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sabato 21 febbraio 2015

L'incoronazione di Poppea

Ieri sera al Teatro alla Scala di Milano
L'incoronazione di Poppea
Claudio Monteverdi

Nuova produzione
in coproduzione con Opéra National de Paris

Direttore Rinaldo Alessandrini
Regia, scene e luci Robert Wilson
Orchestra del Teatro alla Scala



CAST
Nerone Leonardo Cortellazzi
Poppea / La Fortuna Miah Persson
La Virtù / Ottavia Monica Bacelli
Amore Silvia Frigato
Ottone Sara Mingardo Lucano
Nutrice Giuseppe De Vittorio
Seneca Andrea Concetti

Una versione spagnola...


Pur ti miro, 
Pur ti godo,
Pur ti stringo, 
Pur t'annodo,
Più non peno, 
Più non moro,
O mia vita, o mi tesoro.
Io son tua... 
Tuo son io...
Speme mia, dillo, dì,
Tu sei pur, speme mia
L'idol mio, dillo, dì,
Tu sei pur,
Sì, mio ben, 
Sì, mio cor, mia vita, sì.
Pur ti miro, 
Pur ti godo,
Pur ti stringo, 
Pur t'annodo,
Più non peno, 
Più non moro,
O mia vita, o mi tesoro.

giovedì 29 gennaio 2009

Andreas Scholl, Che farò senza Euridice dall'Orfeo di Monteverdi



Che farò senza Euridice!
Dove andrò senza il mio ben!
Euridice! Oh dio! rispondi,
io son pure il tuo fedel.
Euridice! Ah! non m'avanza
più soccorso, più speranza
né dal mondo, né dal ciel!
Che farò senza Euridice!
Dove andrò senza il mio ben!

Commento. Si scopre, all'improvviso, la solitudine. Quando si scopre sembra essere troppo tardi: ci si è inoltrati in una terra arida, fatta di ricordi e illusioni. Per tornare bisognerebbe levare un po' di zavorre ed alzare una vela alta e aspettare il vento. Dunque, non si può attendere, alza la randa.

martedì 3 giugno 2008

Lamento della Ninfa, Monteverdi

Non havea Febo ancora
recato al mondo il dí,
ch'una donzella fuora
del proprio albergo uscí.

Sul pallidetto volto
scorgeasi il suo dolor,
spesso gli venia sciolto
un gran sospir dal cor.

Sí calpestando fiori
errava hor qua, hor là,
i suoi perduti amori
cosí piangendo va:

"Amor", dicea, il ciel
mirando, il piè fermo,
"dove, dov'è la fè
ch'el traditor giurò?"

Miserella.

"Fa' che ritorni il mio
amor com'ei pur fu,
o tu m'ancidi, ch'io
non mi tormenti più."

Miserella, ah più no, no,
tanto gel soffrir non può.

"Non vo' più ch'ei sospiri
se non lontan da me,
no, no che i martiri
più non darammi affè.

Perché di lui mi struggo,
tutt'orgoglioso sta,
che si, che si se'l fuggo
ancor mi pregherà?

Se ciglio ha più sereno
colei, che'l mio non è,
già non rinchiude in seno,
Amor, sí bella fè.

Ne mai sí dolci baci
da quella bocca havrai,
ne più soavi, ah taci,
taci, che troppo il sai."

Sí tra sdegnosi pianti
spargea le voci al ciel;
cosí ne' cori amanti
mesce amor fiamma, e gel.

I venti di Mario Vargas Llosa

 Il protagonista di questo libretto di Vargas Llosa si reca una mattina con l'amico Osorio ad una manifestazione contro la chiusura di u...