Quando una vita diventa lunga, e piace cedere al vizio di ripassarsela nella moviola, i vecchi ritratti di gioventù sembrano figli morti, uno se li vede venire incontro col passo nebbioso e zoppo di un esercito di fantasmi. Colpa dell'energia abrasiva degli anni e della loro natura carnivora; ma colpa un poco anche nostra, di noi che con le ombre del tempo insistiamo a intrattenere rapporti di arrogante intimità; e non ci contentiamo dei loro sfoghi spontanei, ma le aizziamo col dito, le provochiamo artificialmente a risorgere.
E' quel che succede con gli anniversari: macchine di scongiuro coatto, crudelmente ripetitive, fatte apposta per stanare dalla loro pace i ricordi, e metterli per forza in riga, sonnacchiosi e di malumore, come coscritti svegliati da una trombetta importuna. C'è bisogno di dire quanto sarebbe meglio distruggere i calendari e affidarsi ai capricci del caso o a sua misteriosa malizia ? Il passato si sa è un alveare di api bisbetici, guai a chiedergli miele a scadenze fisse, guai a non saper aspettare.
Pensierino. Tutti i miei esercizi di memoria è finito in un alveare di api bisbetiche.
