poesia di Amelia Rosselli. Ho letto e riletto molte sue poesia, ma non ho sentito nulla: a tratti mi sembrava di aver percepito un sussurro, ma poi sono ripiombato nel silenzio più assoluto. Troppo rudimentali i miei attrezzi d'ascolto (troppo ripida la mia coclea) ? Troppo fine il suono, fuori dalla portata dei miei 20-20000 Hz ?
Forse non mi accontento (ecco l'estrema consolazione al mio intelletto ferito!) di quel poco che sento.



Fosse stato più facile spartirti,
sulla quiete impazzita o pomeridiana...

ed ora costruisco ponti inavvertiti
le mie pantofole trattenute nell'armadio
gli altri che m'inflatano
quella luna così cara
scansarsi inequivocabilmente!

La luna-boom, il mio danaro...

Amelia Rosselli, Le poesie, Garzanti, p. 558


P.S. Non chiedetemi cosa significa "inflatare" perché non lo so !

lunedì 7 settembre 2009

Amelia Rosselli, Chi l'ha inventata questa bugia

Mi sforzo, sull'orlo della strada
a pensarti senza vita
Non è possibile, chi l'ha inventata questa bugia
(Amelia Rosselli, Le poesie, Garzanti, p.14)

Controcanto (mio)
Non ho nessuna difficoltà, sull'orlo della strada
a pensarti piena di vita
E' possibile, chi l'ha inventata questa bugia?


Janas aggiunge
mi trovo indecisa, sull'orlo della strada
a pensarti ora vuota e ora piena di vita
è possibile, (e in quanto possibile) chiunque potrebbe inventare questa bugia e questa verità 



Pensierino. Uomini che è impossibile pensare senza vita ed altri che sono morti pur se biologicamente vivi. La vita e la morte inventano bugie alle quali noi possiamo credere o ribellarci.

I venti di Mario Vargas Llosa

 Il protagonista di questo libretto di Vargas Llosa si reca una mattina con l'amico Osorio ad una manifestazione contro la chiusura di u...