sabato 31 marzo 2018

Contenere tutte le contraddizioni

Etty Hillesum, Diario 1941-1943, Adelphi

Molte persone sono troppo ristrette, troppo chiuse nelle loro idee e così, educando i figli, li legano a loro volta. Da noi era proprio il contrario. Mi sembra che i miei genitori siano stati sempre più sopraffatti dall'infinita complicazione di questa vita, e che non siano mai stati in grado di fare una scelta. Hanno lasciato troppa libertà di movimento ai loro figli, non potevano offrirci nessun punto d'appoggio, dato che non ne avevano mai trovato uno per sé; e non potevano contribuire alla nostra formazione perché non si erano mai trovati una forma.
Capisco sempre meglio il nostro compito: è quello di permettere ai loro poveri talenti, dispersi senza forma e riposo, di crescere, di maturare, e di trovare la loro forma in noi.
Per reazione alla loro mancanza di forma. assenza di vera generosità, disordine e insicurezza - cattiva
amministrazione, per cosi dire, e forse talvolta, anche se non ultimamente, aspirazione spasmodica   verso unità, inquadramento, sistema. Ma l'unica vera unità è quella che contiene tutte le contraddizioni e i momenti irrazionali: altrimenti finisce per essere di nuovo un legame spasmodico che fa violenza alla vita.


Pensierino. Il mondo di Etty è complesso, contraddittorio, razionale e irrazionale, insomma un mondo molto diverso da come lo concepisce la stragrande maggioranza del mondo d'oggi, schiavo dell'omologazione.

venerdì 30 marzo 2018

Il risveglio dell'anima

J. J. VAN DER LEEUW, DEI IN ESILIO

Il risveglio dell'anima
Noi siamo simili a Prometeo, incatenati alla roccia della materia, ma finchè ondiveniamo coscienti di quello che siamo veramente, non ci accorgiamo affatto diessere prigionieri, di essere esuli. Così potrebbe vivere uno che nei giorni dellagiovinezza fosse stato bandito dalla terra natia, e per molti anni avesse abitatofra genti straniere, a mala pena ricordando, nelle privazioni e nella miseriadell'esilio, di aver conosciuto luoghi diversi.Ma un giorno gli avviene di udire una canzone che conosceva nella suagiovinezza; allora, in un subito spasimo, egli ricorda tutto quel che ha perduto,rendendosi con dolore conto di essere in esilio, lontano da tutto quanto gli eracaro. Da questa rimembranza rinasce la nostalgia per la terra natia, e si fa piùforte di quanto non sia mai stata. Allora soltanto cominciano la sofferenza e lalotta: sofferenza per la coscienza di quello che ha perduto, lotta per tentare diriconquistarlo.

Pensierino. Mi affascina il fatto che sia una canzone ad evocare ricordi e quindi nostalgie. Anche se per me rimane la fotografia l'oggetto principe del ricordo.




giovedì 1 marzo 2018

Parchi di parole


"Bisogna essere sempre più parchi di parole insignificanti per trovare quelle parole di cui si ha bisogno. Il silenzio deve alimentare nuove possibilità di espressione.“

Etty Hillesum (Middelburg, 15 gennaio 1914 – Auschwitz, 30 novembre 1943), è stata una scrittrice olandese di origine ebraica, vittima dell' Olocausto.



Pensierino. Avevo sempre pensato che il racconto fosse la mia misura, In qualche modo potevo ricomprenderlo nella mia testa e quindi capirlo. Invidiavo chi riusciva a racchiudere in poche pagine personaggi, situazioni, paesaggi e sentimenti. Diffidavo della prolissità, del menar il can per l'aia, delle digressioni infinite come delle note a piè pagina e i rimandi continui. L'asciuttezza del pensiero mi piaceva. Ma dove approda tutto questo se non nella poesia ?